INTERVISTA | Bracco di Graci torna “Per la Gente”

Bracco Di Graci è tornato. Lo ha fatto con un nuovo singolo “Per la gente” che è una summa del suo mondo cantautorale. Perché Bracco Di Graci è uno di quei cantautori di razza di cui la musica ha bisogno. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con lui, ecco il suo racconto nella nostra intervista…

Eppure dopo la partecipazione di Bracco di Graci a due Sanremo (1992-1993) con due brani davvero belli e intensi (Datemi per favore e Guardia o ladro) di lui si perdono le tracce, anche se ha continuato a scrivere per altri. Bracco Di Graci ha lasciato le luci accecanti dello star system per tornare a vestire i panni di Domenico Di Graci e fare l’operaio.

È inevitabile, quindi, che la prima domanda sulle pagine del Blog della Musica a Bracco di Graci sia: cos’è successo in questi oltre 30 anni? Cosa ti ha allontanato dalla scena musicale e cosa ti ha fatto tornare? Sono tre domande, ma la curiosità è troppa.

Buongiorno e grazie per avermi descritto come un “cantautore di razza”, troppo buoni. Diciamo che dopo i miei ultimi due lavori un album dal titolo Sono Esaurito (1996) e un album dal titolo Lo Specchio (1998) ho capito che le cose nella musica stavano cambiando, non si poteva più dissentire, non si poteva più porsi degli interrogativi attraverso l’arte musicale.

Siccome non sono mai stato incline a nessun tipo di genuflessione ho preferito trovarmi un lavoro e cambiare percorso, non sono capace di adeguarmi al politicamente corretto e quando ho un pensiero lo voglio esprimere come penso sia giusto farlo, in più nutro rispetto per il pubblico e non sarei capace di scrivere cose nelle quali non credo solo per apparire. È evidente che quando percorri questa strada sei solo e quasi tutti prendono le distanze da te, non è mai stato un problema però, concordo con quel detto che dice “meglio soli che male accompagnati”.

A precedere l’attuale singolo è stato “L’uomo che vedi” rilasciato a inizio 2023. Chi è il Bracco di Graci che vediamo?

Bracco è sempre lo stesso e percorre lo stesso progetto, scrivo entro i miei limiti per sfogarmi e per cercare di accendere una luce dove c’è buio ma mai per sollazzare il cervello di chi si aspetta il tormentone del momento, non ho mai vissuto l’arte con questo principio. Credo che la musica sia il mezzo di comunicazione più potente che ci sia, ma credo anche che mai come in questo momento storico gli si manchi di rispetto con la tendenza a controllarla e fino a quando il denaro sarà l’unico Dio, rendendo ogni cosa un prodotto e quindi anche l’essere umano, che ignaro non sa di esserlo diventato, credo ci sarà poco spazio per un certo tipo di arte.

Nell’Uomo Che Vedi descrivo la sensazione che ci sia qualcuno che non ci voglia più e non credo di essere così lontano dalla realtà. È una canzone alla quale sono molto legato e credo che se la coscienza fosse il principio dominante in questo tempo, dovrebbe essere un brano che meriterebbe molta più attenzione di quella che probabilmente non gli viene data. Ringrazio comunque quelle diecimila persone o forse più che lo sono andate ad ascoltare perché questo mi fa capire che una parte di coscienza è ancora viva negli esseri umani e questo è di buon auspicio.

“Per la gente” racconta di una giornata tipo, qual è la giornata tipo di Bracco Di Graci?

Mi alzo alle sei e trenta del mattino e vado al lavoro, come molti del resto, poi la sera se non sono troppo stanco mi siedo al piano o imbraccio la chitarra passando un po’ di tempo con ciò che mi da la sensazione di sentirmi vivo.

Guarda il video di Bracco di Graci: Per la Gente

Qual è stata la molla che ti ha riportato a fare musica “mettendoci la faccia”?

Diciamo che devo ringraziare il produttore Giordano Mazzi è lui che mi ha spinto a tornare, devo dire che oggi è cambiato tutto e non credo in meglio. I ragazzi, non tutti ovviamente, ma una buona parte, sono a mio parere formattati e non si rendono conto che fanno il gioco di chi non gli vuole bene, invece di cercare la propria individualità cercano di essere come i modelli che gli vengono proposti. L’omologazione non è mai cosa buona dal mio punto di vista, così dopo tanti anni di silenzio ho colto la palla al balzo forse per lasciare una testimonianza di me stesso sui social. Il fatto di prendere coscienza che il tempo con i sacrifici fatti e quelli da fare non abbiano cambiato il mio modo di essere e di pensare, mi da soddisfazione.

È cambiato qualcosa dal tuo punto di vista nel panorama musicale dagli anni ’90 ad ora?

È cambiato tutto. Come dicevo, sembra ci sia un disegno incontrovertibile, l’effimero ha preso più importanza della sostanza. Artisti come Lucio Dalla, Rino Gaetano, Gaber, Fabrizio de André, Pierangelo Bertoli, forse oggi non avrebbero avuto spazio e lo trovo aberrante, la società quando questi giganti si esprimevano era dal mio punto di vista migliore.

La produzione delle tue ultime canzoni è opera di Giordano Mazzi, com’è stato lavorare con lui?

Lavorare con Giordano Mazzi è stata una delle cose più interessanti che mi sia mai capitata: è un professionista e cura il dettaglio come pochi, in più è anche una straordinaria persona, una rarità per i tempi che corrono.

Bracco “ma dove stiamo andando e verso cosa”?

“Per La Gente” è un brano che ho scritto proprio per la gente, quella umile, quella bistrattata, quella che produce pil. Anch’io sono uno di loro e chissà per quale motivo restiamo sempre agli ultimi posti nei pensieri di chi decide come tutto deve andare. Oggi non stiamo andando nella giusta direzione, personaggi che prendono quindicimila euro al mese si permettono di dire che nove euro l’ora sono troppi per chi lavora. Vivono totalmente staccati da ogni realtà corrente, considerando che siamo una colonia e gli ordini arrivano purtroppo da altre parti. Li inviterei ad interrogarsi sulla loro funzione e se ciò che percepiscono loro rispetto ai molteplici disservizi sono oneri giustificati.

Tre dischi assolutamente da ascoltare secondo Bracco di Graci?

Più che tre dischi direi tre artisti, forse quattro o cinque: Pierangelo Bertoli, Lucio Dalla, Franco Battiato, Gaber, Rino Gaetano, Pino Daniele, ecco ne ho citati sei.

Dopo essere tornato in sala di incisione il passo successivo sarebbe tornare ai live, che ne pensi?

Sarebbe bello ma è prematuro come dicevo, non ho spazio nelle radio. Dovendo lavorare solo sui social tutto si allunga. Molti non sanno nemmeno che sono presenti cose mie nuove, quindi cercherò di far crescere le mie pagine il più possibile e diluirò le uscite dei prossimi singoli nel tempo ma non abbandonerò questo progetto e ci volessero anche anni, un giorno forse risalirò su un palco, ma sono sincero, non posso oggi dire quando.

Tu hai vinto nel 1991 Castrocaro ottenendo così l’accesso a Sanremo se Amadeus ti chiamasse per tornare al Festival?

Non credo di essere nemmeno nei più lontani pensieri di Amadeus.

Grazie Bracco di Graci per essere stato nostro ospite su Blog della Musica

Grazie a voi Blog della Musica dell’intervista, ne sono onorato.

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