INTERVISTA | Gli Eggsite ci parlano della loro “Experience” musicale…

Gli Eggsite, band nata nel 2008, hanno pubblicato l’EP Questions e dicono sia davvero una Eggsite Experience ascoltarlo. Ce ne parlano in questa intervista

Benvenuto agli Eggsite su Blog della musica. Raccontateci il vostro percorso artistico fino a qui.
Ci siamo formati alla fine del 2008 dalle ceneri di un precedente progetto musicale di cover indie-rock. Siamo cresciuti ascoltando band come U2, Joy division, Cure, Depeche mode, Sigur ros, Garbage, Yeah yeah yeahs, Florence & the machine, Editors, Arcade fire e molte altre che hanno dato al gruppo una base ritmica indie-rock, melodie vocali pop e atmosfere dark-new wave.

Da dove nasce l’idea di Questions?
Avevamo “in cantiere” diversi brani in vista di un nuovo album dopo Under the surface. Questi tre però avevano sonorità differenti quindi abbiamo deciso di isolarli e farne un’EP. Essendo stati scritti in periodi diversi e lontani tra loro, non avevamo una visione d’insieme. Possiamo tuttavia ritrovare elementi molto vicini tra loro nei testi: l’amore, il desiderio di essere persone migliori, ma anche quel senso di smarrimento interiore che a volte ci impedisce di affrontare la vita e ci fa andare alla deriva.

C’è qualche significato particolare dietro la cover?
Il concept della copertina si basa sul famoso Test di Rorschach, utilizzato in ambito clinico per indagare sulla personalità attraverso il meccanismo inconscio della proiezione. I soggetti sottoposti a questo test vedono nella macchia un prodotto della propria fantasia, portandoli a proiettare immagini e memorie totalmente soggettive. Il Test di Rorschach per noi è una dimostrazione di quanto poco conosciamo di noi stessi, delle domande che si nascondono dentro di noi e alle quali forse non troveremo mai risposta.

Quali sono le differenze tra Questions e Under The Surface?
Under The Surface era un “contenitore” di 13 brani scritti sin dagli esordi della band. E’ il risultato dei nostri gusti musicali che partono dai primi anni 80 fino ai ritmi incalzanti dell’indie rock anni 2000. Questions risente invece delle contaminazioni degli ultimi anni, che ci hanno fatto avvicinare a sonorità più electro e synthpop.

Se questo vostro ultimo lavoro potesse essere rappresentato con un paesaggio, quale sarebbe?
Bella questa domanda! Sarebbe senza dubbio un paesaggio notturno, magari una strada illuminata dai fari delle macchine, con una campagna deserta che la costeggia, illuminata dal chiaro di luna.

E’ stato complesso unire tante influenze musicali differenti?
Per noi il processo creativo non è qualcosa di prestabilito. Entrano in gioco il gusto personale e gli stimoli sonori che assimiliamo tutti i giorni ascoltando musica, ma lo sviluppo di una canzone avviene in modo irrazionale ed istintivo. Avviene e basta, non esiste un “facile” o un “difficile”.

Come è stato registrare Questions? Avete provato difficoltà?
Per niente! Noi viviamo lo studio di registrazione come una “coccola”. E’ come una vacanza su una piccola isola felice dove possiamo dedicarci solo alla musica. E’ quasi un’esperienza zen.

Cosa avete pensato di trasmettere con Questions?
La cosa che ogni musicista vuol trasmettere: quello che ha dentro. Le canzoni per noi non nascono con un intento preciso, sono più una necessità che abbiamo per far uscire ciò che non riusciamo a trasmettere nella vita di tutti i giorni.

Siete soddisfatti del vostro lavoro? Avete rimpianti?
Ampiamente soddisfatti e senza rimpianti!

Auto-produzione per necessità o per altro?
Per necessità, comunque ci dà molta serenità avere il controllo artistico del nostro lavoro.

Come definireste in poche parole o in un motto la vostra musica?
Eggsite Experience!

Info: https://www.facebook.com/Eggsite

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