INTERVISTA | Marti, il cantautore “Re del Minibar”

Andrea Bruschi con il progetto MARTI è un cantautore e attore e ha pubblicato il terzo disco intitolato King of the Minibar. Ce lo racconta in questa intervista…

MARTI nella persona di Andrea Bruschi, è oggi ospite del Blog della Musica. Ciao, chi sei cosa e cosa fai?
Sono uno scrittore di canzoni /cantante e attore. Con il progetto Marti sono al terzo disco. Mi sono trasferito a Berlino perché i primi dischi hanno avuto una buonissima accoglienza all’estero e la capitale tedesca è diventata il mio laboratorio creativo dal quale parto per creare i miei progetti. Questo album King of the minibar è stato tutto scritto e registrato Berlino e in parte a Londra e in Liguria. Il produttore artistico James Cook è inglese e fa parte della comunità di artisti internazionali che hanno scelto Berlino come casa.

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Marti: Andrea Bruschi con Simone Maggi e Claudia Natili

Parlaci di MARTI, è un progetto? Un gruppo? Cosa di preciso…
Marti
è un alter ego della mia persona visto che non volevo usare il mio nome, preferivo inventarmi un’altra figura… È come se fosse un supereroe musicale con qui posso descrivere un mondo che ho in testa. Rappresenta però anche l’anima degli altri due miei collaboratori. Simone Maggi (polistrumentista) e Claudia Natili (Contrabasso e basso elettrico) che mi seguono da ormai tantissimi anni.

Da chi MARTI si fa ispirare e contaminare nelle scelte musicali?
Marti
ha un contenuto e un estetica molto elaborate ma definite perché so cosa mi piace. Io sono cresciuto dentro la musica post punk, synthpop e new wave. Gli artisti che mi hanno segnato e che saranno con me per sempre contengono tutte le forme d’arte. Il movimento New Wave era formato principalmente da studenti d’arte che usavano tutto senza paura, dalla letteratura alla pittura oltre che ai riferimenti musicali. Andare a vedere le copertine il sabato pomeriggio del negozio di dischi locale era per me e per tanti come andare ad una mostra d’arte.

Il progetto Marti si basa su queste cose e ha un disegno preciso per me è stato molto importante registrare questo disco a Berlino e Londra perchè sono città dove è stata creata musica di riferimento per me.

King of the Minibar è il tuo nuovo album. Ce ne parli?
Il disco è pensato come un romanzo graphic novel a 10 racconti/ canzoni tutte ambientate in un hotel a Berlino. 10 stanze 10 racconti. C’è un marito naufrago che vive su una zattera alla deriva in mezzo al mare. C’è Mr Sophistication, il personaggio del film culto “Assassinio di un allibratore cinese” di John Cassavetes. C’è Evatima Tardo, un’artista fachiro di Vaudeville descritta da Houdini come una delle donne più belle del mondo e resa immune al dolore dal morso di un serpente letale. C’è ovviamente il re del minibar, colui che si siede sempre in un angolo, che entra solo per un pelo nell’inquadratura delle nostre giornate, delle nostre vite.
Nel disco ci sono musicisti straordinari sia inglesi che tedeschi che italiani oltre agli altri due Marti: Simone Maggi e Claudia Natili. C’è un duetto End in Tears con Valerie Renay cantante del duo franco/Tedesco Noblesse Oblige. Ci tengo a ricordare anche gli arrangiamenti orchestrali d’archi di Anne Marie Kirby e il support tecnico al disco di Nicola Sannino che mi ha seguito dal primo giorno di registrazione fino alla fine.

Se potessi ascoltare un unico brano del tuo nuovo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Ah non è facile scegliere tra i tuoi “figli” penso che essendo un disco molto lirico ognuno possa scegliere la sua preferita. Mi prendo la libertà di sceglierne due. La title track King of the minibar perché  racconta un mondo caleidoscopico sia con le sue sonorità che con il testo ironico. Volevo raccontare il punto di vista di chi sembra  aver perso nella vita ma in realtà è un vincitore perché tutto è relativo. La seconda direi In my Garden o Offer you a secret perché sono due canzoni lente e melodiche con un arrangiamento d’archi sublime e io sono un romantico che va a passeggio nei cimiteri con un libro e si siede davanti al mare in tempesta.

Anche la copertina e l’artwork di questo disco hanno una notevole importanza, vero?
Si certo. È un sogno realizzato. Igort che ha curato tutto il progetto grafico è uno dei più grandi storyteller e disegnatori Italiani di fama internazionale. Lo seguo da tantissimi anni perché  lui fa parte di quegli artisti che sono partiti alla fine degli anni 70’ seguendo un percorso artistico radicato in vari campi. La bologna di metà anni 70’  è forse stato l’ultimo baluardo creativo del 900’ italiano. Avere la sua arte a descrivere il disco è un privilegio e sono felicissimo.

Un disco registrato per mezza Europa: c’è un suono particolare che ricerchi e che vuoi trasmettere?
Berlino e Londra sono città che frequento dagli anni 80 proprio perché la musica creata in questi luoghi mi ha influenzato. Dischi come Low e Heroes di Bowie, Brilliant trees di David Sylvian, Black Celebration e Some Great Rewards e potrei fare una lista lunghissima sono stati tutti registrati a Berlino. La cosa importante per me è riuscire ad ottenere un racconto anche a livello sonoro che sia organico con quello che voglio raccontare e che peschi anche nelle sonorità di certi dischi che mi hanno migliorato la vita. Per ora il mio racconto è stato fatto specialmente seguendo le tracce della musica britannica o mitteleuropea ed è per questo che sono stato li a nutrirmi di queste cose. E’ in primo luogo un percorso esistenziale il mio ed è per questo carico emotivamente ma che da grandi soddisfazioni.

Prima di lasciarci, raccontaci quali progetti avete in serbo per i prossimi mesi?
È appena uscito il video King of the minibar interamente girato a Berlino da Lorenzo Vignolo e siamo molto contenti. Seguiranno varie date live e showcase per promuovere il disco e poi produrremo almeno altri due o tre altri videoclip perché il disco è particolarmente cinematografico e vorrei realizzare più video possibili, in seguito inizieremo la promozione in Germania.

Info: https://www.facebook.com/andreabruschiofficial/?fref=ts

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