Sambèło da ròcoło di Anatemah il trio che sfugge agli schemi e conquista l’ascoltatore attento. Ecco la recensione del disco
Con Sambèło da ròcoło, il trio Anatemah (Alessandro Fedrigo al basso elettrico, Michele Tedesco alla tromba e Gian Ranieri Bertoncini alla batteria ed elettronica) offre un lavoro che fonde radici locali, sperimentazione e improvvisazione. Il titolo, tratto dal dialetto veneto, anticipa un approccio che unisce tradizione e modernità, trasformando il linguaggio musicale in un mezzo espressivo originale e sorprendente.
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Il disco si muove tra jazz, elettronica e linguaggio dialettale, creando atmosfere sospese e ritmi non convenzionali in brani come “Dàghe!” e “Casòto”. Tromba, basso e batteria dialogano con attenzione ai dettagli, lasciando ampi spazi di silenzio e respiro che rendono l’ascolto un’esperienza immersiva. I titoli dei brani, spesso giocosi e surreali, contribuiscono a costruire un’identità sonora forte e riconoscibile.
Il trio è composto da musicisti di grande esperienza: Alessandro Fedrigo, bassista versatile e fondatore dell’etichetta e associazione culturale nusica.org, porta la sua esperienza nel jazz e nella musica contemporanea; Michele Tedesco, trombettista e sound designer attivo nella scena jazz veneta, esplora territori sonori ibridi e collaborazioni sperimentali; Gian Ranieri Bertoncini, batterista ed elettronico, completa il trio con una sezione ritmica che integra strumenti tradizionali e componenti elettroniche, ridefinendo il confine tra jazz e linguaggi non convenzionali.
Ascolta il disco Sambèło da ròcoło
Il progetto è stratificato e complesso: non riesce a trovare piena collocazione negli ambienti accademici, troppo legati a schemi più convenzionali, ma non ha ancora trovato un proprio spazio definito all’esterno, dove possa essere riconosciuto e apprezzato da un pubblico più ampio. La molteplicità di attività dei membri rende ogni nuovo lavoro del trio raro e prezioso, ma contribuisce anche a mantenerne la musica poco visibile: non ci sono tour massicci né campagne promozionali, e l’album si ascolta meglio in momenti riflessivi, dove i dettagli possono emergere pienamente.
È un peccato, perché Anatemah è un progetto che colpisce per originalità e sensibilità e meriterebbe davvero di essere portato in primo piano, ascoltato e apprezzato dal vivo in tutta Italia.
Sambèło da ròcoło non è immediato né facile da classificare, ma è proprio nella sua densità, nella cura dei dettagli e nella libertà creativa dei membri che risiede la forza del progetto. Il trio propone un invito all’ascolto consapevole, un viaggio sonoro che unisce tradizione e sperimentazione, capace di conquistare chi sceglie di dedicargli tempo e attenzione.
Streaming e Contatti
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