INTERVISTA | A Sound in common, il nuovo disco del quartetto Patti, Domenici, Cucchiara, Nicolai

Si intitola A Sound in Common il primo album del quartetto composto da Francesco Patti, Andrea Domenici, Giuseppe Cucchiara e Andrea Niccolai con la partecipazione speciale di Peter Bernstein. Il disco è uscito nel novembre del 2023 per l’etichetta GleAM Records e nasce dopo una tournée in Italia del 2022. Un progetto che contiene composizioni originali dei membri della band a cui si aggiunge “Simple as That” di Bernstein. Ecco il racconto di questa avventura al Blog della Musica.

Ciao e bentrovati sul Blog della Musica. Parliamo subito di questo disco A Sound in common dove a nostro avviso si percepisce tanto amore verso la tradizione. Per prima cosa vi va di raccontarci come è nata l’idea di questa band?

Il gruppo ha preso vita all’inizio del 2022, quando il pianista Andrea Domenici ha iniziato a organizzare concerti in live stream dal suo salotto ad Harlem. Durante uno di questi eventi, fu invitato il sassofonista Francesco Patti, che si trovava in visita a New York in quel periodo. Da lì è scaturita l’idea di formare un quartetto e di pianificare alcune esibizioni estive. In pochi mesi, abbiamo organizzato un breve tour in Italia, suonando a Monza, Como e Milano, per concludere il tutto al festival di Ancona Jazz con un tributo al pianista americano Cedar Walton. Nel corso di questo periodo, la nostra chimica come gruppo è cresciuta, portandoci a decidere di registrare questo progetto.

A Sound in common è un titolo che ci sembra riassumere un concetto importante come quello di “condivisione” della musica. Quali sono le basi o se preferite i punti in comune su cui avete instaurato la vostra collaborazione?

Assolutamente, siamo entusiasti di condividere il significato dietro il titolo “A Sound in Common”. Per noi, questo titolo rappresenta anche l’essenza della nostra collaborazione. In primo luogo, condividiamo una profonda passione per la musica e un rispetto reciproco per le diverse influenze all’interno del quartetto. Ognuno di noi porta con sé un bagaglio unico di esperienze musicali, che si fondono armoniosamente per creare il nostro suono. Abbiamo stabilito un ambiente in cui ciascun membro si sente libero di esprimere le proprie idee, contribuendo così alla creazione di un sound unico e condiviso. Infine, l’amore per l’esplorazione musicale ci unisce. Siamo sempre aperti a nuove idee, generi e approcci, il che ha contribuito sicuramente alla riuscita della nostra collaborazione.

Quando avete deciso di cominciare il lavoro di registrazione c’è stata un’idea o un sound che avete deciso di perseguire insieme, oppure tutto è venuto naturale?

Abbiamo deciso di andare in studio subito dopo un breve tour italiano che abbiamo fatto nell’estate 2022. Da lì è venuto tutto abbastanza spontaneo e naturale. Abbiamo deciso di registrare brani originali, li abbiamo scelti e siamo andati in studio.

Quali sono invece i brani che maggiormente vi rappresentano? Ce li volete descrivere?

Come descriviamo nelle note di copertina ogni brano appunto ci rappresenta perché è legato ad un’esperienza personale. “2048” per esempio è un gioco futuristico che spesso riempiva i tempi morti passati nella metropolitana di New York. “Deck 5” si riferisce invece al ponte di una nave e all’esperienza del sassofonista vissuta a bordo di una crociera. “Astrazeneca” viene concepito durante la pandemia e “Jordan River” trae inspirazione durante un gig newyorkese.

Come è nata invece la collaborazione con Peter Bernstein e perché avete deciso di chiamare anche lui a registrare in qualche brano del disco?

Andrea Niccolai ha conosciuto Peter Bernstein tramite un suo amico e suo allievo, Enrico Le Noci, nel 2018. Durante la pandemia, organizzò delle masterclass online e decise di invitarlo a condurne una. Peter fu molto disponibile e da quel momento si sono tenuti in contatto. Andrea frequentemente lo andava ad ascoltare suonare, dato che è uno dei suoi chitarristi preferiti. Dopo uno dei suoi concerti, gli ha chiesto se fosse interessato a registrare un album in studio con la band, e lui ha accettato immediatamente.

Insieme a Peter, abbiamo selezionato i brani da registrare, decidendo anche di includere uno dei suoi pezzi, “Simple As That”, un brano storico che è praticamente diventato un nuovo standard. Dal punto di vista musicale, Peter è il musicista ideale per contribuire al sound del gruppo. La sua improvvisazione è estremamente melodica, il suo suono è bellissimo e personale allo stesso tempo, trasmettendo un senso di onestà sia nella sua esecuzione che nella sua visione della musica.

Alle spalle avete tutti diverse esperienze all’estero. Quanto hanno inciso nella vostra produzione musicale e nella vostra crescita come band?

Le nostre diverse esperienze all’estero e la nostra attuale residenza a New York hanno avuto un impatto significativo sulla nostra produzione musicale e sulla crescita personale. New York, in particolare, è un crocevia culturale e musicale che ha influenzato profondamente il nostro approccio alla musica. Il vivere a New York ci ha esposto a una scena musicale incredibilmente diversificata, consentendoci di interagire e collaborare con musicisti di talento provenienti da tutto il mondo.  Di sicuro le esperienze all’estero hanno contribuito a plasmare la nostra prospettiva globale, offrendoci una visione più ampia della musica e dell’arte in generale.

Dopo A Sound in Common avete in mente già di portare avanti un progetto nuovo insieme?

Sì, abbiamo sicuramente in mente di portare avanti nuovi progetti insieme dopo l’uscita di ‘A Sound in Common’. La creazione musicale è una parte essenziale della nostra vita e continueremo sicuramente ad esplorare nuove frontiere e a sviluppare nuove idee. Siamo entusiasti di ciò che il futuro ci riserva e non vediamo l’ora di presentare nuovi lavori e progetti che possano continuare a ispirare e connettere le persone attraverso la musica.

Prima di lasciarci volete darci qualche coordinata sui prossimi appuntamenti o dove potremmo vedervi dal vivo?

Proprio in questi giorni il sassofonista Francesco Patti si sta trasferendo a New York quindi sarà più facile presentare il disco dal vivo vivendo tutti nella stessa città. Per cui vi aggiorneremo presto su date e concerti tramite in nostri canali web.

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