INTERVISTA | Airt’o ci racconta Genus, il debutto discografico di Airto Pozzato

Airt’o il progetto musicale di Airto Pozzato ci racconta in questa intervista il suo primo disco Genus, che a quanto pare non rimarrà l’unico… per fortuna

Ciao AIRT’O e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe puoi presentarti a chi ancora non ti conosce?
Ciao a tutti gli amici del Blog, mi chiamo Airto Pozzato, sono di Rovigo e sono un membro fondatore di questo progetto musicale chiamato Airt’o, insieme al produttore ed arrangiatore Alberto Nemo.

I tuoi inizi con la musica come sono stati?
Mah, come per chiunque, credo che il primo vero inizio con la musica sia l’ascolto. Devi dire che ho iniziato ad ascoltare musica in giovanissima età, grazie senza dubbio al papà e allo zio che mi hanno fatto scoprire questo meraviglioso mondo. Da lì, ne è passato parecchio di tempo prima che decidessi di acquistare una chitarra e dedicarmi in qualche modo allo studio. Non ho comunque mai smesso di ascoltare musica, anzi, ho continuato a ricercare e tutto questo ha contribuito ad accrescere la mia curiosità e la mia voglia di saper almeno tenere fra le mani una chitarra!

Essere emergenti ora. Che Italia discografica ti trovi davanti?
Difficile dirlo, difficile essere emergenti, difficile pensare che qualche discografico di fama si accorga di te o di qualcun altro. Credo ci sia la paura del rischio, da parte delle case discografiche. Merito sicuramente del nostro meraviglioso sistema economico che tutto fa, tranne invogliare qualcuno ad investire in qualcosa che può non essere un successo. Ma se invece lo fosse? No, troppo rischioso, meglio lasciarlo dov’è …! Credo anche ci sia una scarsissima attenzione alle parole, a volte, ma questo è tutto un altro discorso. Meglio fermarsi qui al momento.

Contaminazioni e ispirazioni. Airt’o ascolta molto la musica di….?
Ascolto un sacco di cose, di generi estremamente diversi tra loro, di epoche lontane anni luce. Difficile dire cosa ascolto, provo a fare qualche nome giusto per confermare quanto è vario ciò che ascolto, potrei dire che passiamo dai Led Zeppelin a Chet Baker, dai Black Sabbath a Count Basie o Billie Holiday, da Lucio Dalla a Vic Chesnutt e molti, molti, moltissimi altri..ci sarebbero troppi nomi da fare.

Genus: che disco è questo tuo primo lavoro discografico?
È un disco sicuramente molto vario, come gli ascolti citati poco fa! È però anche un disco molto profondo, riflessivo, intimo a suo modo che sa non essere mai monotono, merito anche degli originali arrangiamenti scovati da Alberto! Andatelo a sentire su bandcamp.com dov’è anche acquistabile.

Per approfondire puoi leggere la recensione di Genus

In alcune recensioni dicono che nella tua scrittura musicale si sente un po’ De Gregori e Lucio Battisti… ti ritrovi con queste affermazioni?
Mi piacerebbe senza dubbio poter dire di si, ma non spetta a me dirlo. Come ho già detto in altre occasioni, questa sorta di paragone con giganti della musica italiana come loro mi terrorizza e mi riempie il cuore allo stesso tempo. Detto ciò sono artisti che ho ascoltato e continuo ad ascoltare piuttosto insistentemente.

Se potessi ascoltare un unico brano del tuo nuovo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Direi L’alba dei tramonti, perché è un po’ l’inizio di tutto, è l’inizio della collaborazione fra me ed Alberto ed è il brano che mi ha fatto desiderare di registrare e completare questo disco.

Parlaci ora dei testi dei brani di Genus: che cosa ci raccontano?
I testi sono prettamente riflessivi, senza dubbio mai banali, ogni brano ha il proprio senso. Si parla d’amore, di dolore, di dipendenze, di desideri e intenzioni e anche di speranza, soprattutto di speranza!

E le sonorità musicali invece? Sono state ricercate o sono nate spontaneamente?
Diciamo che una buona idea di base, nasce quasi sempre spontaneamente, la ricerca invece subentra nella messa a punto dei suoni e delle sonorità musicali in genere. Si parte dalla spontaneità e si ricerca nella messa a punto.

Se potessi collaborare con un musicista, del presente o del passato, chi sceglieresti?
Rimaniamo in Italia per questa risposta, nel passato e nel presente, non ho dubbi: Lucio Battisti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori.

Airt’o quali sono i tuoi prossimi impegni musicali? Hai già qualche nuovo brano nel cassetto?
Posso dire che qualche nuovo brano c’è ma mi fermo qui. Il nostro percorso non finisce sicuramente qui.

Grazie per essere stato ospite del Blog della Musica. Buona fortuna Airt’o.

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