BAR-OCT: 12 brani per ottavino solo dal repertorio barocco arrangiati da Debora Rosti

DaVinci Editions pubblica BAR-OCT: 12 brani per ottavino solo dal repertorio barocco arrangiati da Debora Rosti: Braun, Blavet, Delusse, Pepusch, Quantz, Bodinus, Mahaut, Boismortier

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BAR-OCT: 12 brani per ottavino solo arrangiati da Debora Rosti

Eseguire musica barocca con l’ottavino potrebbe sembrare ardito a qualcuno, sicuramente non dettato dalla volontà di riscoperta o di filologia a tutti i costi. E’ anzi un approccio diverso che tende invece ad ampliare i limiti di uno strumento che storicamente ha avuto raramente parti di primo piano sia fuori che dentro le sale da concerto.

Con le parole dell’autrice BAR-OCT: 12 brani per ottavino solo dal repertorio barocco è una raccolta postmoderna atta ad un superamento delle strutture e degli stili tradizionali, il rifiuto delle forme di ordine imposte, un modo per comprendere in maniera più profonda come nessuna dea può poggiare stabilmente su un senso definitivo. Nella prefazione si cita anche una piccola frase tratta dall’epistolario beethoveniano che va a rafforzare proprio questo concetto:

“Credete che pensi ad un dannato violino, quando lo Spirito mi parla e scrivo ciò che mi detta?”

Un tentativo quindi di andare a percepire la musica, sia il farla che l’ascoltarla, col pensiero per a quello che è, ovvero musica pura.

Dalla prefazione della curatrice: “Nel 1854, un musicologo tedesco, Eduard Hanslick, pubblicava un testo davvero importante in tal senso, nel quale esponeva con coraggio la sua idea di Bello musicale. Fine della musica non è imitare i suoni della natura, per evocarne le immagini visive nella mente dell’ascoltatore, nemmeno è quello di suscitare sentimenti in chi ascolta, cosa che ovviamente accade, ma che non è lo scopo ultimo di quest’arte. Il fine ultimo della musica è invece qualcosa di assolutamente astratto. Il bello è pura forma, il suo unico scopo è se stesso. La musica è un arabesco, insieme di unità singole che costituiscono un tutto che nasce in continua autoformazione.”

Per l’autrice è quindi questo l’unico modo di valutare un brano, accettandone innanzitutto le forme costruite su minimi e delicati equilibri formali. Per fortuna l’emozione umana è ancora un elemento misterioso alla scienza e, aggiungeremmo, tale mistero dovrebbe rimanere tale per preservare la magia che, all’atto dell’ascolto, si crea, liberando la mente e le sue fantasie.

Info:
Ascolto youtube che mostra le potenzialità dello strumento: https://www.youtube.com/watch?v=6ykOWF9pmFw
Biografia della curatrice: https://davinci-edition.com/2016/10/03/debora-rosti-2/
Link generale: https://davinci-edition.com

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