Amelie: l’essenzialità che diventa eleganza. Oggi all’EXPO di Milano

Eleganza. Questa è la parola d’ordine che utilizzerei oggi che nell’aria faccio girare il nuovo disco della cantautrice (ora lo possiamo dire) Amelie. Milanese d’adozione, che proprio oggi – giovedì 7 maggio – presenterà il suo disco all’EXPO di Milano – Padiglione Società Civile – scelta da Startartist come artista che più di tutte sa rappresentare l’italianità e il suo gusto pregiato nel fare musica con un appiglio che sia anche internazionale. E tutto questo e molto altro nel nuovo disco “Il profumo di un’era” che coniuga una bellissima produzione a contenuti particolarmente intimi che, se pur vestiti di quel vissuto in cui tutti potremmo ritrovarci, tra le righe non riesce a nascondere una personalissima sensibilità assai fragile. Come di consueto eccovi l’intervista per gli amici de Il Blog Della Musica:

Amelie finalmente in un nuovo disco che ti vede in una nuova veste: quella di autrice. Evoluzione o esigenza?
Entrambe le cose. Credo che l’evoluzione sia sempre legata ad una esigenza interiore di miglioramento e completezza. È stato fondamentale riscoprirmi musicista e dare voce in note a tutto quello che mi andava di raccontare ed esprimere. La collaborazione poi con autori che hanno saputo leggermi dentro è stata fondamentale ed ha portato ad una fusione di tutti gli aspetti.

Un lavoro di confessioni e di riflessioni. Pensi che un disco sia un modo vincente per dirti le cose che non hai mai avuto il coraggio di confessarti?
Penso ci sia soprattutto l’esigenza di raccontarsi ed esprimere la propria interiorità in maniera sincera, senza filtri e senza chissà quali paure. La musica è il modo principale con cui riesco a comunicare e confessare tutto ciò che ho dentro. È il modo che ho per raccontarmi, scoprirmi, svelarmi. Credo sia anche un utile strumento per ritrovare se stessi dopo essersi persi.

Milano. Crocevia di popoli e di interessi, di industrie e di viaggiatori. Cosa ti ha ispirato di più per scrittura?
Come dico nel ringraziamenti del disco, Milano è la macchina del tempo in cui si riflette lo scorrere dei miei anni. Milano è stata una grande fonte di ispirazione per incentrare il disco sul tema del “ricordo”, del tempo, dell’ “Era” passata, presente e futura. Vedo ringiovanire la città (sempre più moderna) e vedo viceversa invecchiare me stessa. Questo processo inverso mi ha molto affascinato e ho deciso di partire proprio da questo concetto per scrivere la stessa canzone Milano (track 4). Con la mia città ho sempre avuto un rapporto di amore e odio. Ultimamente diciamo che ha prevalso un immenso amore. Milano è una culla di culture, popoli, forme differenti di arte, un mix di modernità e tradizione.

Un linguaggio popolare ricco di sfumature per palati fini. Che ambizioni nascondi in gran segreto?
L’ambizione è quella di riuscire a far riemergere un pop d’autore moderno che abbia sia aspetti popolari (intesi in senso di cultura popolare, non prettamente commerciale) che aspetti cantautorali. Ho sempre avuto il forte desiderio di provare a mischiare aspetti della bella tradizione italiana cantautorale con aspetti più internazionali legati alla modernità del suono e alla particolarità di strutture armoniche. Da un punto di vista letterario, non mi interessa parlare di concetti amorosi sempre uguali a se stessi (lui che lascia lei, lei che lascia lui, storie finite ecc ecc). Mi interessa raccontare l’intimità, l’attualità, la società e la spiritualità attraverso il mio filtro personale ed attraverso un mood leggermente più complesso che conservi comunque aspetti di immediatezza e impatto.

Dal tuo nome d’arte al tuo personaggio che ci mostri in foto come in video. Dolce e sensuale ma anche sbarazzina ed eterna ragazzina. Hai mai pensato di disegnare la tua musica con strumenti giocattolo e tonalità di fantasia?
Ti ringrazio per questi aggettivi 😀 All’età di 37 anni è bello sentirsi dire che si è eterni ragazzini. Penso che la musica mi aiuti a rimanere sempre in sospensione tra la ragione e la follia. L’aspetto giocoso e più sbarazzino forse lo vedo più nel mio primo Ep del 2010. Ne “Il Profumo di un’Era” lo vedo meno, sia come immagine che come scelta di sound, dove tutto è un po’ più “sofisticato”, molto meno solare, più scuro e con canzoni anche pregne di noir e aspetti cinici. Forse il brano più giocoso presente nel nuovo disco (che vedo adatto a “strumenti giocattolo”) è Mondobit, sia per il tema affrontato che per il tipo di arrangiamento.

Questo disco dal vivo? Oltre all’Expo di Milano? Ci lasci qualche indiscrezione? Altre date importanti?
È dal mese di novembre scorso che sto portando in giro live il disco. Prima con band e ora con una formazione di trio elettro acustico. Sono stata ferma qualche mese solo a causa di un incidente d’auto. Mi sono ripresa abbastanza in fretta fortunatamente riuscendo a fare nuovi live soprattutto tra Lombardia e Toscana. Ora c’è l’Expo e sono emozionata. La vedo come una bella opportunità di confronto con altre forme d’arte provenienti da tutto il mondo. Soprattutto dedicherò questa esibizione alla mia città. Milano in questo momento si trova al centro del mondo ed inevitabilmente si trova non solo colma di entusiasmi ma anche bersagliata da critiche e (come abbiamo visto) inutili violenze. Personalmente sono più per il “costruire” che per il “distruggere”. Spero che questo evento possa unire le persone e non allontanarle. Ma sono una sognatrice, ne sono consapevole.

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