INTERVISTA | Pierpaolo Bonelli: la musica per me è tanto, è tutto…

Pierpaolo Bonelli dj e producer di musica elettronica, Techno e Tech-House. La musica per lui è tutto, è il miglior mezzo di dialogo. Eccolo ai microfoni del Blog della Musica in questa intervista…

Pierpaolo Bonelli: ciao e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori? (Leggi la sua Scheda artistica completa qui)
Salve a tutti i lettori del Blog della musica. Sono Pierpaolo Bonelli, produttore e dj di musica elettronica, nello specifico Techno e Tech-House. Da più di un anno, ho iniziato il mio progetto artistico/musicale con Hoola Hop Agency di Milano, con la quale in poco tempo, abbiamo raggiunto ottimi risultati artistici e discografici. In circa un anno abbiamo firmato contratti con molte label europee e ancora oggi siamo in continuo movimento.

Cos’è per te la musica?
È difficile per me poter dare una definizione alla musica. La musica è tanto, è tutto a volte.
Può essere la tua migliore amica, la tua ragazza, la tua amante, la tua peggior nemica e a volte può farti vivere ed a volte ucciderti. Sono convinto che la musica sia il miglior mezzo di dialogo, in un mondo dove ormai si parla poco, la musica unisce. La musica è qualcosa che non si può spiegare razionalmente, è ciò che tu vuoi che sia, nel preciso momento in cui la ascolti.

Ci spieghi cosa significa fare il dj e producer oggi?
Oggi fare il dj e soprattutto il producer, è una scelta da intraprendere con consapevolezza e tenacia. Personalmente coltivo questa passione, come se fosse l’unica fonte di vita per un domani. Non mi vedrei a fare niente di meglio se non musica.
La piazza ormai è molto piccola, per troppe poche persone, ma sono convinto che se si persevera e si insiste, i risultati arrivano, con il piccolo particolare che molto spesso bisogna ingoiare bocconi molto amari per assaggiare qualcosa di dolce.

Contaminazioni e ispirazioni. Pierpaolo Bonelli ascolta molto la musica di….?
Beh le contaminazioni musicali nella mia vita sono di vario genere. Partendo dalla Classica di Ludwig Van Beethoven, al Jazz di Miles Davis, all’Elettronica/Downtempo di Chet Faker e Caribou, all’House di Kerry Chandler e Frankie Knuckles, alla Tech-House di Wade e Darius Syrossian, alla Techno di Marco Faraone, Luca Agnelli, Bastinov, Chris Liebing, Ilario Alicante. Cerco di prendere il meglio dal meglio.

HYBRID EP è il tuo disco. Ce ne parli?
Hybrid
nasce dopo una vacanza invernale nelle Dolomiti dove ho vissuto momenti di alti e bassi. È stato un album molto complesso per me, studiato nel dettaglio e con un grande significato sulla pelle. La realizzazione è durata quasi 5 mesi, poiché volevo trasmettere al 100% tutte le sensazioni percepite in quel periodo. Sono 4 tracce: Hybrid traccia forte e decisiva, Alloyed concepito per far staccare la spina mentre lo si ascolta, Failure System la traccia più complessa a livello metrico, in cui ho cercato di trasmettere i pensieri negli stacchi melodici e i momenti di vuoto interiore quando entrano cassa e basso, ed infine Inner Personality che è il brano da viaggio, la traccia a cui ognuno può dare il peso che desidera, un brano che per me ha un grande valore sentimentale e che spero lo diventerà per chiunque lo ascolti.

Se potessi ascoltare un unico brano di HYBRID EP, quale dovrei ascoltare? Perché?
Ogni brano ha qualcosa da raccontare, da esprimere, c’è un po’ di me in ognuna di quelle tracce e non sbaglieresti in nessun caso.

Per le sonorità musicali di HYBRID EP che strumentazione utilizzi? C’è un suono particolare che ricerchi?
La ricerca dei suoni è stata la più complessa, soprattutto nei brani Failure System e Inner Personality che sono molto melodici. Cerco sempre delle sonorità che rispecchino i miei pensieri interiori ogni volta che mi siedo in studio. Voglio offrire alla scena musicale dei suoni diversi. Gli strumenti che utilizzo sono vari, da Synth software a Synth Hardware fino ad arrivare a suoni ricavati per Campionamento.

Tu hai pubblicato per una etichetta tedesca, come mai? Come vedi l’Italia discografica?
Ho pubblicato da poco con questo ultimo album per un etichetta di Francoforte. Mi rendo conto che purtroppo ultimamente, i talenti italiani vengono apprezzati più all’estero.
Il motivo non si riesce ancora a capire, è come se volessimo a tutti i costi demolirci invece che apprezzarci. L’Italia ha grandissime potenzialità, basta guardare gli artisti che abbiamo oggi nella scena, dai cantautori ai dj. Abbiamo proposto talenti spesso fuori dal comune, ma che sicuramente vengono apprezzati di più fuori dallo stivale quando si parla di contenuto e sostanza.

Se potessi collaborare con un musicista, del presente o del passato, chi sceglieresti?
Uno dei miei più grandi sogni è sempre stato quello di poter collaborare artisticamente con un talento nostrano che ad oggi, credo sia uno dei migliori al mondo. Parlo ovviamente di Marco Faraone, musicista, dj e producer. Ma non mi dispiacerebbe poter collaborare anche con Ilario Alicante, Sam Paganini, Dense & Pika e Luca Agnelli.

Quali progetti hai per i prossimi mesi?
Per i prossimi mesi abbiamo già pronte alcune uscite discografiche, sia in Italia che a Berlino, ma tutti i dettagli li troverete sulla mia pagina Facebook insieme ad altre informazioni su eventi e promo.

Grazie per essere stato ospite del Blog della Musica.
Grazie mille a tutti voi e buona musica.

Info: https://www.facebook.com/BonelliPierpaolo

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