Pigbag: musica per la festa con “Papa’s Got A Brand New Pigbag”

Feste? Poche cose sono maggiormente indicate della musica dei PIGBAG. Non li conoscete? Andate ad ascoltarvi Papa’s Got A Brand New Pigbag e poi mi direte! Non sapevate che era dei PIGBAG? Non fa nulla. Leggete qui. E poi andate a ballare…

Silvia mi dice: «Vittorio, scrivi qualcosa su una donna musicista. Hai toppato l’8 marzo, vedi di rimediare». Ci penso. E poi le rispondo: «…ma non vorrei toppare anche la festa del papà, avrei un’idea, anche se il nome del gruppo di cui voglio scrivere forse non ti dirà nulla». Mi guarda stupita «E chi sarebbe questa volta il gruppo?». «PIGBAG» rispondo. Con gli occhi sempre più spalancati «CHIII!?». «PIGBAG – ribadisco – mai sentiti nominare? Fa niente, questa volta tocca a loro, fidati!».

Pronti per i Pigbag?

Allora dovete sapere che i Pigbag sono stati formati a Cheltenham (UK) verso la fine del 1980 da Chris Hamlin, uno studente di moda al Cheltenham Art College, dal polistrumentista Roger Freeman, da Chris Lee che si dedica alla tromba e James Johnstone chitarrista.
Dopo alcune prove decidono di ampliare la line-up, con l’aggiunta di una sezione ritmica e reclutano Andrew “Chip” Carpenter alla batteria e Mark “Miff” Smith al basso.
Hamlin, oltre ad essere un ottimo musicista è particolarmente curioso ed intraprendente e, sentito che Simon Underwood aveva lasciato il POP GROUP lo invita ad unirsi alla band nascente, per sostituire Mark Smith. Simon Underwood non solo accetta l’invito, ma rilancia, suggerendo di ampliare le file del gruppo aprendo a Ollie Moore, al sax tenore.
Con questa formazione si esibiscono come gruppo spalla delle SLITS. Dal vivo sono fenomenali e le loro esibizioni vedono gli spettatori divertiti a ballare sotto il palco, al ritmo incalzante dei loro pezzi, che altro non sono – EUFEMISMO – che energici concentrati di ritmo funky, soul, nero e caldissimo. Il passaggio al disco è quasi immediato. E la Y records li accoglie a braccia aperte.

Pronti a mettere il disco di Papa’s Got A Brand New Pigbag sul piatto?

Le loro prime registrazioni sono del 1981, al Berry Street Studios di Londra. Nello stesso anno pubblicano il loro primo singolo, il classico strumentale di Papa’s Got A Brand New Pigbag, su Y Records, distribuito da Rough Trade. Una bomba, che tutti avete sentito almeno una volta nella vita. A diverse velocità. Chi frequentava il COSMIC di Desenzano, all’inizio degli anni 80, se la ricorderà rallentata ed equalizzata da quei maghi del mixer che facevano ballare migliaia di “neohippies”, chi ha acquistato il disco lo avrà fatto girare sul piatto migliaia di volte, chi se lo ricorda in una pubblicità di tempo fa, e chissà in quanti altri episodi.
Il titolo è un gioco di parole su James Brown e la sua Papa’s Got A Brand New Bag. andate a sentire anche questa, e provate a star fermi!
Il successo è immediato. Vende migliaia di copie e vanta innumerevoli tentativi di imitazione. O di rivitalizzazione (se fosse possibile). Paul Oakenfold la remixa e Reach Up (Papa’s Got A Brand New Pigbag) diventa un inno da stadio in particolare nella Football League, adottato dal Middlesbrough FC , intonato prima di una partita.

I primi segnali di crisi dei Pigbag

Però c’è aria di maretta. Hamlin lascia la band, sentendo che aveva creato un gruppo ingestibile con troppi ego con cui fare i conti e che stava “perdendo il controllo della band”.
Nel mese di settembre e ottobre 1981, la band va in tour negli Stati Uniti, suonando a New York City, Philadelphia, Washington DC, Northampton, San Francisco e Oakland. Ora la band ha un altro singolo, Getting Up, che fa da apripista al loro primo album Dr Heckle e il signor Jive , che vi consiglio, ma che ve lo dico a fare! Ma le crisi personali continuano e Roger Freeman viene sostituito da Brian Nevill per diversi concerti.
La band va anche in TV, a Top of the Pops, l’8 e il 22 aprile 1982.

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I Pigbag nuova versione: Oscar Verden, Angela Jaeger, Ollie Moore, Simon Underwood, Brian Nevill, James Johnstone, Chris Lee, Kofi Adu

I Pigbag e il nuovo corso

Nell’aprile 1982 si avvia un nuovo corso e una nuova line-up, tra cui Brian Nevill e Oscar Verden, va in studio di registrazione, e che studio di registrazione, il mitico ABBEY ROAD STUDIOS! La band cambia il sound. Lo si evince chiaramente nel brano The Big Bean, lento, con una atmosfera che più dei Caraibi non si può. E non si può dire che questo nuovo corso non piaccia, infatti il singolo giunge nelle posizioni alte delle classifiche mainstream. Segue un breve tour nel Regno Unito, poi un uno europeo, e date a New York e in Giappone.
Poco dopo Angela Jaeger, una cantante jazz di New York, si unisce alla band e con questa formazione registrano un nuovo album.
E’ poi la volta di un altro singolo, Hit The Deck ‘O’ (un riferimento al giradischi) e un altro tour dei Pigbag nel Regno Unito e un tour europeo.

Impossibile continuare. Impossibile stare fermi

Ma qualcosa si è rotto. Una scarsa ricezione da parte del pubblico e da parte della critica per la nuova direzione fanno emergere le differenze all’interno della band, e i Pigbag si ritrovano più divisi che mai, tengono il loro ultimo concerto a Portsmouth nell’aprile del 1983 e in giugno decidono di dividersi. Peccato! Erano veramente una grande band. Ascoltateli e riascoltateli ancora, from here to eternity.
O molto più semplicemente, proponeteli nelle vostre feste, a cominciare dalla prossima, quella del papà. E non sorprendetevi se il vostro babbo comincerà a ballare. Con la mamma, con la zia, con i figli. E anche con i nipoti!

Un saluto dal vostro Vittorio

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