INTERVISTA | Bonnie Li: il duo francese e il loro Plane Crash

Bonnie Li sono un duo francese con un bagaglio musicale fatto di esperienze che provengono da tutto il mondo. Noi li abbiamo intervistati e ci siamo fatti raccontare il loro nuovo album Plane Crash

Oggi ospitiamo su Blog della Musica i BONNIE LI: ciao e benvenuti. Per chi ancora non vi conosce, vi presentate in poche righe?
Ciao Blog della Musica! Grazie per ospitarci. Siamo un duo francese composto da Elia M e da me, siamo di base a Berlino e facciamo musica dark, trip-hop.
Bonnie Li nasce originariamente come progetto solista ma nel 2013 ho incontrato Elia a Parigi e abbiamo deciso di portare avanti questo pro-getto insieme. Da quel momento mi sento più libera di esprimermi sul palco, occupandomi di tutte le parti vocali (e anche dei loop), dei glitch con campionatore, mentre Elia si occupa dei beats e degli effetti.

Come vi siete avvicinati alla musica?
Crescendo in Cina, poi studiando a San Francisco e Montreal, sono sempre stata immersa in un mix di culture e sonorità. Sono sempre stata appassionata di Opera cinese, musica pop ma anche jazz, Blues e – più tardi – musica elettronica. Mi sono sempre sentita al sicuro, a mio agio nel chiasso delle città, quindi diventare una cantante e una beatmaker è stata una cosa naturale per me.

Per quanto riguarda Elia, ha iniziato a suonare la chitarra molto giovane, poi ha suonato in diverse band di noise rock ed ha approdato alla musica elettronica molto velocemente, dando vita alla propria label Sycomor e suonando live in tutta Europa.

Contaminazioni e ispirazioni: I BONNIE LI ascoltano molto la musica di….?
Crescendo ho ascoltato tanto i Portishead, Björk, Nina Simone, Radiohead… Oggi ascolto un po’ di tutto, dalla musica tradizionale messicana all’abstract Hip Hop, dalla chanson francese al punk. Anche le influenze di Elia sono piuttosto varie, dal gothic rock degli anni 80, all’industrial electronic, alla musica EBM, con band come gli Skinny Puppy, Bauhaus, Ministry

Plane Crash è il vostro nuovo album? Ce ne parlate?
Plane Crash è il mini album che abbiamo appena fatto uscire tramite la label Icons Creating Evil Art. E’un EP composto da 5 canzoni con un remix di Al’Tarba. Io compongo e scrivo i testi e, con Elia, lavoriamo agli arrangiamenti. Plane Crash è decisamente un disco di rottura rispetto a quanto ho fatto prima. E’ più dark, più intenso, più personale. Elia mi ha dato la profondità e la precisione nella produzione, cose che stavo cercando. Sono presenti vocalità ammalianti, solide linee di basso e beat, accompagnati da linee di piano malinconiche.

Parlateci ora dei testi dei brani di Plane Crash a chi si rivolgono? Che cosa ci raccontano?
Plane Crash suona come delle ninna nanne spezzate. 5 canzoni, 5 racconti che mi sarebbe piaciuto raccontare a me stessa da piccola per evitare di dare fiducia a persone false, doppiogiochiste, ingannatori. Plane Crash è la metafora della fine di una relazione, la morte dell’ingenuità che c’era in quello che un tempo eri, nella persona che scopre che la vita (o l’amore) è come un cocktail che ti rende ubriaco con l’amaro in bocca. Ma alla fine è tutto un problema di scelte che si compiono, e ora io preferisco bere cocktail più dolci 🙂
Racconta storie di persone che ho incontrato, a cui ho aperto il mio cuore e che qualche volta mi hanno profondamente ferito. Quando ami qualcuno ti sembra di volare, il sole splende sempre sopra le nuvole. Ma nel mio caso la caduta era inevitabile e il mio aereo è proprio andato a sbattere… per qualcosa di meglio però. Questi incontri infatti mi hanno aiutato a capire chi io fossi veramente e che cosa volevo nella vita.
Per esempio: Inizia con Mallory, una stripper abbandonata dalla vita che prima era stata una talentuosa pattinatrice sul ghiaccio e che io ho incontra-to in losco bar di Parigi.
We should go to sleep as the Birds are singing è invece una specie di moderno Cappuccetto Rosso nello stile di Bonnie Li. Il tutto si conclude con I want to run with the Wolves che è un ode alle donne, a tutte noi. Chiunque tu sia, in qualsiasi corpo tu sia nata, siamo tutte uguali e non falliremo: “I’ll be your King, you’ll be my Queens, I’ll be your Queen, you’ll be my Kings, we are women, we are the same, there’ll be no decadence for us women.”

Come è la situazione musicale in Francia? E cosa pensate della Musica Italiana?
Ci sono tante scene musicali differenti in Francia ma manca uno spazio per gli artisti indipendenti. La scena alternativa non è sufficientemente rappresentata. Per quanto riguarda la musica italiana, non la conosciamo abbastanza (non ancora!), a parte artisti come Loredana Berté o Franco Battiato che mi piacciono molto! E gli Emmecosta ovviamente, che fanno parte del roster dell’etichetta con cui usciamo anche noi, e abbiamo avuto il piacere di scoprire il remix di Mallory che hanno fatto per noi. Ci farebbe molto piacere scoprire più artisti italiani 😉

Prima di lasciarci, raccontateci quali progetti avete in serbo per i prossimi mesi.
Al momento stiamo lavorando al nostro album di debutto! Siamo nel bel mezzo della produzione e registrazione delle nuove canzoni. E’ un periodo molto stimolante ed emozionante per noi 😉
Parallelamente al lavoro in studio, stiamo cercando un’agenzia di booking per poter organizzare il nostro tour per il prossimo anno, dopo l’uscita del disco. 🙂

Grazie ai BONNIE LI per essere stati nostri ospiti. Buona Musica
E’ sempre un piacere! Grazie mille per averci ospitato. Vi auguriamo una buona settimana.

Info: https://www.facebook.com/bonnieliproject

Leave a Reply

10 + 12 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.