INTERVISTA | I giovani Reveers hanno trovato il loro posto nella Musica

I Reveers, band nata nel 2015, ci presenta il loro primo album To find a place. Ce ne parlano i componenti Ismaele Marangone, Fabio TomadaElia Amedeo Martina e Giulio Ghirardini in questa intervista…

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La nuova formazione dei Reveers

Salutiamo e diamo il benvenuto ai REVEERS su Blog della Musica. Per chi ancora non vi conosce, vi presentate in poche righe?
I Reveers nascono nel 2015 con l’intenzione di comporre brani originali che rispecchino la visione musicale dei componenti. La formazione consiste in Ismaele Marangone alle tastiere e voce, Fabio Tomada alla chitarra elettrica, Elia Amedeo Martina al basso e Giulio Ghirardini alla batteria e percussioni.

REVEERS che cosa significa? Nella vostra sezione informativa raccontate una storia che vi descrive, ce la potete spiegare?
Reveers
è l’insieme di due parole: “reverse” cioè “al contrario” e “reverie” che significa “sogno ad occhi aperti”. La parola di per sé non ha un significato preciso, ma la pronuncia ci attirava.

Contaminazioni e ispirazioni. I REVEERS ascoltano molto la musica di….?
Le nostre influenze comprendono gruppi del passato quali Genesis, Pink Floyd, Beatles ma anche gruppi attuali come i Radiohead, Floating Points e i primi Coldplay.

Essere emergenti ora. Essere una band ora. Che Italia discografica vi trovate davanti?
Il panorama discografico delle major italiane che ci troviamo davanti punta molto sull’immagine e l’aspetto commerciale, a discapito del valore musicale.  Un gruppo emergente si trova davanti molte difficoltà dovute ad un complicato ricambio generazionale.

To find a place è il vostro nuovo album. Ce ne parlate?
To Find a Place
è stato concepito come un percorso musicale di cui ogni brano rappresenta una tappa che mira ad esprimere diversi stati d’animo in suono.

Ora che To find a place è finito avete qualche rimpianto? Qualcosa che potevate fare e non è stato fatto?
Siccome è il nostro album d’esordio è naturale che ci siano dei ripensamenti e delle incompletezze, anche se ritrae un momento in cui i nostri percorsi hanno confluito in una direzione comune.

Se potessi ascoltare un unico brano del vostro nuovo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Fortune Teller, perché lo consideriamo la sintesi espressiva del nostro sound ed è, probabilmente, il brano da cui si sono sviluppati gli altri pezzi.

Parlateci ora dei testi dei brani di To find a place a chi si rivolgono? Che cosa ci raccontano?
Sono il fotogramma di una sensazione, un momento, un’idea. Non raccontano necessariamente degli episodi concreti, bensì sono dei riflessi generati da pensieri. Non siamo interessati al valore prettamente significativo delle parole, ma alla loro immediatezza.

E le sonorità musicali invece? Che strumentazione utilizzate? C’è un suono particolare che ricercate in To find a place e che volete trasmettere?
E’ un tipo di suono molto acustico e naturale. Miriamo ad un sound etereo e dilatato dove i respiri e le pause trovano il loro conforto.

I REVEERS di quale messaggio vogliono essere portatori con la loro musica?
Pensare alla musica.

Prima di lasciarci, raccontateci quali progetti avete in serbo nei prossimi mesi.
Per il momento ci concentrano su nuove sonorità e sulla ricerca di nuove forme espressive.

Grazie ai REVEERS di essere stati ospiti al Blog della Musica.

Info: https://www.facebook.com/Reveers

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