Edoardo Bennato: Peter Pan, molto più di una favola

Siete davvero sicuri che l’autore de L’Isola che non c’è e Il Rock di Capitan Uncino abbia voluto solamente raccontare le vicende dei personaggi della celebre fiaba in musica? Per Ultimo e Bennato Peter Pan, il bambino che non voleva crescere è stato motivo di ispirazione per alcune delle più belle canzoni della musica italiana. Oggi vi sveliamo i retroscena e le curiosità del loro successo

Nel novembre del 2004 la celebre rivista musicale Rolling Stone pubblicò “La lista dei 500 migliori brani musicali secondo Rolling Stone”. Tra gli autori di queste famosissime canzoni, tutte esclusivamente anglofone, ci sono artisti che attraverso la propria musica hanno scritto la Storia raccontando emozioni e ispirando intere generazioni, realizzando opere incredibili quali Blowin’ in The Wind, Let it Be e Bohemian Rapsody.

Eppure, al di sotto di questo Olimpo musicale, ci sono artisti che, sebbene non abbiano avuto una carriera musicale spaziale come quella dei Beatles o di Elvis Presley, hanno scritto degli eterni capolavori, perseguendo l’unico vero obiettivo che la musica da sempre si prefigge: trasmettere un messaggio a chi li ascolta.

Non sono solo canzonette: l’inizio di tutto

Sono Solo Canzonette Bennato

Sono Solo Canzonette, il disco di Bennato

Era il 1980 quando un giovane artista napoletano, Edoardo Bennato, pubblicò il suo ultimo album Sono solo canzonette (che poi si rivelerà una delle produzioni più fortunate del cantautore) e nel lato B della cassetta inserisce alla traccia numero 1 una canzone destinata a restare indelebile nella memoria di intere generazioni: L’isola che non c’è.

Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritto fino al mattino
Poi la strada la trovi da te
Porta all’isola che non c’è
Forse questo ti sembrerà strano
Ma la ragione ti ha un po’ preso la mano
Ed ora sei quasi convinto che
Non può esistere un’isola che non c’è
E a pensarci, che pazzia
È una favola, è solo fantasia
E chi è saggio, chi è maturo lo sa
Non può esistere nella realtà
Son d’accordo con voi, non esiste una terra
Dove non ci son santi né eroi
E se non ci son ladri, se non c’è mai la guerra
Forse è proprio l’isola che non c’è, che non c’è
E non è un’invezione
E neanche un gioco di parole
Se ci credi ti basta, perché
Poi la strada la trovi da te
Son d’accordo con voi, niente ladri e gendarmi
Ma che razza di isola è?!
Niente odio e violenza, né soldati né armi
Forse è proprio l’isola che non c’è, che non c’è
Seconda stella a destra, questo è il cammino
E poi dritto fino al mattino
Non ti puoi sbagliare, perché
Quella è l’isola che non c’è
E ti prendono in giro se continui a cercarla
Ma non darti per vinto, perché
Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

Edoardo Bennato

Edoardo Bennato

Forse è ancora più pazzo di te

Dietro alla storia di Peter Pan: da Capitan Uncino a Wendy, le allegorie geniali di Bennato

Ispirandosi alla celebre favola scritta da James Matthew Barrie, Bennato volle trasmettere attraverso questo brano dei valori morali imprescindibili dell’essere umano quali la speranza, il coraggio e il desiderio sconfinato di sognare a cui mai bisogna sottrarsi poiché Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle/Forse è ancora più pazzo di te

Accompagnato dalla sua inseparabile armonica a bocca, il cantautore napoletano con grande maestria cucì su questa canzone leggendaria un arrangiamento perfetto, alternando all’arpeggio di chitarra un assolo di armonica da pelle d’oca.

Attraverso la figura di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere, Bennato volle forse ritrarre la personalità maledetta dell’artista, desideroso di sfuggire alla realtà ma allo stesso tempo condannato dalla cupa visione materialistica e disincantata della società. Un rimando forse all’Albatros del poeta ottocentesco Charles Baudelaire, il quale paragonava la figura del poeta a quella di un maestoso volatile il quale, purtroppo, non appena smette di volare, appare ridicolo e goffo e deriso dagli uomini. Allo stesso modo, anche nella canzone di Bennato l’artista viene più volte sbeffeggiato e scoraggiato: “È una favola, è solo fantasia/E chi è saggio, chi è maturo lo sa/Non può esistere nella realtà/E ti prendono in giro se continui a cercarla”.

Eppure, la vena artistica di Bennato non si limitò a raccontare la vicenda di Peter Pan solo dal punto di vista del protagonista, bensì realizzò altri incredibili pezzi quali Dopo il liceo che potevo far (ispirata al secondo di Capitan Uncino, Spugna), Nel covo dei pirati (dedicata a Wendy) e Il Rock di Capitan Uncino, scritta in onore dei pirati e del loro comandante, acerrimi nemici dei Bimbi Sperduti.

Ciurma questo silenzio cos’è?. 
Svegliaa tutti a rapporto da me
Spugnaa pendaglio da forca
possibile che nessuno si muove?!
ma sono o no il comandante 
di questa lurida nave? 
di questa lurida nave?
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah? 
e allora quando vi chiamo
lasciate tutto e correte
e fate presto perché
chi arriva tardi lo sbrano
Avanti chi mi dà
notizie di Peter Pan
lo voglio vivo però
quando l’acchiappo non sò
che cosa gli farò
Si prende gioco di me
e fa il gradasso perchè
quei branchi di mocciosi
lo stanno ad ascoltare
lo credono un eroe
Ma è solo un qualunquista
un esibizionista
di tutti i miei nemici
è il più pericoloso
è il primo della lista
Ma a voi vi sembra giusto
durante un duello
ha preso la mia mano
l’ha data in pasto a quel
dannato coccodrillo
Ma non la passa liscia
gliela farò pagare
con le mie stesse mani
anzi, col mio uncino
lo dovrò scannare!….
Eccolo in vista! è lui con tutta la banda
Meglioo che questa volta si arrenda
Non voglio prigionieri mi basta solo un ostaggio
…la ragione è dalla vostra parte ricordatevelo
Avanti all’arrembaggio Avanti all’arrembaggio
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah?
e allora avanti col coro
Cantate tutti con me e ripetete con me
gli slogan che vi ho insegnato
Veri pirati noi siam! Contro il sistema lottiam
Ci esercitiamo a scuola a far la faccia dura
per fare più paura Ma cosa c’è di male?
Ma cosa c’è di strano? Facciamo un gran casino
ma in fondo lavoriamo per Capitan Uncino
Io sono il professore della rivoluzione
della pirateria io sono la teoria
il faro illuminante
Ma lo capite o no? Ve lo rispiegherò
per scuotere la gente, non bastano i discorsi
ci vogliono le bombe
Io ero un benestante, non mi mancava niente
ma i soldi di papà, li spendo tutti qua
a combattere sul fronte
Chi si arruolerà! Un bel tatuaggio avrà!
ma da quel trampolino, io a chi non vuol firmare
lo sbatto giù nel mare
Si batte la fiacca eh?
io mi sacrifico per voi
e questo è il vostro ringraziamento?

In un ironico e divertente pezzo rock, Bennato ripropone il duello tra Peter Pan e il perfido Capitan Uncino dal punto di vista del pirata, il quale racconta tutte le proprie sventure: dalla mano in pasto al coccodrillo alla ciurma di imbranati come Spugna di cui è il capo. Senza ombra di dubbio, la parte più spassosa del brano è il coretto dei pirati che si alterna allo spaventoso monologo di Capitan Uncino: “Io sono il professore della rivoluzione/per scuotere la gente, non bastano i discorsi/ci vogliono le bombe”. Secondo alcuni, attraverso il pirata Bennato avrebbe voluto criticare i movimenti politici dell’epoca che non rinunciavano all’uso della violenza per consolidare il proprio potere sui cittadini. Il coro della ciurma, invece, è esplicitamente un’invettiva rivolta ai molti giovani del tempo che, privi di obiettivi e di incapaci di lottare per dei giusti valori, si arruolavano nei movimenti terroristici per diventare dei veri pirati e fare più paura.

Dopo Sono solo canzonette, Bennato riscosse un successo strepitoso che lo porterà a diventare il primo artista italiano a radunare più di 60 mila persone a San Siro e a riempire altri importanti stadi d’Italia. Le sue canzoni diventarono la colonna sonora del musical di Peter Pan, che ancora oggi è uno dei più amati dal pubblico italiano.

Ultimo: il desiderio di volare oltre la realtà

Peter Pan Ultimo, il disco

Peter Pan Ultimo, il disco

Eppure, oltre a Bennato, altri artisti si sono ispirati alla favola di Peter Pan per scrivere le loro opere. Ad esempio, il cantautore romano Ultimo, vincitore di Sanremo Giovani 2018, ha pubblicato il suo secondo disco, Peter Pan, da cui l’omonima canzone:

Ho di nuovo invertito le rotte
Il mondo corre ed io fermo distante
Sognatore di grandi promesse
Io ancora scappo dall’essere grande
Ho provato a nuotare tra gli altri e
Vivere il giorno tra impegni e ritardi
Avere un ruolo fra i tanti di tutti
Sentirmi parte di un gruppo
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Come Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Come Peter Pan
Mi sento appeso ad un filo lontano che
Che se lo seguo non so dove arrivo e
Ho chiesto al vento di essere bravo
Portarmi altrove per sentirmi vivo
Io provo a vivere quello che trovo
Ma poi, ma poi mi pento e ritorno di nuovo
In questo posto in cui volano stelle
E se alzi il braccio puoi prenderle tutte
Qui dove non potrò perdere il sogno perché
E’ troppo vero per essere distrutto
Io no, io non ci torno, ho giurato a fatica
Io resto qui fino alla prossima vita
Intanto volo e c’è un fiume qui sotto
Mi porta verso il tuo atteso ritorno
Ti segue e tu sei già pronta a volare
Ti prendo, siamo parte del mare
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Vuoi volare con me?
Come Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Come Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Peter Pan
Come Peter Pan

A differenza delle canzoni di Bennato, però, per Ultimo Peter Pan rappresenta la metafora più efficace per esprimere il suo immenso desiderio di libertà e la voglia di fuggire dalla realtà: Ho chiesto al vento di essere bravo/Portami altrove per sentirmi vivo. Inoltre, secondo l’artista, l’Isola che non c’è è un luogo nel quale i sogni si realizzano e, per rispondere a Bennato, non è una favola e nemmeno fantasia. Ciò che sogniamo, canta Ultimo, E’ troppo vero per essere distrutto.

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