Beppe Dettori e Raoul Moretti: Animas, il nuovo disco

Esce Animas il nuovo disco di Beppe Dettori e Raoul Moretti. Tante collaborazioni e quel giusto peso poetico tra classicismi e avanguardia: un viaggio dentro la distopia delle anime

due barche su un lago in copertina del disco di Beppe Dettori e Raoul Moretti: Animas

Beppe Dettori e Raoul Moretti, Animas

Animas è il nuovo disco per il duo Dettori e Moretti, due artisti lontani, anzi lontanissimi ma che trovano una quadra di incontro e dimostrano come ogni cosa che arrivi dall’uomo in fin dei conti sia una “cosa comune”.

L’anima è il vero quid di questo disco che mi avventurerei a definire un concept album dal titolo Animas … e proprio a conferma di quanto sia vera la vicinanza di tutte le anime di questa terra, queste nuove scritture sono piene di collaborazioni, amici e colleghi spesso distanzi anni luce l’uno dall’altro, come accade se penso ad un Fresu assieme a Mussida.

E poi il suono che cerca soluzioni distopiche senza mai privarsi di trasgressioni davvero interessanti in ambito elettronico arricchendo quasi ogni angolo di questo lavoro di momenti corali: il gioco portante della voce è un assoluto riferimento per tutto l’ascolto di questo disco che non capisco bene se provenire dalle antiche cattedrali del medioevo o da qualche galassia del futuro prossimo. E in mezzo c’è tantissimo altro e lo scopriamo dalle parole dei due artisti.

Come sempre noi ospitiamo i video ufficiali… e per questo disco manca un vero e proprio lavoro. Ecco iniziamo da qui: come mai manca e quando arriva (se è in programma)?
DETTORI – Si! È in programma e lo era anche prima… e prima ancora col precedente album in canto rituale omaggio a Maria Carta. Sinceramente, sembra inusuale oggi non munirsi e preoccuparsi del videoclip per promuovere il prodotto e beneficiare di un ulteriore forma di espressione che arricchirebbe di significato il brano. Ma un po’ perché registrare e realizzare il progetto audio non è stato facile. Il periodo di allontanamento forzato non ci ha aiutato in questo, né il blocco dei concerti, per noi fondamentale per gli investimenti nella promozione. Insomma, un po’ di ritardi sulla tabella di marcia ci hanno fatto slittare la lavorazione dei Videoclip, ma siamo fiduciosi e pazienti, tanto il tempo non esiste, no?

MORETTI – Siamo consapevoli che la società odierna oramai recepisce la musica tramite il canale preferenziale visivo, al di là di discorsi ampi che si possono fare al riguardo, non vogliamo sottovalutare questo aspetto che sviluppato professionalmente è ulteriore forma di arte, possiamo dire che il ritardo è un misto tra priorità data alla produzione musicale, lunga ed elaborata e che ha incontrato le difficoltà del periodo di limitazione di spostamenti ed incontri ed un contare su risorse da dosare sapientemente, stando la lunga inattività concertistica di questi mesi.  Stiamo iniziando ad adoperarci anche per la realizzazione

Animas… la sua vera traduzione? – Il popolo, le anime… tutte, senza tempi, etnie e geografie oppure vi riferite ad anime ben precise?
DETTORI – Anime… Sé profondo, l’IO interiore, l’essenza, la forza vitale che ci consente di provare emozioni, sognare e sperare. Certo si inizia da noi stessi, i nostri cari, gli amici, l’ambiente di lavoro e tutto ciò che permea la nostra vita. E poi gli incontri, gli intrecci e le Anime che si ritrovano per far partire un altro film, una nuova storia, apertura della vita, degli occhi…dell’anima.

La meraviglia e la bellezza della vita si fonda, per la mia esperienza, su incontri, se vogliamo inaspettati, con repentine aperture su situazioni sia spiacevoli che benedette. Iniziamo, quindi, da noi stessi proiettati per migliaia di variabili, esistenze e stati vitali. Io e Raoul siamo frutto di un incontro Casuale e Causale allo stesso tempo. I due mondi che si incrociano, materia e spirito, si guardano e si riconoscono…e inizia il fuoco. Si va verso tutte le Anime con cui si è in connessione e in contrasto, affrontando con coraggio la difficoltà.

MORETTI – Partendo dalle nostre, io e Beppe, in quanto artisti ed uomini che si incontrano con i personali percorsi artistici e di vita, iniziano un dialogo ed una riflessione. Anime che come tutti hanno affrontato questo periodo , hanno avuto modo di contemplarsi, di ascoltarsi e di elaborare. E se parli dell’uomo, parli alla fine di tutti attraversando tempi e geografie, come dici tu,  corsi e ricorsi.  La fine le paure, le fragilità, gli slanci, le speranze sono intrinseche  all’essere umano in ogni epoca e luogo

Enorme la varianza dentro questo ascolto. Dalle ballad appena più quotidiane a veri e propri esperimenti sonori. Se da una parte c’è “Sardus Pater” dall’altra ci metterei brani come “Cose dell’anima”… come ve la spiegate?
DETTORI – Siamo due musicisti con diverse storie ed esperienze nel mondo musicale, sin dalla fase di studio e apprendimento del proprio strumento, sia in modo classico che da strada. Il filo rosso che collega SARDUS PATER a COSE DELL’ANIMA, siamo noi col nostro vissuto. Dentro noi ci sono tutti quei mondi e stati d’animo, cosi diversi…così vicini e così lontani, So far away, so close. Non ci sono spiegazioni logiche. La musica e la sua bellezza sta nella linea melodica accomodante come nella decostruzione e deframmentazione della nota che produce rumore e fastidio.

MORETTI – Semplicemente con esprimere noi stessi, il nostro incontro che è fatto dei nostri relativi percorsi.   questo sound che ci siamo creati negli anni, nel gioco delle forme scombinandole, nel ponte tra culture, nel rapporto tra tradizione e sperimentazione rappresentano il mondo sonoro con cui ci raccontiamo.

Anche gli ospiti sono assai variopinti e variegati. Mi sono piaciuti questi aggettivi… strano vedere assieme i Cordas e Cannas e dall’altra Mussida o Van De Sfroos… davvero una lunga schiera di collaborazioni. Come le avete scelte?
DETTORI – È una fortuna immensa avere amici di cui si possa godere di stima reciproca e beneficiare della loro Arte e sapienza musicale. Tutti gli ospiti e tutti quelli che hanno lavorato sono arrivati in modo totalmente amichevole. L’unica clausola che abbiamo chiesto loro è stata di sentirsi liberi di esprimere la loro creatività nel modo che sentivano più vicino a loro stessi. Noi abbiamo solo scelto i brani e individuato l’interprete più congeniale. Quindi il senso di gratitudine nei loro confronti è profondamente Alto. Dagli ospiti principali, ai comprimari, ai tecnici e l’ufficio stampa, grafica e fotografia…e si spera anche regia e montaggio video :D:D:D. perciò, GRAZIE ai nostri amici.

MORETTI – Sono oltre che artisti anche amici con cui abbiamo condiviso esperienza in questi anni ed è stato incedibile come in maniera naturale ed appassionato abbiano abbracciato il progetto. Non avevamo questa idea già all’inizio, ma via via che le tracce assumevano la loro forma e completezza abbiamo iniziato a pensare a tante piccole gemme che potevano impreziosire il lavoro e quindi per ogni traccia abbiamo pensato all’artista che potesse esprimere questa idea. E così è fluito tutto molto naturale.

Dunque la musica italiana passa anche da queste derive, culture e tradizioni. Eppure in radio passa tutt’altro. Come vi rapportate alla scena indie contemporanea?
DETTORI – In radio passa più o meno la stessa musica mainstream con alcune frange e oasi di Alternative. Noi in che scaffale potremmo stare? Decisamente Alternative. Quindi nessuna chance di diventare star delle radio destinate alla morte, come diceva la canzone dei Buggles. E’ un fenomeno ormai fossilizzato che la musica “difficile” non ha spazio nelle radio o in tv. Il Jazz è diventato da musica da ballo, negli anni trenta, a fenomeno culturale nel corso degli anni con migliaia di appassionati non utilizzatori né di radio né di tv. Così per la classica e la lirica, la musica folk-etno, World Music e New Age e ahimè anche la canzone d’autore purtroppo. Quindi non c’è scampo di sentire in radio Dettori & Moretti, per dinamiche aziendali, verticali e orizzontali, diagonali e bisettrici di mercato che, guarda un po’, è morto comunque. Ma si continua inesorabilmente a usare quel mezzo, la radio, come metro di paragone con il valore di un prodotto. Una produzione pop fatta bene, veramente, o un promettente cantautore, oggi potrebbe passare inosservato o invisibile perché l’algoritmo che si è insediato nel nostro cervelletto rileva solo i Like e le visualizzazioni, continuando a stratificare le nostre orecchie di buon parmacotto.

MORETTI – Noi stiamo producendo la nostra musica per una urgenza artistica e di narrazione, nella dimensione live è quella in cui siamo abituati stare. Personalmente in etichette ho sempre fatto fatica starci, è musica e stop.  Poi certo siamo contenti se riusciamo a condividerla con più orecchie possibili, ma siamo anche consapevoli che la nostra musica difficilmente troverà spazio nelle principali radio.  Mi chiedi oggi dell’indie in Italia? E’ rimasta solo la parola, è diventato mainstream che ripercorre modelli e stereotipi. Quello che era indie qualche anno fa bisogna cercarlo da altre parti.

Animas è un disco di dolcissime fotografie fuori tempo, senza ragioni precise ma apolidi di spirito e di forma. Ed è forse questa la prima grande magia di Dettori e Moretti.

Ascolta il disco Animas di Dettori e Moretti su Spotify

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