16 luglio 2016. Muore ALAN VEGA dei Suicide

Alan Vega con Martin Rev fonda i Suicide nel 1971. Ecco la biografia e storia di un musicista sempre in anticipo sui tempi. Dream baby dream, il suo più grande successo…

Alan Vega con Martin Rev fonda i Suicide. Era il 1971. Musica dura. Avanti. In anticipo sui tempi e sugli uomini. Dream baby dream, il più grande successo… Poi album da solo, dove esplora nuovi lidi e vecchi ritmi. Alan Vega ritrova sulla propria strada il vecchio compare e sul finire dello scorso millennio nuovi album con l’antica sigla. Sempre avanti. Sempre in anticipo sui tempi. E sugli uomini.

Il ricordo di Alan Vega

La notizia è stata data da Henry Rollins. Dal suo sito web, riportando il comunicato della famiglia che recita:

«Con profonda tristezza e con un silenzio che solo notizie come queste possono portare, siamo spiacenti di informarvi che il grande artista Alan Vega è morto. Alan è trapassato pacificamente nel sonno la notte del 16 luglio, aveva 78 anni. Alan non era solo molto creativo, ha scritto musica e dipinto fino all’ultimo giorno, è stato unico. Insieme a Martin Rev nei primi anni settanta ha formato una band di due persone conosciuta come Suicide. Quasi subito, la loro incredibile e inclassificabile musica è andato contro ogni cosa. Le loro esibizioni dal vivo giunte anni luce prima del punk rock sono roba da leggenda. Il loro primo omonimo album è uno dei lavori più impegnativi e degni di nota della musica americana. Alan Vega era la quintessenza dell’artista. Tutta la sua vita è stata dedicata alla sua visione artistica. Una delle prerogative di Alan Vega era la sua aderenza inflessibile alle esigenze della sua arte. Ha fatto solo quello che voleva. E’ vissuto per creare. Dopo decenni il mondo, una volta messosi al passo con lui, ha riconosciuto Alan come il creativo rivoluzionario che è stato fin dall’inizio. La vita di Alan è una lezione di quello che veramente significa vivere per l’arte. Il lavoro, l’incredibile quantità di tempo necessario, il coraggio di mantenere la visione e la forza di portarla avanti, questo è stato Alan Vega. Alan è sopravvissuto alla sua straordinaria famiglia, la moglie Liz e il figlio Dante. Il suo incredibile lavoro, che copre cinque decenni, sarà con noi per sempre.»

C’è chi ha voluto aggiungere qualcosa di personale:

«Qui nella E Street siamo molto tristi per la notizia della morte di Alan Vega, una delle più grandi voci rivoluzionarie del rock and roll. Il coraggio e la passione che ha dimostrato lungo tutta la sua carriera sono stati un grande stimolo per me. Ho avuto la fortuna di conoscere un pochino Alan ed è sempre stato una persona di cuore e un animo gentile. La potenza esplosiva della sua musica – sia coi Suicide che da solo – ancora è in grado di scuotere e ispirare, tuttora. Semplicemente, non c’era nessuno che gli si avvicinasse anche solo lontanamente.»

A parlare è Bruce Springsteen. Non sono parole di circostanza. Bruce conosceva veramente Alan Vega, lo ammirava e lo rispettava. Gli ha reso omaggio interpretando la più bella ed intensa cover mai realizzata di Dream baby dream, forse il brano più famoso dei Suicide.

Non c’era mai stato un gruppo come i Suicide e mai più ci sarà.

Alan Vega, biografia e storia

Comincia tutto nel 1971 al Project Of Living Artists, un luogo infimo e sporco di Manhattan. Alan Vega, artista visuale specializzato di sculture al neon, incontra Martin Rev, pianista jazz con un debole per il bebop con alle spalle qualche jam con Tony Williams e un gruppo di free jazz in pista, i Reverend B. Restò  solo Rev, una volta che questi fece comunella con un chitarrista, presto dimissionario. Il gruppo nasceva con un nome provocatorio, Suicidie, e una formazione a due, voce e strumenti elettronici, se non inedita (c’era stato, sempre a New York, il precedente dei Silver Apples, con annessa la leggenda mai suffragata che fossero gli stessi SUICIDE adolescenti…) assolutamente insolita. Rev suonava un Farfisa in disarmo che non aveva soldi per far riparare. Nata in povertà e cresciuta nella più abbietta miseria la coppia fece comunque un bel po’ di rumore nella Big Apple underground con canzoni che rimandavano al rockabilly e al minimalismo e con spettacoli di una violenza stoogesiana, sia sopra che sotto il palco.

Nel 1981 il sodalizio si scioglie e vengono pubblicati, a ritmo incessante, album solisti del nostro eroe. Album strani. Che sembrano provenire da chissà quale galassia lontana. Il migliore del lotto è il terzo Saturn Strip, consigliato caldamente.

Con forza, forse con poca convinzione, si cerca di rianimare la sigla SUICIDE, ma sono le gesta di Alan Vega a tener alta l’attenzione. A partire dalla collaborazione con I PANSONIC sul finire dei vituperati anni 80. Del gruppo si torna a parlare con l’uscita di A way of life e delle tante ristampe su cd che sino ad oggi si sono viste sul mercato.

Il mito: Alan Vega

Inesorabilmente i tempi migliori sono passati. Resta il mito, il ricordo di quelle performance, l’incredibile eredità lasciata al mondo. Un mondo che, quasi nella sua interezza, non aveva considerato quest’uomo quando concepiva e produceva la sua opera. Ai fortunati che hanno condiviso quelle esperienze è dedicato questo articolo. A tutti gli altri l’invito a trascorrere intere giornate cullandosi con brani come Frankie Teardrop.

Il vostro Vittorio

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