INTERVISTA | Diego Esposito: l’esordio che profuma di Toscana

Diego Esposito, napoletano ma adottato Toscano, esordisce come cantautore con il disco È più comodo se dormi da me. Ecco l’intervista al Blog della Musica…

Un bellissimo ascolto quello che vi proponiamo oggi. Lui è Napoletano di origine e Toscano di adozione. Diego Esposito fa il suo esordio nella scena cantautorale italiana con questo disco dal titolo È più comodo se dormi da me… musica leggera ma senza eccedere con questo termine dato che dietro le melodie ed il suono assai pulito e composto ci sono testi assai impegnativi, per niente appesantiti da un linguaggio altisonante e ricercato come spesso capita ai saggi cantori della parola, ma con un piglio coerente con la sua età e la sua generazione, sottile di intelligenza ed attento ai messaggi da lasciare. Questa mattina vi abbiamo mostrato il suo video di lancio Come fosse primavera… ed oggi come di consueto due chiacchiere con un artista che sta giocando bene fin dal primo round…

È più comodo se dormi da me… cogliendo la metafora ti rigiro la frittata: sicuro che non sia comodo più per te? E qui ne faccio una metafora di vita…spero si sia colta…
Forse da una parte hai ragione, però è anche un modo per dire “vieni a casa mia”, cioè vieni nel mio posto sicuro, è come pensare di voler condividere un qualcosa di veramente importante per me e che non ho niente da nascondere, sono esattamente quello che senti nel disco, niente di più e niente di meno.

Reduci da Sanremo e tu sei anche reduce da un Talent. Ma oggi secondo te la musica che cosa è diventata? Immagine o cultura?
La musica per me è un modo di esprimersi e da quando e nata fino ad oggi delinea le differenze culturali nel mondo, come per dire che a Buenos Aires c’è un modo diverso di concepire la musica rispetto a Berlino, e credo che questa cosa sia meravigliosa, la globalizzazione tende ad abbattere le identità culturali e il pubblico ha sempre bisogno di essere stupito in qualche modo, ad esempio nell’ultimo Sanremo ha vinto Gabbani che aveva una canzone molto valida ma il giorno dopo sui social si parlava in prevalenza della scimmia sul palco, quindi direi che l’immagine ha un certo peso in questo periodo storico.

Qualcuno l’ha definita leggera e fresca la tua musica. Qualcuno ha detto “un disco acqua e sapone”. Cosa ti verrebbe da rispondere?
Ho sempre scritto le canzoni con una chitarra acustica, quando siamo andati in sala prove con la mia band abbiamo cercato di rispettare i brani per come erano nati, ci siamo resi conto che ogni eccesso di qualsiasi strumento diventava invadente, e quindi abbiamo lavorato come dei sarti su ogni brano, poi Zibba in studio ci ha dato le direttive giuste per trovare un equilibrio in tutto l’album.

L’influenza di Zibba e di Daniele Silvestri sono cose assai sfacciate. Ma il disco di Diego Esposito ha anche tantissima personalità. Con un occhio esterno, con il famoso senno del poi, questo primo lavoro ti somiglia o già sei a lavoro per raggiungere un tuo equilibrio?
Zibba e Silvestri sono due maestri per me e a Zibba ho la fortuna di poterglielo dire spesso. Questo disco è una parte di me, mi somiglia molto e forse mi somiglierà per sempre, ma come tutte le persone credo di avere tante sfaccettature, e nel prossimo disco ne vedrete sicuramente altre diverse da queste. Cerco sempre cose nuove e spero di avere sempre la forza e il coraggio di evolvermi.

Ho trovato meraviglioso quel profumo di Toscana… che sensazione è?
La Toscana per me è “CASA” perché è il posto dove sono nato e cresciuto, è posto pieno di menti illuminate, è una culla di creatività. Sono un cittadino del mondo ma mi piace pensare di avere un punto di riferimento dove poter tornare prima o poi.

Voglio salutarti lanciandoti il La per un pensiero. L’autunno come fosse primavera. Un po’ come a dire che dietro ogni cosa c’è sempre una verità che non si vede…
Io penso che le verità sono tante e nessuna per forza esclude l’altra dietro all’amore c’è la sofferenza, dopo la tristezza spesso si capisce il valore della felicità. La verità è che poi alla fine della fiera siamo tutti uguali tutti abbiamo pregi e difetti, mancanze e talenti.

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