Vasco Brondi ovvero Le luci della centrale elettrica

Vasco Rossi e Vasco Brondi. Stesso nome per due emiliani. Uno della provincia di Modena, l’altro di Ferrara. Due che si scrivono le canzoni che poi interpretano e, a volte, rare volte, le donano ad altri. Uno riempie gli stadi, l’altro, per ora, i palazzetti. È di quest’ultimo che vogliamo raccontarvi, di quello ferrarese…

Vasco Brondi in realtà nasce a Verona nel 1984, ma dopo pochi anni la sua famiglia si trasferisce a Ferrara. Ed è proprio nella città estense che prende forma il suo progetto musicale Le luci della centrale elettrica. Nel 2007 esce un demo autoprodotto contenente 10 brani che distribuisce durante i suoi concerti.

Un fiume di parole che, meglio di ogni indagine sociologica, descrive la sua generazione, quella degli anni zero.

Il lavoro suscita molto interesse, numerose recensioni ed offre a Vasco l’opportunità di collaborare con diversi musicisti. Fra questi spicca il nome (mai troppo lodato) di Giorgio Canali che, insieme a Manuele Fusaroli, produce il primo album Canzoni da spiaggia deturpata.

Sin dalla copertina, disegnata da Gipi, ci si rende conto di avere a che fare con un oggetto importante. 10 pezzi, alcuni dei quali ripresi dal primo demo, suonati perlopiù da Canali e Brondi stesso e solo in un paio di episodi accompagnati da Max Stirner e da Guido Querci, del Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara. 10 pezzi che fanno gridare al miracolo, per quel perfetto equilibrio fra umori folk e suoni industrial noise, per la vena poetica del giovane Vasco, per la sua abilità di costruire bozzetti di critica socio-politica e di denuncia del degrado morale.

Migliore opera prima a giudizio club Tenco che nel novembre del 2008 consegna a Brondi la celebre targa Tenco, premio FIMI, premio Musica e Dischi e premio Fuori dal Mucchio. Ottime recensioni e persino qualche parodia. Non male per un ragazzo poco più che ventenne  e che di li a poco pubblicherà un libro che come titolo ha un’inquietante domanda “cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero”.

È naturale che venga contattato da molti musicisti, che lo desiderano come collaboratore o come “opener”.

La sua canzone “Per combattere l’acne” viene inserita nella colonna sonora del film Fuga dal call center di Federico Rizzo. Partecipa alla serata tributo a De Andrè organizzata da RaiRadio1. È ospite nello spettacolo “Le città viste dal basso” dei Perturbazione. Vasco inoltre accetta e apre i concerti di Afterhours, Subsonica, Vinicio Capossela, ma anche di gruppi stranieri come i Notwist e BlondeRedhead.

Nel 2010 esce il secondo album. Attesissimo. E anche questa volta l’oggetto che ci troviamo fra le mani è importante. Con booklet realizzato da Andrea Bruno, copertina iconica e titolo memore della scuola cantautorale francese “Per ora noi la chiameremo felicità”.

Per promuovere il lavoro si pensa ai teatri. Ed è un successo, con sold out ad ogni rappresentazione.

Per nulla impaurito, nel 2011, apre i concerti di Jovanotti davanti a decine di migliaia di persone. I fans di Lorenzo non disdegnano, anzi. Applaudono convinti questo cantautore, strano ai loro occhi, ma convincente. Convincente al punto che viene citato in un articolo de “la Repubblica” da Marco Lodoli, in cui viene paragonato a Francesco de Gregori.

Non sappiamo se de Gregori conoscesse questo Vasco, ma lo vuole accanto a sé sul palco del festival Traffic di Torino, dove chiude il concerto con una versione di Viva l’Italia arrangiata dallo stesso ragazzo estense.

Nel frattempo si dedica alla scrittura. Escono suoi racconti e nel 2012 il fumetto Come le strisce che lasciano gli aerei, disegnato dal bravo e già citato Andrea Bruno.

Vasco è un’artista attento ai suoni, alle parole e alle date. Per il suo terzo album Costellazioni sceglie il 4 marzo 2014, e non è certamente un caso. Come non è un caso che il disco si piazzi al secondo posto nelle classifiche di vendita. Non è l’unico momento di Mainstreet per Brondi. Una delle canzoni più suonate, cantate, ballate dell’estate successiva, quella del 2015 è L’estate addosso di Jovanotti. Che l’ha scritta proprio con Vasco. Brondi!

A questo punto quella canzonaccia che Lorenzo portò a Sanremo, dal titolo Vasco la si può considerare profetica. Quel Vasco era Rossi, ma sulla sua strada ne ha incontrato un altro di Vasco. Brondi, appunto!!

Vasco Brondi è tornato, su disco, poco tempo fa. Con Terra il suo quarto album. Di cui vi parleremo prossimamente.

Un saluto dal vostro Vittorio

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