Arrivano sulla scena rock gli Under Fire (with Fellow)

Da una costola dei “defunti” Gate Crash, grazie alla perseveranza di Fabrizio e Matteo e dall’arrivo di Alessio, nascono gli Under Fire (with Fellow).
«Ci siamo formati “ufficiosamente” – ci racconta Fabrizio – nel fienile di Geppo, batterista dei Giullari a Guarda Ferrarese ma il primo vero giorno da Under Fire è stato il 10 marzo 2011 e la nostra band ha sancito la propria unione di fronte a 5 birre e un enorme vassoio di patatine fritte in un pub di Rovigo».
Dopo vari avvicendamenti si è arrivati alla formazione odierna con Fabrizio Vindigni Ricca (voce e chitarra), Alessio Pomaro (basso e cori), Marco Gazzetta (batteria), Matteo Polelli (chitarra e cori). Ma vediamo ora di conoscerli un po’ meglio…

Ciao Under Fire, so che siete quasi in dirittura d’arrivo per la pubblicazione del vostro primo disco. Com’è andata, quanto manca?
Ehilà Silvia! La nostra prima esperienza insieme in sala è stata fantastica, sotto l’esperta guida di Ugo Bolzoni della NFRS Studio di Rovigo, in pochi giorni abbiamo completato la registrazione di tutte le tracce di “Sweet Silent Slavery” in versione DEMO. Questa DEMO anticipa, speriamo, un prossimo CD completo di tutti gli inediti, in cantiere per il prossimo anno.

Under Fire, il vostro nome significa “Sotto tiro”. Come mai questa scelta?
Viviamo in un periodo difficile e tanta gente è in difficoltà. Le nostre canzoni, spesso e volentieri, denunciano i poteri forti come artefici consapevoli di questi tempi duri, pertanto ci sentiamo tutti, ma proprio tutti, sotto tiro e abbiamo voglia di gridarlo forte a coloro che ci ascoltano.

Dalla vostra biografia ho visto che la compagine della band è stata abbastanza travagliata, molti cambiamenti in poco tempo, l’ultimo (il batterista) qualche mese fa. Questo sicuramente avrà influito nel vostro modo di suonare, nel vostro modo di fare musica.
I cambi di lineup hanno ritardato i nostri progetti. Vogliamo sottolineare però come tante volte, soprattutto nei casi del batterista e del cantante – sostituito in pianta stabile da Fabrizio che prima suonava solo la chitarra – siano dovute a cause di forza maggiore, aliene agli ottimi rapporti tra i componenti della band.
Ogni membro della nostra lineup ci ha sempre lasciato qualcosa.
Fabrizio è un cultore dell’hard rock di tutte le ere e non disdegna anche generi più pesanti. Alessio è un amante del classic Rock, Matteo ha portato le sue influenze alternative.
Niccolò, il penultimo componente alla batteria, e Marco, attuale batterista Underfire, quelle più metal e metalcore.
C’è stata effettivamente una grande commistione di generi e questo si riflette molto sui nostri inediti: passiamo da pezzi più classici/ballad come Coming Home fino a pezzi più aspri e strutturati come The Wind of July.

Il vostro rock si colloca tra l’Alternative Rock e l’Alternative Metal. Quali sono le vostre influenze musicali?
Moltissime. Tanti gruppi, famosi e meno, della scena hard and heavy hanno lasciato le proprie tracce nel nostro modo di scrivere.

Da un po’ avete iniziato a comporre e proporre brani vostri. Il pubblico apprezza? I vostri fan come hanno preso questa novità?
La nostra setlist live comprende brani nostri e qualche cover. A fine concerto i complimenti più presenti e entusiasti sono quelli per gli inediti.
Non ce lo aspettavamo tanto apprezzamento, è una soddisfazione indescrivibile.
Da quando abbiamo iniziato a cantare e suonare i nostri brani, riceviamo anche tante richieste di tracce, lyrics e samples che speriamo di soddisfare, tanto per iniziare, con la DEMO in prossima uscita.
Quando vai là fuori, sul palco, a suonare i tuoi inediti, ti metti completamente a disposizione del pubblico, a nudo, se così vogliamo dire, per cui essere apprezzati per la propria creatività musicale è impagabile: è il lato bello del fare musica propria.

Vi ho sentiti “live” a Lendinara (Ro) qualche giorno fa, e devo dire che il vostro rock non è un rock di quelli cosiddetti inascoltabili, ma un rock melodico che io lo definirei “alla portata di tutti”, quali difficoltà incontrate quando andate a proporvi nei locali?
Finora nessuna, i gestori sono stati sempre molto aperti e curiosi.
Ovviamente, ci premuriamo di precisare che, pur essendo musica dura e super-satura, operiamo anche una scelta melodica e armonica più vicina alla gente, lontana dai generi più chiusi e “core”.  Vogliamo proporre musica che abbia un certo tiro, che ti faccia venire voglia di saltare sui tavoli.
A noi piace così… in fondo, anche ai locali e al pubblico!

Nel vostro gruppo ci sono due (prima tre) componenti che di professione fanno i web designer. Una coincidenza o l’essere un “creativo” fa rima con rock?
Fabrizio e Alessio si conoscono da anni, al di là del lavoro simile. Alessio è stato il tramite che ha portato il precedente batterista Niccolò, l’altro web designer, nella band.
Essere creativi significa avere un flusso di idee che si necessita di comunicare a terze persone: che sia musica, pittura, arte o cucina, un creativo ha un bisogno viscerale di esprimersi.

Prima di lasciarci, raccontateci quali progetti avete in serbo per questo 2015.
Suonare. Suonare. Suonare e ancora suonare. Ovunque e il più possibile. Siamo solo all’inizio! Suoneremo il 23 maggio a Pontelongo, al Longbridge Festival, il 26 maggio al Piper di Lendinara, il 4 Giugno al Sunset Boulevard di Rovigo, il 12 giugno al Bakaro di Rovigo, il 21 giugno e il 29 agosto in Piazza del Calice a Fiesso Umbertiano e ancora il 26 giugno a Rovigo al Malgarì. E il programma è ancora in via di definizione: per essere sempre aggiornati bisogna, ma proprio bisogna, mettere un bel mi piace sulla nostra pagina facebook www.facebook.com/underfirewithfellow

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