INTERVISTA | James Houlik e Andrea Padova: sax e pianoforte insieme per VOICES

James Houlik, il più famoso sax tenore al mondo e Andrea Padova, pianista e compositore sono negli studi di Limen Music sul Lago Maggiore, non lontano da Varese. Li abbiamo incontrati mentre stavano completando una nuova registrazione…

I pezzi di questa registrazione sono scritti da Andrea Padova, come l’hai conosciuto?
James: Sono stato per molti anni insegnante e assistente di sassofono presso la Scuola delle Arti del North Carolina e Andrea era uno studente. Ad un certo punto, probabilmente trent’anni fa, nella mia classe che si occupava del tema di “costruire una carriera” c’era anche Andrea, lui ha mostrato più interesse rispetto al resto del gruppo ed il suo atteggiamento era quello giusto. Non ci siamo mai persi di vista perchè l’approccio alla musica è quello giusto.

Sax e pianoforte creano una tessitura molto ricca, un dialogo pieno di contrasti. Siete a vostro agio in questa formazione?
James: Moltissimo. Ho suonato moltissimo jazz e moltissima musica classica con pianista e mi trovo molto bene in questo tipo di formazione.
Andrea: Si anche io. In effetti la mia musica e specialmente i pezzi di questo CD+DVD hanno un’enorme varietà perchè il sax di James ha un’enorme varietà di espressioni.

Qual’è il filo rosso di questa registrazione?
James: Il filo rosso è il canto. In realtà sono solo due le cose che facciamo con la musica: cantiamo e danziamo. Tutto il resto deriva da queste due cose. Questo progetto ha moltissimo a che fare con il canto ed è perfetto per me, per il mio strumento, perchè penso che l’aspetto più forte del sassofono sia proprio la sua capacità di cantare.
Andrea: VOICES è il titolo che abbiamo scelto. I miei brani hanno caratteristiche e prospettive molto diverse: ce ne sono alcuni che si avvicinano alla tradizione armena o medio-orientale in generale, altri sono più vicini alla canzone classica americana. “Voci” al plurale in questo senso, ma anche in riferimento al suono di James, non solo perchè il suo sono è enorme e bellissimo, ma perchè parla, parla proprio. La musica è costruita attorno a questo suono, sempre parlante, sempre cantante.
Condividiamo questa idea: qualsiasi strumento emula la voce. Avendo il suono di Jim, anzi i suoni di Jim, perchè il suo sax può sembrare un violoncello, può sembrare uno strumento armeno, può sembrare la voce di un cantante nero americano, può sembrare tante cose diverse, per me si potrebbe dire che è stato semplice.

Questi pezzi hanno un carattere intimo, riflessivo…
James: Si. Mi spingono a riflettere su quello che forse abbiamo perso nella società di oggi: le persone non cantano realmente. Mi ricordo mia madre cantava sempre. Perciò si, hanno un carattere riflessivo, qualcosa che viene da dentro. È la sfida da affrontare per suonare questa musica, creare quel senso di intimità – ma è una sfida che a me procura una grande gioia.
Andrea: Questo lato non saprei neanche come definirlo … evocativo è parte della mia musica. Probabilmente perchè è quello che ho bisogno di ascoltare io. Compongo come un ascoltatore. Alla fine della giornata, magari con un buon bicchiere di vino in mano, è quello che vorrei ascoltare. Ho bisogno di qualcosa che sia lontano dalla routine e dal caso, qualcosa che corrisponda al bisogno – non direi proprio di pace – di qualcosa di calmo, tranquillo.

James che rapporto hai con l’Italia?
James: un ramo della mia famiglia è di Genova. Mi sono sempre pensato, fra le tante cose, come italiano – ma anche di altre nazionalità. Sono venuto a suonare in Italia, molte volte, grazie ad Andrea Padova. Suonando ho visitato il vostro paese in lungo e in largo e mi trovo molto bene con l’atteggiamento italiano.

Nel 1995 hai suonato alla Casa Bianca, mi puoi raccontare qualcosa?
James: Quando Bill Clinton era presidente, mi hanno insignito della medaglia nazionale delle arti. Dopo l’esibizione pubblica sono stato chiamato nella Sala Est a suonare privatamente per il presidente … è stato meraviglioso. È arrivato con una Diet-Coke in mano, si è seduto un una sedia davanti a noi e abbiamo suonato … è stato una grande gioia perchè non ricordo di aver mai avuto un pubblico così entusiasta nel sentirmi suonare

James Houlik è considerato il miglior sassofonista tenore al mondo, Andrea Padova è uno dei pianisti italiani più apprezzati sulla scena internazionale. Un Duo d’eccezione …
James: Non so come definire una cosa simile. Ho una bellissima vita e mi sento benedetto. Non voglio prestare molta attenzione a queste cose, sono stato invitato per suonare e voglio voglio fare questo progetto perchè mi da l’opportunità di crescere, la crescita è tutto ciò che mi interessa.
Andrea: Penso che l’esperienza comune della carriera non sia così importante ma che sia più importante l’atteggiamento comune, amiamo la musica, amiamo la vita. Quando siamo assieme parliamo di musica, ma parliamo anche di viaggi, di letteratura, di persone, beviamo buon vino. Così la musica fa parte della nostra vita mentre la carriera ne è lo sfondo.

Che emozioni avete percepito durante la registrazione?
James: La registrazione è un lavoro. Non godo particolarmente dell’esperienza. Mi piace la sfida perchè bisogna stare lì e bisogna fare bene per consegnare il lavoro. C’è sempre una grande pressione durante la registrazione. Anche se questa registrazione è stata particolare, unica. Sempre quando si registra si affitta lo studio, si hanno i minuti contati, l’obiettivo è finire presto nel miglior modo possibile, qui non è stato così, mi sono trovato in un luogo molto bello e mi hanno dato il tempo… e l’obiettivo era la miglior musica possibile.
Andrea: Per entrambi l’aspetto di suonare davanti a un microfono è una sensazione forte ma vorrei aggiungere qualcosa. Per me, l’emozione era anche ascoltare la mia musica come l’immaginavo, e sentirla suonare, vivere è un’emozione speciale. Ho avuto questa sensazione in ogni singolo momento della registrazione.
James: Vorrei aggiungere che mi sono avvicinato a questa musica, ne abbiamo parlato e quando sono arrivato qui ho dovuto trovare il mio posto in questa musica e questa è stata una sfida.
Andrea: C’è molto di più. Noi scherziamo sul fatto che questo CD+DVD abbia almeno due compositori, uno è sicuramente Jim, innanzitutto perchè il progetto era aperto, in secondo luogo perchè il suo contributo per questa musica non è stato solo nell’esecuzione ma nel decidere alcune strutture, nel farla vivere.

Avete progetti per il futuro?
James: Vorremmo che questa registrazione fosse solo l’inizio di una possibilità di andare in giro e offrire questa musica in un contesto dal vivo. Penso che sia proprio questo il prossimo progetto, prendere una musica meravigliosa e suonarla per il pubblico in qualche luogo speciale.

A cura di Raffaella Mantovani

Info: www.limenmusic.info

Leave a Reply

11 + quattro =