Anna Nani: cantautrice ansia e sapone

Anna Nani cantautrice polesana. Nata ad Ariano Polesine, cresciuta a Fabrizio De André, musica classica, jazz e blues. Oggi finalmente pubblica il suo debut album dal titolo CLICK. Ecco l’intervista del Blog della Musica…

Anna Nani cantautrice

Anna Nani durante la presentazione di CLICK

Ciao Anna, come e quando hai incontrato la musica?
La musica è sempre stata la mia vita. Mia mamma mi cantava canzoni fin da quando ero nella sua pancia. La mia ninna nanna è stata La canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè era la mia preferita. E dal nonno invece poi ho imparato a fare le voci: le terze e le quarte… mi faceva fare i cori dei brani tradizionali di Modugno, Villa tipo Balocchi e Profumi, molto deprimente, ma mi piaceva tanto da bambina, poi da grande ho capito che era una storia triste. A sei anni i miei genitori si sono convinti a portarmi a scuola di musica, sperando che io mi stancassi presto facendo noiosissimi esercizi su esercizi, e invece…

Dagli studi di musica classica quindi sei passata al cantautorato. Come è successo?
Durante la frequentazione del conservatorio, un po’ colpa dell’adolescenza, un po’ forse di un’insegnante che non ha saputo stimolarmi a sufficienza ho avuto uno stop. In quegli anni poi (‘90) andava molto di moda la musica elettronica e il mio sogno era fondere musica classica ed elettronica e questo in Conservatorio non andava proprio molto bene… E quindi mi sono fermata per un po’. Da grande ho ripreso e ho lasciato la musica classica per la musica blues e jazz, generi che danno molto spazio all’improvvisazione. Mi sono trovata benissimo. Il mio carattere estemporaneo in questi generi si realizza. Lo spartito mi dà molta sicurezza ma poi mi diventa stretto. Adoro improvvisare.

Poi l’incontro con Christian Zecchin, il tuo produttore, e Bruno Zucchetti che ti arrangia un paio di brani, e…?
Sì. Diciamo che Bruno Zucchetti ha arrangiato inizialmente un paio di brani, che sono andati molto bene, e che dovevano far parte di un EP. Abbiamo lavorato talmente bene insieme che ad un certo punto ha detto perché invece di fare un EP non facciamo un CD? Così gli ho inviato una ventina di pezzi e lui ha scelto gli otto che sono diventati il mio disco CLICK. Bruno e Christian hanno fatto un lavoro bellissimo per me. Io so di non essere in grado di arrangiare un pezzo ed ho riposto la mia fiducia illimitata in loro, e non hanno mai disatteso le mie aspettative. Bruno ha lavorato con artisti importanti tipo Eros Ramazzotti o Laura Pausini e mi ha scritto degli arrangiamenti bellissimi, e Christian ha una cura maniacale su ogni minimo dettaglo di ogni suono. Non puoi non fidarti di due persone così: le doppie Zeta, così le ho soprannominate. Sono doppiamente fortunata.

Finalmente dopo varie esperienze musicali pubblichi il tuo primo disco CLICK. Quali sono le emozioni a vedere realizzato un sogno?
E’ un traguardo. Una tappa. Un po’ come quando uno si sposa, non sei arrivato ma devi continuare a costruire. Questa è una tappa importante, fondamentale che deve funzionare bene e ha la necessità di avere delle forti basi. In questi anni ho gettato le fondamenta e adesso finalmente sono riuscita a tirare su un muro portante che è il mio CD. Un sogno che si è realizzato. Vedere il mio CD come gli altri, che suona anche come gli altri. In questi giorni amici e conoscenti mi hanno detto: “Sai che sembra di sentire una produzione professionale?” Per me questa è una soddisfazione grande… La gente del paese che mi ferma per dirmi che ha ascoltato le mie canzoni… bambini compresi… è proprio il massimo, è bellissimo.

Durante la presentazione alla stampa di CLICK hai detto “Non sarà un pesce d’aprile, ma l’occasione per fare un viaggio nel mio mondo”. Qual è il mondo di Anna Nani cantautrice? A proposito… è un nome d’arte?
(ride) No. Anna Nani non è un nome d’arte, me lo chiedono tutti. E’ proprio il mio nome e cognome. Il mondo di Anna, il mio mondo, è fatto di musica, parole, tante parole, libri… tanti libri… piuttosto di uscire io spesso preferisco rimanere in casa con un buon libro. Amo il cinema, cinema un po’ particolare, mi piace anche Fantozzi, certo, a chi non piace, però ho avuto nella mia vita degli incontri fortunati con alcune “pecore nere” persone particolari con cui ho legato che hanno avuto la capacità di consigliarmi film ma anche determinate musiche che io non conoscevo. Mannarino ad esempio, è stata una scoperta: un cantautore romano molto bravo; oppure il film La ragazza sul ponte. Piccole chicche nascoste che meritano di essere scoperte, ma se non hai qualcuno che ti ci porta, non le incontri… Sono una persona che ama molto la solitudine. Mi piace stare da sola, è proprio una necessità per me. Mi piace viaggiare, scoprire, ricercare…

Uno dei brani del tuo disco si intitola Basta un Colpo e parla dei talent… Cosa ne pensi dei vari X-Factor o The Voice of Italy?
Guarda, io sono allucinata che ci si sia accorti dei nostri talenti locali, vedi le sorelle Baccaglini e Virna Marangoni solo adesso perché sono andate in televisione… beh io proprio non lo digerisco, è assurdo. Sono anche d’accordo con quello che ha detto Red Ronnie sui talent in una recente intervista sul fatto che sono la tomba del talento. Se delle voci come sono le sorelle Baccaglini o Virna Marangoni hanno ragione d’essere in un programma del genere, ad un cantautore, come me e io non nego di avere provato X-Factor e The Voice, chiedi di cantare una canzone in italiano e una in inglese, io ti posso cantare Leonard Cohen o quello che vuoi ma non sono canzoni mie, non spiccherò mai per la voce io; fammi cantare anche a voce scoperta uno dei miei brani e capisci quello che sono e quello che faccio. E poi secondo me i talent sono diventati una fucina delle case discografiche che infilano dentro i propri personaggi che hanno già in scuderia e che comunque diventano tutte meteore… quest’anno uno e il prossimo l’altro scalzando il precedente. Questa è la mia opinione, potrei sbagliarmi eh…

In alcuni tuoi pezzi affronti anche il tema della politica. Anna come vede la politica? Crede che i giovani debbano occuparsene? Possono riuscire a cambiare un mondo che sembra intoccabile?
I giovani devono occuparsi di politica, assolutamente, ma senza farsi manovrare che è la cosa più difficile. Devono avere l’umiltà anche di entrarci dentro. Secondo me non ha senso formare un partito nuovo con le mie idee: siamo d’accordo io e te facciamo un partito in due, prendiamo lo 0,1% e abbiamo la sedia. Non è questa la politica. C’è un partito che ti è più vicino come idee? Entraci e cerca di cambiarlo da dentro. Non è facile però secondo me unendo le forze e le idee… invece i giovani hanno una disaffezione alla politica; sono schifati, forse si sentono traditi e abbandonati dalla politica. Ci sono generazioni che hanno il vuoto cosmico attorno, sentono di non riuscire a costruire qualcosa. I ragazzi in politica li cercano sempre più giovani perché sono più manovrabili e, riagganciandomi al discorso sui talent, perché così possono spingere sulla leva del “successo”. Io non faccio musica per avere successo o per avere soldi… certo mi piacerebbe “camparci” e fare solo quello invece di dover fare sei lavori per riuscire a fare quello che mi piace. Io faccio musica per una necessità di raccontare, di esprimermi, perché ho qualcosa dentro che sento che vale la pensa di essere cantato… e la politica secondo me ha fatto giocoforza di fare i suoi interessi in questi anni e gli è andata benissimo anche la disaffezione della gente, se vogliamo.

Anna Nani cantautrice mentre autografa le copie del suo Cd CLICK

Anna Nani, mentre autografa le copie del suo disco CLICK

Dici di non voler essere etichettata, eppure un paio di etichette te le hanno in qualche modo già attaccate visto che spesso vieni paragonata a Rino Gaetano e Giorgio Gaber… cosa ne pensi?
Magari! Sono due personaggi che sento molto come padri putativi del mio modo di fare musica. E anche Jannacci, magari meno conosciuto di Gaber, ha fatto la storia del Teatro Canzone, lui non cantava: recitava. Quindi non mi offendo proprio se mi dicono queste cose, mi offendo invece quando mi dicono “se fossi uomo…” come se una donna non potesse fare la cantautrice. Questo sì, mi fa arrabbiare. Ma se mi paragonano a personaggi del calibro di Gaetano, Gaber o Jannacci… forse non avranno mai riempito gli stadi, ma hanno riempito i teatri… e questo è il mio sogno: riempire un teatro.

I progetti di Anna Nani per il 2016?
Promozione, il 22 aprile la finale al Concorso Lucio Battisti di Poggio Bustone e speriamo che vada bene. Sicuramente gireremo qualche altro video e presenteremo il mio disco all’interno di alcune librerie, un ambiente in cui mi sento più a mio agio rispetto a un pub. Infine vorremmo tentare quella formula che proviene dai paesi nordici dell’Home Concert, quindi trovare qualcuno che mette a disposizione la sua casa e un pianoforte… e si fa un concerto. Pianoforte e voce, canto le mie canzoni e quelle di alcuni autori classici che mi piacciono, questa è una dimensione che mi piace molto…

Grazie Anna, Buona Musica!
Grazie a te. CIAO!

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