KARBONICA: l’esordio si tinge di “Quei colori”

Quei Colori è il primo disco dei KARBONICA. Abbiamo già visto il loro video di lancio sul nostro Blog e ora li possiamo leggere in questa intervista…

Ecco il primo disco dei KARBONICA. Lo prendiamo in consegna e lo lasciamo girare. Un disco dalla forte componente sociale per unirci alla voce delle prime critiche che hanno segnalato questo esordio dal titolo Quei colori, un bel disco di pop rock italiano in cui la componente americana esce fuori con invadenza. I Karbonica approdano al lavoro sfornando una scrittura pungente e dall’interpretazione acuminata, ricca di carattere e poco incline al romanticismo intimo. Blog Della Musica vi ha mostrato stamattina il video di lancio in cui di sicuro l’immaginario che ne esce è del rudo rocker e del suono maleducato che però in grande misura riescono a confinare dentro il buon costume delle regole pop. Come di consueto rapiamo la band siciliana per una nostra intervista:

Karbonica: partiamo dalla genesi del nome. Chi e cos’è KARBONICA?
Tutto parte dall’anidride carbonica, un elemento presente nella nostra atmosfera, tanto indispensabile per la vita, quanto tossico se singolarmente considerato. Un po’ come i testi di alcuni nostri brani, che narrano argomenti indispensabili da conoscere e che nessuno dovrebbe ignorare, ma che forse per alcune persone risultano molto scomodi tanto da sembrare tossici. Quindi non abbiamo fatto altro che sostituire una “C” con una “K” ed è venuto fuori il nome Karbonica.

Si parla di inganno di secondo mondo, di società, di consumismo e di uomini. Possiamo dire che questo è un disco “sociale”?
Si può tranquillamente dire che la componente “sociale” all’interno del disco è alta, ma non esaurisce i suoi contenuti. Negli ultimi anni troppi fatti ci sono piombati addosso e noi che di certo non siamo delle “star”, i problemi li abbiamo sentiti sulla nostra pelle.

Come si arriva all’esordio? In ogni caso c’è da chiedersi: oggi ne vale la pena?
Se la domanda indirettamente è: conviene fare musica? Allora la risposta è si!
Gli spazi che contano sono pochi, chi è autoprodotto e indipendente deve rimboccarsi le maniche e lavorare tantissimo, alla fine se si sarà riusciti a creare qualcosa di buono, a prescindere dall’ampiezza del pubblico di destinazione, ne sarà comunque valsa la pena.

Nel video di lancio si intravede una vena assai scura in volto di tutti voi: dietro le righe si legge rivalsa e rabbia… il singolo poi porta un titolo assai eloquente. Un brano di rivoluzione o di semplice denuncia?
L’Inganno è una presa di coscienza, pura constatazione che molti fatti sono guidati da chi sta al di sopra degli Stati e dei parlamenti, da chi determina la solita famigerata “crisi economica”, madre di tutti i disagi sociali a cui ci siamo abituati. Non credo si debba aggiungere altro, altrimenti dovremmo scrivere un intero libro.
Se dobbiamo rispondere in modo chiaro alla domanda, diciamo che L’Inganno è un brano di denuncia.

Sfogliando i testi e gli argomenti di questo primo disco dei Karbonica direi che andreste molto d’accordo con le filosofia Pasoliniane… corretto come punto di vista?
Pier Paolo Pasolini cresce e matura i suoi pensieri in un’epoca assai diversa dalla nostra, ma di certo alcuni punti in comune ci sono.
Pasolini evidenziava ed osservava i cambiamenti di un paese che usciva dalla guerra, mostrandosi esplicitamente critico verso le abitudini della società borghese e verso quella che oggi chiamiamo con naturalezza “società dei consumi”, teorico della “mutazione antropologica”, della “omologazione” e del “genocidio culturale”, capace sempre di trascendere da appartenenze politiche e religiose.
Probabilmente seppur in modo goffo e letterariamente meno elevato noi proviamo ad osservare i fatti e i cambiamenti della nostra epoca.

Chiudiamo con uno sguardo al breve periodo: cosa vi aspettate da questo lavoro in una scena come quella del nostro bel paese?
Speriamo che il nostro disco possa raggiungere quante più orecchie e cervelli possibili, tutto quello che verrà nel bene e nel male lo raccoglieremo quale frutto del nostro incessante lavoro. Oggi parecchie tendenze e mode musicali sembrano uniformate e omologate giuste a definire un target musicale “radical chic”, di certo noi siamo parecchio diretti e critici contro il provincialismo musicale italiano (un po’ a la Pasolini), quindi cerchiamo il nostro pubblico e se lo troveremo allora avremo raggiunto il nostro obiettivo.

Info: https://www.facebook.com/karbonica/?fref=ts

Leave a Reply

5 × 5 =