Massimo Giuntoli, compositore e performer

Massimo Giuntoli compositore e performer, è in attività dalla fine degli anni ’70. Ha realizzato nel corso degli anni dischi e numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali… Ecco la sua storia

Massimo Giuntoli compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, dopo gli studi di pianoforte con Dante Galletta e Marvin Allen Wolfthal inizia la sua attività alla fine degli anni ‘70.

Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la scena di Canterbury, Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l’accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri idiomi, con l’uso ricorrente, spesso reinventato, di tecnologie elettroniche della più varia specie.

Dal 1980 a oggi Massimo Giuntoli ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all’estero. L’Lp Diabolik e i sette nani (1982) e il cd Giraffe (1992), recensiti dalla stampa specializzata internazionale, sono tuttora ricercati nel mercato del collezionismo. ​

Nel corso degli anni la sua produzione lo ha impegnato in numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific, diventando così uno degli artisti italiani più eclettici e multiformi.

Letteratura, architettura, elettronica, luoghi pubblici e siti storici e artistici: i progetti di Massimo Giuntoli trovano spazio e risonanza in location varie, nelle quali la riflessione sulla composizione, sul suono, sul rapporto con aree extramusicali è sempre rilevante e significativa.

Con Pianoformance, che si avvale delle mirabolanti caratteristiche tecnologiche del pianoforte Disklavier, Giuntoli mette in scena il rapporto uomo/macchina attraverso un imprevedibile recital pianistico.

Morfeo al Ninfeo (1994) è una performance itinerante costruita nelle grotte e nelle sale di un ninfeo cinquecentesco.

Seguono la coreografica partita di scacchi viventi Torre del Bernabò; la suite Musici In Complotto per quattro esecutori (Ferdinando Faraò, Fabio Martini, Takumi Fukushima e lo stesso Giuntoli) che circondano il pubblico in un antico chiostro; Freezy, nella quale danza, teatro e musica danno vita a un ensemble di statue.

Nel 1995 Robert Wyatt, invitato da Radio Popolare a condurre un ciclo di trasmissioni incentrate sulle proprie preferenze musicali, include nella selezione Frrr!!!, tratta dal cd Giraffe.

Lo scrittore inglese Jonathan Coe gli affida l’arrangiamento di una selezione di brani di propria composizione, presentati al festival Collisioni da un ensemble cui prende parte lo stesso Coe.

Nel 2003 Massimo Giuntoli fonda lo studio Wizarp Urban Visions, dedicandosi alla progettazione di installazioni permanenti nello spazio pubblico e di elementi di scenografia urbana.

Nel 2009 collabora con Musea e Fabbrica Arte alla realizzazione del progetto espositivo The Art of Games, dove realizza un’installazione di suoni e luci per il Centro Saint Benin di Aosta. A partire dal 2010 la Regione Valle d’Aosta gli commissiona varie edizioni di sons et lumières per il Teatro Romano di Aosta, per le quali compone musica originale ed elabora la regia illuminotecnica.

Nel 2011 prende parte a Neoludica, 54. Biennale di Venezia (a cura di Debora Ferrari), dove presenta opere di grafica vettoriale e animazioni interattive. Nel catalogo, edito da SKIRA, pubblica il saggio You Can’t Stop.

Nel 2013 presenta PIE GLUE!, un concerto costruito su poesie della Beat Generation – musicate nella versione originale inglese – rappresentato in duo con la percussionista Clara Zucchetti.

Nello stesso anno fonda il duo HOBO, che coinvolge la violinista Eloisa Manera: una sorta di camera da musica itinerante che lo vede impegnato all’harmonium.

Nel 2014 con Esther Flückiger dà vita a HarpsyDuet, un duo di clavicembali dedito all’esplorazione di forme espressive contemporanee – di propria composizione – per questo strumento. In collaborazione con Bizzi Clavicembali e Accademia Europea Villa Bossi.

Torna a esplorare il controverso rapporto tra musica e testo con la solo-performance ODD SONGS, sequenza ininterrotta e instabile di no-word-songs, testi nonsense e neologismi neosonori.

Massimo Giuntoli collabora come pianista e compositore con l’Altrock Chamber Quartet di Emilio Galante, è membro dell’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò (1° classificata Top Jazz 2012, 2° classificata Top Jazz 2014).

Yamaha Music Europe gli commissiona Piano Store, una composizione per sei pianoforti, programmata per tre giorni consecutivi nell’ambito di Cremona Pianoforte.

Su incarico del Consorzio Sistema Bibliotecario del Nord Ovest sviluppa il progetto SOUND PLEASE, che prevede l’inserimento del pianoforte digitale nel contesto della biblioteca pubblica.

Nel 2013 dà vita ad ALTERAZIONI Rassegna di musiche innovative, che ha luogo ogni anno a Lainate (MI – negli spazi di Villa Visconti Borromeo Litta e dell’Ariston Urban Center).

Nel 2014 dà inizio alla programmazione di INAUDITO – Segnali sonori dal sottobosco, che si svolge ogni mese al Masada di Milano.

Nel settembre 2016 Massimo Giuntoli presenta HOBO PLAYS ROBERT WYATT al Festivaletteratura di Mantova,  in collaborazione con il giornalista e critico musicale Alessandro Achilli. Nello stesso mese pubblica con la Bunch Records il cd PIANO WARPS.

Fonda il duo U-GENE, progetto marcatamente “plugged” che vede come partner Silvia Cignoli alla chitarra elettrica.

Crea la solo-performance PIANO POETRY – che presenta nel contesto della biblioteca pubblica – per la quale musica poesie di Walt Whitman, Emily Dickinson, Gertrude Stein, oltre che testi propri e di giovani autori inediti.

Massimo Giuntoli progetta e realizza il workshop VOX POPULI, che dà vita ad improbabili quanto surreali ensemble corali aperti a chiunque presenti i seguenti requisiti: “curiosità, mente aperta, spirito d’avventura”.

Info: www.massimogiuntoli.com

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