INTERVISTA | Marco Germani: N.D.E. la sindrome di morte apparente…

Marco Germani intervistato dal Blog della musica parla del suo disco N.D.E. e ci racconta anche la sua storia e le sue ispirazioni musicali…

Benvenuto Marco Germani. N.D.E. è il tuo nuovo album ed è di sicuro un’opera complessa ed articolata. Puoi presentarla ai nostri lettori?
È un concept-album basato sulla sindrome di morte apparente, metafora di quello che provo alle volte osservando la nostra società. L’album ha un’impostazione particolare perché le tracce sono scritte tutte nella stessa tonalità, quindi potremmo pensare a un’unica traccia di circa un’ora che rappresenta un viaggio in una dimensione sconosciuta dove ricordi, incubi e allucinazioni si fondono creando un luogo dal quale fuggire o rimanere intrappolati in balia di sensazioni forti. Il protagonista prima si abbandona al proprio destino dando per scontato che passerà il resto della sua vita in questa dimensione, poi grazie a una “voce gentile” che lo guida riesce a fuggire attraverso il famoso tunnel e ritorna nella realtà profondamente cambiato, proprio come accade a chi ha provato sul serio questa esperienza.

Ci sono delle tematiche particolari che tratti nei tuoi testi? Che importanza hanno i testi nella tua musica?
Preferisco sempre far scrivere a chi maneggia la materia meglio del sottoscritto, come è stato per quasi tutte le canzoni, ma comunque trattandosi di musica sperimentale il testo deve essere funzione della storia e dell’immagine che la canzone vuole dare. In genere descrivo all’autore una situazione e chiedo di “sceneggiarla” o mi impunto su una determinata sensazione. Non mi importano molto la metrica e la struttura perché non essendoci obblighi “formali” come nel caso della canzone d’autore, ho spesso aggiunto o tolto parti musicali per incastrare meglio i testi. Sono molto contento del risultato poiché un testo avvicina l’ascoltatore a quello che potrebbe essere un brano strumentale e aiuta a capirne meglio la sua funzione.

Secondo te come si può incuriosire un eventuale nuovo ascoltatore?
Credo che questo lavoro possa piacere agli amanti dei film Sci-Fi, Horror e dei Videogiochi, si dovrebbe ascoltare nell’ottica del “viaggio”, quindi anche a chi piace la musica “terapeutica”, senza dimenticare i “metallari” che sono per formazione più propensi a non ascoltare una canzone fine a se stessa ma un L.P.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato dal punto di vista affettivo, emozionale?
Non saprei, ognuno ha una sua storia e rappresenta una bellissima collaborazione, forse Facin’ Death perché era un brano strumentale e Dario Sicilia lo ha magistralmente reso una canzone Industrial, ma anche Disguised Sleep perché volevo fare un brano con Alessandra Balliana da tanto tempo ed il risultato mi ha subito esaltato. Sindrome Di Morte Apparente mi emoziona molto perché mescola il modo maggiore e il modo minore e la parte rap è inaspettata dopo la toccante melodia di Viviana Iannone. Mi piacciono anche i brani con Rita Partina e Laura Ferro perché sono antitetici e rappresentano due lati di una moneta… In realtà poiché ogni scarrafone è bello a mamma sua, mi piace ascoltare tutto l’album.

Quanto è importante saper esprimere profondità con la propria musica?
Credo sia fondamentale in ogni genere e per ogni autore, io ascolto tutti i generi e amo artisti contrapposti, l’essere umano è complesso e le emozioni possono fargli fare cose bellissime e terribili, un artista completo dovrebbe far sentire al suo pubblico tutta la gamma di emozioni possibili come un cuoco dovrebbe stuzzicare tutti i sapori. È anche vero che ogni persona ha i propri gusti quindi non sempre quello che vorresti che arrivasse colpisce il segno, penso sia un problema per chiunque scrive…

Quali band hanno segnato principalmente il tuo sound?
Pink Floyd, Metallica, Nine Inch Nails, Marilyn Manson, Depeche Mode, Toto, Dire Straits, Guns N’ Roses, Extreme, Queen, Muse, Thirty Second To Mars, A Perfect Circle, Skunk Anansie, Megadeth, Dream Theatre, Opeth
e tantissime altre. Ascolto molti generi differenti e cerco anche sul web band emergenti quasi sconosciute, credo di aver preso spunto anche dalle colonne sonore classiche e contemporanee.

Quali sono le tue mosse future?
Ora sono molto impegnato con tutti i miei progetti cover che mi stanno dando grandi soddisfazioni, ma questa estate quando avrò più tempo voglio realizzare un E.P. da band molto “duro e puro” e cominciare a scrivere il seguito di quest’opera, che molto probabilmente tratterà l’ipnosi e la psicoterapia.

Quale è la tua massima aspirazione?
Comporre una colonna sonora.

C’è un musicista o dei musicisti indipendenti con i quali vorresti collaborare un giorno?
Dato che i sogni sono gratis direi: Trent Reznor, Dave Growl, Arjen Lucassen, Peter Gabriel, Brian Warner, Jared Leto, Steve Vai, perché sono persone speciali che hanno cambiato il modo di comporre musica e ogni cosa che esce dalle loro mani è semplicemente perfetta. Molti altri sono morti quindi non posso nominarli.

Dato che ci siamo parliamo anche del video/brano Welcome To After Life? Ci racconti la sua genesi? Come è stato collaborare con Stellerranti?
Stellerranti
sono artisti della Label indipendente che ho fondato, sono stati i primi che hanno fuso elettronica e musica popolare grazie al maestro Mauro Sabbione (Matia Bazar, Litfiba) che ho avuto il piacere di poter osservare e seguire proprio nella creazione del loro primo album, ed è proprio grazie a questo team che la mia testa ha elaborato qualcosa ed è uscito N.D.E. Questa traccia è la prima dell’album ed è dedicata alla nostra associazione culturale e alla nostra label che si chiama After Life Music Dimension, un tributo a un luogo costruito insieme a tante persone che ogni giorno produce arte, spettacoli e tanta musica. Pier e Cinzia sono due persone con una cultura enorme e una conoscenza musicale sconfinata, ma sono anche dei bravissimi attori e in genere mi piace proprio sfruttare questa loro caratterista, infatti hanno scelto antichi testi sacri e li hanno recitati e cantanti come se provenissero da un altro mondo, questa è una caratteristica che ha solo il vero interprete: sapersi calare nella parte.

Per loro è una dote naturale essendo poliedrici, ma non ho voluto “snaturarli”, quindi siamo rimasti nei canoni di ciò che in genere propongono nei loro spettacoli: la lirica rimaneggiata e il recitato. Inoltre Pier ha creato delle sonorità particolari con il violoncello, se state attenti le sentite!

Hai in progetto un altro video per un altro brano di N.D.E.?
Tutto l’album diventerà un video che se guardato dall’inizio alla fine racconterà questo viaggio. Elisa Collimedaglia ha questo compito perché essendo laureata in scienze dei beni culturali e una grandissima appassionata di musica, romanzi, film e arte, sta andando a rovistare nei meandri della sua enciclopedica conoscenza e quello che ne sta uscendo è molto interessante: siamo partiti dai film muti, poi passati agli antichi Egizi e l’universo per poi arrivare al tunnel e al simbolismo.

Non possiamo ragionare su un videoclip standard per quest’opera, quindi qualcuno troverà poco sensato quello che vede, ma visto che lo vorrò proiettare con giochi di luci e probabilmente degustazione di qualcosa di particolare, non staremo a seguire il “mainstream” e tireremo dritto in questa direzione, purtroppo per gli amanti dei clip tradizionali non ci sarà pane per i loro denti.

L’essere eclettico (dal punto di vista musicale) è una delle tue qualità preponderanti. Sei sempre stato cosi?
Grazie per la lusinga, l’eclettismo deriva dalla mia volontà di non restare mai fisso su qualcosa per troppo tempo, tendo sempre a sviluppare più progetti contemporaneamente per poi martellare quando decido una scadenza. Non sono una persona che si distrae o che molla il colpo, il fare cose differenti semplicemente mi completa, sono così anche nella vita e in tutto quello che affronto quotidianamente, in compenso mi arrabbio ferocemente se quello che faccio non è di livello, purtroppo sono eternamente insoddisfatto perché gli standard di paragone sono sempre alti e non riesco a guardare chi fa peggio ma solo chi fa meglio, quindi continuo a stressare chiunque con l’ottica del “rifare” perché penso che sia necessario investire molto tempo in un progetto prima che questo possa maturare ed essere pronto per il pubblico. Non è insicurezza, ma vedo in giro troppe situazioni buttate sul “divertirsi” ed io non mi diverto mai se una cosa non mi ha fatto uscire di testa fino a diventare parte di me. Non tutti sono disposti ad accettare il fatto che qualcosa che ti piaccia possa diventare un incubo o una paranoia, per me è la norma, ma credo che una passione debba essere come una relazione: non può essere superficiale. Molta musica attuale è prodotta in modo superbo, ma è fatta solo per tenerti compagnia, un vero album deve essere consumato. Da ragazzino ascoltavo le cassette sul walkman talmente tante volte che rompevo i nastri e determinati album sono diventati la soundtrack di quel periodo della mia vita.

Purtroppo i giovani d’oggi non lo fanno più, come non riguardano un film fino a sapere a memoria le battute, non rifanno gli stessi esercizi fino a poterli fare a occhi chiusi… Bisogna essere un po’ pazzi per fare l’artista.

Cosa vorresti dire di particolare ai lettori di Blog della musica?
Grazie per avermi considerato, se avrete voglia e tempo di ascoltare N.D.E. e di darmi un vostro parere, mi farà molto piacere: credo che le community esistano per condividere passioni e ideali e io di passione per la musica ne ho tanta, non mi interessa diventare famoso e sentirmi più bravo di qualcuno, mi importa solo che altre persone possano attraverso la mia musica o i miei spettacoli rimanerci incastrati tanto quanto me, alle volte capita e sono molto contento! Grazie a tutti!

Info: https://www.facebook.com/AfterLifeMusicDimension/?pnref=lhc

Leave a Reply

sedici − 6 =