Bud Spencer Blues Explosion

Se non fosse una frase abusata inizierei affermando che sabato scorso ho visto il futuro del rock italiano. Dato che di abuso si tratta, ma non di esagerazione, dico semplicemente che ho visto i BUD SPENCER BLUES EXPLOSION dal vivo. Una serata happening, in compagnia dei POST CSI, che chi ha avuto la ventura di vivere ricorderà a lungo. Vale la pena di ripercorrere le gesta di questo combo formatosi a Roma nel 2007, composto da Adriano Viterbini, chitarra e voce, e Cesare Petulicchio, batteria. La scelta del nome della band presenta due evidenti riferimenti: il primo all’attore Bud Spencer, il secondo al gruppo punk blues Jon Spencer Blues Explosion. In entrambi i casi diamo per scontata la conoscenza.

Le loro capacità tecniche sono decisamente fuori dal comune. Un drumming portentoso come quello di Cesare e una chitarra ed una voce virtuose come quelle di Adriano sono tutto ciò che serve per generare una micidiale macchina da guerra.

Nella primavera dello stesso anno viene pubblicato il loro primo album, interamente autoprodotto, Happy. È questo un primo esperimento, dal quale appaiono già evidenti le intenzioni dei due. Punk e blues, psichedelia e grunge, tutto mixato, tutto centrifugato, tutto reso al massimo delle potenzialità. i fans iniziano a moltiplicarsi, soprattutto nell’area romana, grazie a un’intensa attività live che intensa. Arrivano i primi riconoscimenti su scala nazionale: finalisti all’Heineken Jammin’ Contest 2007, si esibiscono all’Heineken Jammin’ Festival di Mestre, aggiudicandosi il premio come miglior band, che consente loro di guadagnarsi la partecipazione all’Open’er Festival in Polonia, la prima tappa europea. I due ragazzi ora ci credono, ma sono ben consci che per raggiungere risultati importanti occorre lavorare duro, quindi continuano a suonare, ovunque, senza tregua.

Nell’anno successivo, il 2008, si dedicano ad esibizioni live nei club di tutta Italia e a comporre le canzoni che troveranno posto nel loro secondo album, BSBE, edito dalla Yorpikus, distribuito prima online e poi nei negozi a partire da luglio 2009, aggiungendo le due tracce registrate al concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni. In quell’occasione, che li ha fatti conoscere al grande pubblico, si resero protagonisti di uno dei set più infuocati della giornata. Partono per un tour americano, molto formativo e, soprattutto, molto apprezzato.

Nel 2010 sono ancora a Piazza san Giovanni, quindi si esibiscono a Italia Wave, al Mi Ami ed al Woodstock 5 Stelle, a Cesena trasmesso dal canale digitale Play.me, che proprio con questa diretta aprì la neonata emittente. Il nuovo album viene registrato a Milano e contiene la cover degli LCD SOUNDSYSTEM Daft Punk is playing in my house. Alla voce il cantante e dj italiano Alessio Bertallot, al basso Saturnino Celani, compositore e storica spalla (sarebbe meglio dire fondamenta) di Jovanotti. Registrano insieme anche il brano Io sono il Terribile, inserito in Romanzo criminale – Il CD.

Instancabili, nel marzo 2011 sono in concerto al Circolo degli Artisti di Roma, dove vengono registrate più session ed alcune di queste esso vengono inserite nell’EP live Fuoco lento. Tale live contiene anche alcune cover, come Voodoo Child di Jimi Hendrix e Killing In The Name dei Rage Against the Machine.

Nel novembre 2011 esce Do It (acronimo di Dio odia i tristi) da cui è tratto il singolo Cerco il tuo soffio.

L’anno successivo pubblicano il DVD live in studio DO IT YOURSELF – Nel Giorno Del Signore. Hanno anche il tempo di collaborare con Marina Rei al brano Mani sporche, contenuto nell’album La conseguenza naturale dell’errore. Partecipano inoltre al brano Presto del cantautore Pacifico insieme a Frankie HI-NRG MC, inserito nell’album Una voce non basta.

Il gruppo ritorna nel 2014 con il singolo Duel, la cui B-side è una cover del brano Altitude di Chris Whitley e con l’album BSB3.

Vista la prolifica attività live non dovreste avere particolari difficoltà a beccarli in concerto. Da non perdere, la soddisfazione è assicurata. Nel frattempo date un’occhiata al tubo e, come diceva la grande Sofia, accattatev’lli. Anche in questo caso, soddisfatti o rimborsati. Altrimenti? Altrimenti ci arrabbiamo, come diceva il loro nume tutelare.

Vittorio

 https://www.youtube.com/watch?v=H79JFU6kyOY