Alberto La Neve: Night Windows | Recensione

Alberto La Neve, sassofonista e compositore, ha pubblicato il suo nuovo disco Night Windows per l’etichetta indipendente Manitù Records. Eccovi la recensione di Blog della Musica

Alberto La Neve: Night Windows

Alberto La Neve: Night Windows

Alberto La Neve in Night windows ritorna con i suoi esperimenti al sassofono, ambientandoci in una personale New York, ispirandosi alle opere di Edward Hopper, e rendendone una visione notturna e misteriosa. Night windows contiene otto tracce, di cui la titletrack ne esemplifica il clima rarefatto.

In Manhattan Bridge Loop il suo sassofono è solitario, parte calmo e poi improvvisa, con la stessa tempra che avrebbe, se fosse accompagnato da contrabbasso e batteria.

Con New York Movie ecco comparire la firma di La Neve, l’utilizzo di quella loopstation che gli permette di creare dei loop suonati in staccato, sopra ai quali canta, sempre con il sax.

Nel 6/8 Room in Brooklyn, fa ritorno alla voce Fabiana Dota, nome già incontrato assieme ad Alberto La Neve in Lidenbrock, concerto per sax e voce ispirato dal romanzo Viaggio al centro della Terra di Jules Verne.

E come nella maggior parte del tempo in quell’album, anche qui Dota canta principalmente senza profferir parola, ma improvvisando con le sillabe “da” e “ra” in maniera gentile.

Automat è una sovrapposizione polifonica onirica di linee di sassofono, mentre in Nighthawks si accentua il mood blues.

Anche se il titolo trae in inganno, Chop suey non è una cover rivisitata dei System of a down; l’arrangiamento costruito è una successione di arpeggi, suonati molto piano e con senso cinematografico.

Infine, in chiusura di un LP di ispirazione notturna, la luce arriva con Morning sun, dove si usa l’eco per prolungare le note di sax, che si disperdono nell’aria come i raggi filtranti del sole.

Alberto La Neve ci dà la visione di una New York che forse non esiste, è quella che abbiamo nell’immaginario collettivo, o è quella filtrata dall’anima, che non sente il traffico e non vede il caos, ma percepisce la solitudine interiore del newyorchese medio, come quei celebri avventori nel locale dipinto da Edward Hopper, i nottambuli (Nighthawks per l’appunto).

A cura di Gilberto Ongaro

Ascolta il disco su Spotify


Info: https://www.facebook.com/LaNeveAlberto/

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