Alberto Nemo: Dante VS Nemo

Dante VS Nemo è la nuova uscita discografica del prolifico cantautore di Rovigo Alberto Nemo pubblicato da pochissimi giorni. Ecco la recensione di Christian Agnoletto per Blog della Musica…

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Alberto Nemo, Dante vs Nemo

Dante VS Nemo, quarto album del cantautore rodigino Alberto Nemo che continua la sua ricerca musicale, e più in generale artistica, la quale, nelle sue mani e nella sua voce, assurge all’ambiziosa, quanto irrinunciabile ed esistenziale, funzione di viaggio spirituale tra i propri demoni e i propri angeli.

Ecco che, per l’occasione, si rivolge a colui che, prima di tutti e primo fra tutti, ha usato la sua arte letteraria per cercare la redenzione, per trovare la luce: Dante Alighieri; attribuendogli quelle qualità poetiche e quelle doti morali necessarie per un viaggio così periglioso com’è quello nello spirito, consegnandogli quel ruolo che lo stesso Dante affidò a Virgilio prima, a Beatrice poi e infine a San Bernardo, ossia di guida spirituale.

Quando si parla di Alberto Nemo, non ci si può non soffermare nel cercare di spiegare il miracolo della sua voce, perché, se è vero che essa esprime il suono dell’anima, allora l’anima di Nemo canta la disperazione della solitudine, la perdizione del peccato, il bagliore della beatitudine.

C’è ancora tanto dark in Nemo, ma la luce comincia a filtrare in modo sempre meno estemporaneo e con sempre più urgenza, ancor prima negli intenti che nell’espressività, continuando così il lavoro di sgrossatura della sua personalissima pietra filosofale, in modo incessante e incontrovertibile.

Perché è lì che tende il suo percorso artistico: alla perfezione, alla luce che potenzialmente risiedono già nelle sue note. A lui basterà in futuro soltanto smussare qualche angolo, soffiare via granelli di polvere, ridurre parole e note ai minimi termini fino a scoprire la quintessenza della sua opera e della sua anima, fatta di niente e di silenzio, di battiti e di respiri, di sollievo e di ansie, di morte e di redenzione.

Dante VS Nemo si apre col brano fresco vincitore di Musicultura, Ancora e col quale inizia il suo intimo viaggio tra le anime dei defunti, facendosi spazio e cercando la via tra ossimori e sussurri, tra parole sospirate e note di lancinante dolore, avvalendosi della collaborazione vocale di Sephine Llo, quasi a voler dividere e condividere il peso enorme di un così arduo viaggio interiore.

Il cammino prosegue con Limbo, dove c’è solo un arpeggio di chitarra, sospeso e ripetibile all’infinito, ma senza soluzione, ripiegato su se stesso, ad invocare dannazione o libertà, ad accompagnare la voce di Nemo che ci racconta l’angoscia di un peccato senza colpa, il tormento di un’anima in pena.

La via della redenzione non può che passare dall’amore, e in Amame Alberto Nemo plasma e stempera le sue due anime, quella più dannata e quella più divina, su note sempre più rarefatte e su parole sempre più asciutte, cucendo molto, ma poco ricamando (perché di ricami non ha bisogno l’amore), un tappeto di sonorità impercettibili e indelebili; perché, se nel peccato c’è la colpa e nell’errore c’è lo smarrimento, la condanna non sempre è giustificabile e la pietà è l’unica salvezza possibile.

Con Lucidamente, Nemo si confronta col più potente atto di coraggio o il più sublime gesto di vigliaccheria: il suicidio. Cercando se stesso e la sua nemesi in un continuo gioco di specchi al contrario, dove a essere restituita non è l’immagine, così come non lo è l’anima che ai suicidi è per sempre negata, ma la dignità di uomo, prima che di musicista e di artista. La musica si fa funerea e solenne ma anche salvifica, così come dovrebbe essere per tutti noi  l’ultimo grande salto, accettato con rassegnazione o deciso “lucidamente”.

Nemo, nelle vesti di Dante, giunge con Discanto là dove non vigono che contemplazione e godimento, dove il distacco dalle cose terrene è ormai avvenuto e non restano che una musica scarna ma ‘sacrosanta’ e parole scolpite nel sangue, a disegnare l’ultimo impercettibile cordone ombelicale che dalla Terra ascende.

Polmoni che si gonfiano di divino a rivelare celestiali voci polifoniche, che sanno di candore e di rosa, che salutano le spoglie mortali e abbracciano l’incombente grazia d’eternità.

Il viaggio di Nemo (e nuovamente di Dante) termina con “Futuro semplice”, dove giunge la visione finale, dove tutto si spiega e dove tutto fa pace con se stesso; dove oltre non si può andare, dove non si può che tornare indietro e raccontarlo ai comuni mortali. La voce si fa ora finalmente acquietata e scevra di nevrosi e utopie, di incanti e false paure; musica e parole si fondono in un’entità unica, indissolubile e inesplicabile.

Con il suo quarto disco, Ancora una volta Nemo si immerge negli abissi dell’animo umano e lo fa proprio, facendosene carico, per trovare la sua personalissima via alla resurrezione, restituendolo immacolato “ogni cento anni in dieci corpi ancora”. Perché è questo che ad Alberto Nemo interessa: fare musica per cercare delle risposte e condividerle, non per intrattenere; per purificarsi l’anima e cantarla, non per scrivere canzoni; per distruggere la forma con la forma, imbrigliando la sostanza in un minimale vagito di resurrezione.

di Christian Agnoletto

Tracklist Dante VS Nemo – Alberto Nemo

1) Ancora (Inferno – Canto I)
2) Limbo (Inferno – Canto IV)
3) Amame (Inferno – Canto V)
4) Lucidamente (Inferno – Canto XIII)
5) Discanto (Paradiso – Canto XXXI)
6) Futuro Semplice (Paradiso – Canto XXXIII)

Info: https://www.facebook.com/albertonemomusic/

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