INTERVISTA | Alessio Bidoli ci racconta il disco su “Freitas Branco”

Il nuovo lavoro del violinista Alessio Bidoli è dedicato al compositore portoghese Luìs de Freitas Branco (1890-1955). Freitas Branco Complete Violin Sonatas and Piano Trio è il titolo dell’album registrato per Sony Classical realizzato dal giovane ma già affermato violinista classe 1986 insieme ad Alain Meunier al violoncello e Bruno Canino al pianoforte. Il compositore portoghese Luìs de Freitas Branco non è tra i più noti, soprattutto nel nostro paese, ma ha avuto sicuramente l’onore, ed anche l’onere, di portare nuova linfa alla musica colta del Portogallo. Abbiamo intervistato Alessio Bidoli

Qui sulle pagine del Blog della Musica oggi abbiamo il piacere di ospitare il maestro Alessio Bidoli ed è inevitabile chiedergli come abbia scelto l’autore Freitas Branco come protagonista del suo ultimo viaggio musicale.

Ho scoperto Luís de Freitas Branco per un puro caso entrando in un negozio di dischi, uno degli ultimi rimasto ancora aperto nella mia città (Milano) alla ricerca di rarità discografiche. Guardando distrattamente tra i pochi scaffali mi è capitato tra le mani un’incisione delle Sinfonie di questo compositore portoghese che, colpevolmente, non conoscevo. Incuriosito ho acquistato il cd e subito al primo ascolto sono stato piacevolmente sorpreso dalla sincerità trasmessa dalla sua musica per me del tutto estranea. Attraverso la disponibilità del suo editore, Nuno Fernandes di AVA Musical Editions, sono riuscito ad entrare successivamente in possesso degli spartiti delle uniche opere scritte anche per violino: le due Sonate per violino e pianoforte ed il Trio. Solo allora mi sono reso conto che la prima Sonata ed il Trio erano stati scritti dal compositore quando non era ancora ventenne!

Il cd è aperto dal trio per Violino, Cello e Piano del 1908 che nelle sue 14 sezioni da vita ad un vero e proprio viaggio anche nei punti di riferimento musicali di Freitas Branco: il tardo romanticismo di Gabriel Faurè e i musicisti definiti “impressionisti” come Claude Debussy e Maurice Ravel. L’autore quando lo ha scritto aveva solo 18 anni. Quando ha capito che la musica, ma soprattutto il violino sarebbe stato la sua vita professionale ed artistica?

Molto presto in quanto, mio nonno liutaio, Dante Regazzoni, il cui laboratorio oggi è parte integrante del Museo della Liuteria (MUSA) all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, costruì uno strumento su misura quando non ero alto neanche come il tavolo della cucina! Da quel momento sbocciò una passione piuttosto precoce. Dante, quando gli facevo sentire le prime Sonatine, era allo stesso tempo fiero dei progressi ma davvero molto esigente! Studiavamo insieme e l’atmosfera oggi è intrisa di malinconia tra dolci ricordi in un contesto molto bucolico. 

Quali sono i riferimenti musicali di Alessio Bidoli?

Sicuramente i grandi violinisti del passato dove non esisteva ancora lo star-system: Oistrakh, Milstein, Menuhin, Heifetz, Stern, Grumiaux, Ferras, Gitlis… Ultimamente, quando devo imparare un nuovo brano cerco di evitare esempi, paragoni, archetipi, quintessenze. Per anni le registrazioni erano un mezzo per emulare ed inseguire, in qualche modo, un suono, un fraseggio, un colpo d’arco particolare. Oggi ascolto solo per capire, decostruire e sintetizzare.

Per ciò che non concerne la musica colta, adoro la musica del passato dei più grandi cantautori e complessi della tradizione italiana e straniera.

Sembra sia un vezzo essere così âgé ma, in qualsiasi contesto musicale vogliamo confrontarci, ci si specchiava in un mondo, seppur con accese diversità, di forti personalità artistiche.

Saltuariamente apprezzo il silenzio sebbene sia talvolta ancora troppo “rumoroso”: una musica catartica! Non ci pensiamo ma avremmo tutti bisogno di un bagno di silenzio: un balsamo per l’anima! Ci arriverò prima o poi…

Com’è stato lavorare con due mostri sacri del calibro di Canino e Meunier?

Con Bruno Canino è il sesto CD, ci separano quasi tre generazioni, ma quando si suona assieme sul palco regna la musica e decadono le barriere anagrafiche. Come nelle arti figurative anche nella musica può prodursi una sinergia d’intenti che annulla quello che gli anglosassoni chiamano age gap ed è il principale motivo che mi induce a portare avanti questo per me straordinario sodalizio artistico. Ho conosciuto invece Meunier, grazie a Canino in quanto ex colleghi alla Scuola di Musica di Fiesole di cui Alain è stato anche direttore artistico per molti anni. È una persona speciale e il suo apporto alla registrazione del Trio è stato straordinario e determinante per la giusta ricerca timbrica, che fa di quest’ opera un brano davvero molto stimolante.

Ha già in mente qualche altro autore da far riscoprire al grande pubblico grazie alla sua capacità interpretativa?

Sempre con Bruno Canino e Alain Meunier stiamo programmando per Sony un album che prevede opere di alcuni autori veneziani più o meno noti del Novecento italiano.

La musica classica viene vista spesso come qualcosa per pochi, quasi elitario, cosa consiglierebbe di ascoltare ad un adolescente per avvicinarlo a questo genere?

Il grande repertorio con le più belle sinfonie di Mozart, Beethoven, Brahms, Mahler. Come diceva Bernstein: non importa il genere quanto la qualità dell’opera che stiamo scoprendo. Qualcuno potrebbe obiettare asserendo che tutto sia relativo in base alle proprie inclinazioni. Sviluppare un gusto estetico propenso verso musica nefasta per le sue orecchie non sarà sicuramente una meta importante per il cammino di vita che dovrà intraprendere.

Grazie maestro Alessio Bidoli per essere stato nostro ospite su Blog della Musica.

Social, info e contatti

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