INTERVISTA | Dallo spazio arriva Brent Steed con il suo Jungleheart

Brent Steed davanti alle foglie di alberi

L’Ufo space rocker padovano Brent Steed ha pubblicato Jungleheart, Il nuovo Ep che vede, tra le altre, la partecipazione di Elisabetta Montino (voce) e Francesca Stella (flauto). Blog della Musica ha incontrato Brent per una intervista

Jungleheart è il tuo nuovo EP, che arriva quasi un anno dopo la pubblicazione del disco Hellybook. In questi mesi sono cambiate diverse cose nel tuo modo di produrre. Cosa c’è di diverso in questo nuovo lavoro rispetto al passato e da cosa è dipesa questa evoluzione artistica e professionale?
Essenzialmente con questo EP sono voluto uscire da una produzione un po’ da “garage” a cui ero legato da molto tempo per proporre la mia musica in modo completamente nuovo, questa volta avvalendomi dell’aiuto di altri musicisti. Questa nuova prospettiva mi ha permesso di sperimentare molto di più rispetto al passato e di provare soluzioni diverse per quanto riguarda gli arrangiamenti. Io rimango sempre come una sorta di “regista” dietro le quinte mentre la mia musica la suonano persone davvero eccezionali sotto il profilo artistico e tecnico.

Una cosa che salta subito all’occhio e all’orecchio sono le molte collaborazioni presenti in Jungleheart. Dalla voce di Elisabetta Montino al flauto di Francesca Stella, tanto per citarne alcune. Come hai scelto con chi lavorare e come ti sei trovato con questi artisti?
Ho scelto Elisabetta Montino perché il brano 24 la coinvolgeva personalmente, infatti è dedicato ad un ragazzo che entrambi conoscevamo. Oltre a questo ci lega un’ottima amicizia e lei è una grande cantante quindi davvero non potevo chiedere di meglio!

Prima di entrare in sala di registrazione ci siamo trovati io e lei un paio di volte giusto per decidere chi cantasse cosa e per creare le doppie voci, ma poi quando ci siamo ritrovati in studio alcune parti sono emerse seguendo l’onda emotiva del momento. Mi piace davvero lavorare con Elisabetta, credo sia una grande professionista.

Francesca Stella l’ho conosciuta la scorsa estate proprio alla Fontana dell’Arsenale di Verona dove è stata scattata la foto di copertina del disco. In quel periodo la parte strumentale di 24 era stata completata ma io stavo cercando qualcosa da aggiungere che fosse non convenzionale. Mi ha detto che suonava il flauto traverso e io ho pensato si trattasse del suono che stavo cercando! Poi Francesca è davvero brava in studio, molto precisa. Mi sono trovato bene.

Silvya è una batterista e percussionista con una grande energia e un grande cuore, e questo lo si percepisce chiaramente quando suona.

Le parti di batteria di Get Your Price Down erano già state registrate da Eric Kostas, ma lei ha dato un apporto fondamentale aggiungendo quello che serviva per dare un bel groove al pezzo .

24 è il brano scelto come singolo, nel quale duetti proprio con Elisabetta Montino. Perché hai scelto questo brano come il più rappresentativo di tutto l’EP?
Sinceramente perché ritengo sia quello meglio riuscito di tutto l’EP e lo sintetizza anche bene: è orecchiabile ma sfugge alla prevedibilità. E’ cupo ed è composto da stili diversi.

Guarda il video di 24

Ascoltando la tua musica, ma anche guardando il tuo immaginario visivo, si capisce subito che sei fortemente influenzato da diversi generi musicali. L’hard rock, il glam, ma anche il goth e il dark. Tutti generi che si sono sviluppati tra gli anni 80 e 90, che misceli tra loro ottenendo un tuo stile decisamente personale. Quali sono gli artisti dai quali ti senti più ispirato?
Hai detto bene! Beh, sicuramente c’è molto Billy Idol in quello che faccio. Poi Guns N’ Roses, Him, ma anche Prince e molti altri che si sono alternati tra gli anni ’80 e ’90 come dici tu.. in effetti penso che quando crei musica, anche se ascolti generi diversi e a volte distanti tra loro, tutto riesce comunque a trovare spazio e a confluire in un qualcosa di unico e originale e questo crea il tuo stile.

Jungleheart è il tuo presente. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di Brent Steed? Stai già lavorando a nuovi brani, o magari a un tour?
Un tour sarebbe un sogno… per ora mi vivo il momento e la promozione del disco, anche se sto già pensando al prossimo disco: ci saranno diverse collaborazioni che sto valutando e più sperimentazioni. Insomma ci saranno tanti ingredienti diversi, ma sarà sempre Brent Steed, ovviamente!

Concludo con un saluto a tutti i lettori di Blog Della Musica e, detto da uno che ha un alieno come logo… grazie dello spazio!

Info: https://www.facebook.com/brentsteedofficial

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