INTERVISTA | From Vienna to Buenos Aires il disco di Antoine Chaigne e Megi Cossart

From Vienna to Buenos Aires è il nuovo CD del duo Antoine Chaigne e Megi Cossart, rispettivamente chitarra e violino. Come dice il titolo del loro ultimo lavoro discografico si tratta di un viaggio musicale in 10 tappe che porta l’ascoltatore ad assaporare brani, a volte poco conosciuti, dal grande valore musicale. Li abbiamo intervistati

Benvenuto Antoine Chaigne, può raccontarci in breve qualcosa su di lei e sul suo percorso musicale?

Ho studiato al Conservatorio di Musica di Versailles dove ho ottenuto una medaglia vermeil in chitarra e un Primo Premio in musica da camera. Ho poi proseguito gli studi con Frédéric Ben Attar a Nancy e nella classe da concerto dell’Ecole Normale de Musique di Parigi sotto la supervisione di Rafael Andia. Da giovane concertista, ho quindi frequentato i corsi di perfezionamento di Arnaud Dumond e Abel Carlevaro. Suono regolarmente in Francia e all’estero come solista, in duetti (con chitarra, flauto o violino) o con trii o quartetti d’archi.

Il duo Chaigne-Cossart è nato nel 2020, cosa vi ha spinto a mettere insieme i vostri talenti?

Il nostro duo nasce nel 2020 con l’obiettivo di promuovere opere musicali originariamente scritte per violino e chitarra, poco conosciute pur avendo un chiaro valore musicale. Da qui poi cerchiamo di ampliare il nostro repertorio ad opere contemporanee proponendo concerti largamente ispirati a musica popolare e musica da tutto il mondo. Ci dedichiamo pure a trascrizioni di brani composti da noi stessi o da altri arrangiatori, andando così a rivisitare opere note (magari nate per altri strumenti musicali ndr) ma suonate con una tavolozza sonora innovativa.

Come è nato il progetto musicale di “From Vienna to Buenos Aires”?

Fin dagli albori del nostro duo, siamo stati particolarmente attratti dalla musica del Sud America, che fa un largo uso del violino e della chitarra, soprattutto nella musica argentina ispirata al tango. Abbiamo inserito alcuni di questi lavori nei nostri concerti scoprendo che sono molto apprezzati dal pubblico. Ho inoltre frequentato per tre anni l’Università della Musica di Vienna, dove ho acquisito sempre più familiarità con la musica di Mozart, Rebay e Strauss. Da lì è iniziato il nostro “viaggio musicale” tra Austria e Argentina, con una breve tappa nel Brasile di Villa-Lobos, compositore importante per tutti i chitarristi.

Ascolta il disco From Vienna to Buenos Aires di Antoine Chaigne e Megi Cossart

Come avete scelto le 10 tappe che da Vienna conducono l’ascoltatore a fare un viaggio fino a Buenos Aires?

Abbiamo voluto trovare un equilibrio tra opere conosciute (come il duo KV423 di Mozart) proposto però con una tavolozza di suoni innovativa, passando poi a musica ben scritta e tutta da scoprire (come le variazioni di Rebay) fino ad opere più recenti (come Triptico Porteno). Nel complesso, abbiamo inciso 5 brani per Vienna e 5 brani per il Sud America, e siamo rimasti soddisfatti di questo equilibrio.

“From Vienna to Buenos Aires” è un’opera bilanciata che vede trascrizioni di brani come il KV 423 di Mozart, originariamente scritto per Viola e Violino, in cui la chitarra di Antoine Chaigne prende il posto del violino fino alla Bachianas Brasileiras – Aria di Hector Villa-Lobos dove invece è il Violino di Megi Cossart a sostituirsi al soprano per interfacciarsi con la chitarra. Quanto è stato complesso realizzare queste trascrizioni?

Infatti, per la KV 423, ho esaminato la partitura originale per viola di Mozart, e mi sono reso conto che era possibile mantenere questa partitura originale così com’era, anche se alcune note dovevano essere trasposte di un’ottava. Devo dire però che la diteggiatura in alcuni punti è piuttosto impegnativa, ma è il prezzo da pagare per trasmettere l’intento del compositore.

La coppia Villa-Lobos, invece, è stata più facile da adattare. Non sono state apportate modifiche alla parte di chitarra. Abbiamo deciso, per chiarezza, di trattare la parte centrale come una sorta di cadenza suonata esclusivamente dalla chitarra, poiché avevamo la sensazione che il violino fosse un po’ troppo ridondante in questa parte.

State già lavorando a una nuova produzione o il duo Antoine Chaigne – Megi Cossart è impegnato a diffondere live questo progetto musicale?

Questo album è in realtà una sorta di “pietra miliare”: abbiamo suonato questo repertorio più volte in concerti, e la registrazione di questi brani può essere considerata una sorta di completamento. Abbiamo approfittato del fatto che avevamo davvero questa musica “nelle dita e nel cuore” per registrarla.

Ora introduciamo progressivamente nuove opere nel nostro repertorio: alcune di esse sono molto classiche (Paganini, Matiegka, Giuliani), ma esploriamo anche la world music dei Balcani, così come opere contemporanee e di ispirazione jazz.

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