INTERVISTA | ASAP: riscoprire la propria anima attraverso il cantautorato

Il cantautorato originale ed evocativo degli ASAP, ovvero Sara Padovani (voce) e Paolo Lazzarini (pianoforte e keyboards) conduce l’ascoltatore attraverso suggestioni sonore e letterarie d’altri tempi, proiettando la propria opera in un immaginifico Felliniano dai colori talvolta tenui, talvolta circensi, ma sempre nell’ottica della rinascita e della riscoperta. In questo spettro di suoni e parole, riconosciamo una sacralità nel porre il testo in correlazione alla musica che li ha portati, poche settimane fa, a classificarsi terzi al premio Lucio Dalla. Abbiamo incontrato gli ASAP e intervistati per Blog della Musica

Oggi Blog della Musica ospita gli ASAP, un duo dallo stile cantautoriale composto da Sara Padovani, voce, e Paolo Lazzarini, pianoforte. Benvenuti, ci raccontate un po’ di voi? Di come vi siete incontrati e di come è nato il duo ASAP?

Ci siamo incontrati al Teatro Ballarin di Lendinara ad un evento di presentazione della Rassegna Tra ville e Giardini 2019, ci siamo ascoltati a vicenda incuriositi nelle nostre rispettive esibizioni Paolo aveva presentato un repertorio bellissimo di brani anni 60 di cantautori italiani rivisitati mi aveva colpito molto il suo modo di riarrangiarle e di creare collegamenti fra i diversi brani.

Paolo Lazzarini, pianista e compositore, abbiamo ospitato più volte su Blog della Musica le tue pubblicazioni discografiche. Come ti sei avvicinato al mondo del cantautorato?

Sono sempre stato attratto da questo mondo. Ero affascinato dai testi ma anche dalle linee melodiche così vicine al mio mondo classico. Così ho iniziato a fare arrangiamenti per piano solo di brani cantautorali. Con Sara è nato spontaneamente il desiderio di cimentarsi inizialmente con l’interpretazione di questi brani e, un po’ alla volta, di realizzare direttamente, come AsAp, un nostro cantautorato originale.

Sara Padovani, cantante. Ho avuto modo di ascoltarti in passato in repertori molto diversi da quello cantautorale, cosa ha fatto cambiare il tuo percorso?

Il momento in cui ho capito che potevo fare altro è scattato sicuramente con la realizzazione del recital Lunasterio a cui abbiamo dato vita in occasione della presentazione della Rassegna Tra Ville e Giardini 2020. E’ stato un processo creativo talmente appagante e inaspettato che da allora per me è stato quasi un bisogno ricercare di ricrearlo. E da allora non ho più smesso e devo dire mi ci sento estremamente a mio agio. Mi riconosco come non mi sono mai riconosciuta in un preciso altro repertorio che ho affrontato come interprete.

Gli Asap: Paolo Lazzarini e Sara Padovani
Gli Asap: Paolo Lazzarini e Sara Padovani

Negli ultimi anni avete partecipato a diversi concorsi e avete sempre portato a casa ottimi risultati. L’ultimo in ordine di tempo è quello del Premio “Lucio Dalla” di Roma. Raccontateci un po’ la vostra avventura… Come è andata?

Tutte le esperienze vissute sono state immense e uniche. Io partirei dalla prima se posso. L’esperienza vissuta a Pescara infatti ci ha portato per la prima volta a sottoporci ad un giudizio di una giuria di esperti. Era la prima volta ma ci ha fortemente motivato. Capire che il brano “Dentro un Sogno” aveva delle caratteristiche interessanti per esperti discografici è stato un forte stimolo. Quando abbiamo partecipato a Humanity Music Festival ci siamo confrontati invece con la creazione di un brano che aveva un tema, un ispirazione precisa oltre a dover interpretare a modo nostro un brano di Lucio Dalla. L’ultima ci ha portato invece di fronte ad un mondo molto più variegato di cantautori. Eravamo una quarantina di artisti provenienti da tutta Italia. C’è una ricchezza infinita di espressioni che purtroppo non emerge. E questi concorsi danno una possibilità di ascolto che non c’è altrove.

Il brano con cui vi siete classificati terzi è “La Vela” per voce e pianoforte, scritto a quattro mani dagli ASAP. Potete parlarci di cosa narra e quale è stata la sua genesi?

La Vela è un incontro con un gabbiano che osserva l’umanità con un certo spirito critico. Lui ci guarda mentre spalanca le ali in un volo senza direzione precisa. Invece noi umani procediamo con passo incerto con la cravatta allacciata e un fare annoiato senza ammirare le stelle che Dio ci ha donato preoccupandoci solo del denaro incuranti che tutto questo ci porta alla fine di una vita vissuta senza senso. La genesi è stata una sorta di tuffo a capofitto. Non so neanche dirti quanto tempo ci abbiamo messo forse un giorno o due. Era dentro di noi.

Ascolta il brano “La Vela” degli AsAp

Partecipare ad un concorso con altri cantautori come è stato? C’è stata squadra con gli altri artisti o più individualismo?

E’ bellissimo condividere esperienze e sogni con altri cantautori. Nonostante fosse una competizione non c’è stata competizione. Eravamo tutti in ascolto attento e rispettoso e ci siamo sostenuti a vicenda. Ancora ci scriviamo ogni giorno.

La scelta di portare avanti un percorso come il vostro con solo voce e piano e brani anche non semplici per l’ascoltatore è di sicuro una scelta difficile. Secondo gli ASAP il mondo musicale di oggi è pronto per questo tipo di musica?

Non so se il mondo musicale è pronto per AsAp però le esperienze fatte ci hanno fatto sentire accolti e ascoltati. Noi però ci siamo che il mondo sia pronto o no. AsAp esiste con la sua musica.

Secondo gli ASAP il cantautore, specie in Italia, ha ancora un futuro?

Nell’ultima esperienza romana ci siamo resi conto dell’immensa quantità di autori e cantautori sommersi presenti in Italia. Brani molto belli, arrangiamenti interessanti e messaggi importanti che sembrano non avere spazio in questo mercato musicale. Eppure pensiamo che sia questo il presente ed il futuro della canzone d’autore, si tratta solo di dare ascolto e fiducia a chi sta lavorando per la cultura musicale in Italia.

So che avete altri brani inediti vostri, volete anticiparcene un altro? Raccontarci di cosa parla e di come è nato?

Potremmo parlarti de “Il mio nome”. Parla di una relazione finita. Di un mondo che finisce assieme a quell’amore. E’ un viaggio dentro di sé quando non ci sono più i confini di una relazione a definirci. Credo che ognuno di noi trovi identità nell’altro e chiudere una relazione sia essa d’amore o d’amicizia è vedere morire una parte di sé. E’ nata da un dolore che stavo provando da un momento profondo di crisi con un’amica. Attraverso quella canzone composta con Paolo sono riuscita a esprimere il vuoto che provavo.

Ci sarà la realizzazione di un disco? Potete svelarci qualcosa di esclusivo?

Stiamo lavorando ad un Ep e siamo molto eccitati. Contiamo di presentarlo all’inizio dell’estate in un evento particolare a cui stiamo lavorando. Un concerto live in una cornice molto suggestiva.

l vostro cammino musicale dove vi porterà nei prossimi mesi?

Saremo presenti con i nostri brani durante il festival di Sanremo in una vetrina organizzata dal patron del premio Lucio Dalla Maurizio Meli. Inoltre, con nostra grande gioia, verremo ospitati ed avremo l’opportunità di esibirci a Pesaro al prossimo concorso Humanity dedicato a Rino Gaetano.

Con la vostra musica c’è un messaggio particolare che volete arrivi a chi vi ascolta?

Ne abbiamo molti di messaggi ma forse il più importante per noi è quello di ascoltare il mondo che è pieno di meraviglia in mezzo a tutto questo rumore che ci distrae.

Social e Contatti

Tagged with: , ,