Casablanca: esordio tra passato e futuro

I Casablanca si raccontano al Blog della Musica: dal rock internazionale a quello emozionale…

Si parte dagli anni del rock internazionale, quello randagio di emozioni e quello privo di educazione. Si passa per i grandi palchi, quelli di woodstock e comunque di gran lena si attraversano tutte le generazioni di musica e di adolescenti fino ad arrivare in Italia con le prime mode digitali. Tutto questo in 11 inediti e sotto un titolo omonimo ai 4 musicisti di carriera capitanati da Max Zanotti. Ecco il disco con cui fa l’esordio il progetto CASABLANCA trainato dal video Gelido che vi abbiamo già presentato. Il bel pop aggressivo e tinteggiato di rock e di fascino, tutto italiano, tra liriche ammiccanti e melodie da dover ricordare dal primo ascolto. E poi il suono, fin troppo digitale per essere vecchio, fin troppo suonato con rabbia per essere “leggero”. L’intervista ai CASABLANCA per il Blog Della Musica

Casablanca: 4 musicisti di grandi carriere. Cosa vi ha spinto a condividere ad unirvi sotto lo stesso progetto?
La stessa voglia di fare un progetto con caratteristiche ben precise, l’album credo che le esprima tutte.

Chi e che cosa ha ispirato la scrittura di questi 11 brani? Idee tutte nuove per l’occasione o anche vecchi appunti che avete sottratto a progetti paralleli?
La parola tradimento fa da collante per tutte le tracce, tradimento verso l’amore, verso ideali, verso convinzioni , verso conquiste che sono state fatte a livello civile e storico. E’ normale che poi questa parola la si ritrovi più spesso nelle relazioni tra individui. Tutto il disco e’ stato scritto in ottica Casablanca. Fortunatamente la vena creativa ci da ancora materiale nuovo.

Elettronica e suoni digitali: nella vostra produzione quanto hanno determinato il carattere di tutto il lavoro?
Quasi zero, di digitale non c’è quasi nulla e di elettronica tanto meno… i synth che abbiamo inserito, per la verità pochi,sono tutti analogici. Non sapremmo ritrovare lo stesso suono…ahahaha

Il vostro sound ci riporta agli anni ’70 e ’90. Dai primi soprattutto cosa sentite di aver preso e riportato in vita?
Abbiamo vissuto di riflesso gli anni 70 negli anni 90…fermento musicale, voglia di suonare, di non farsi condizionare dai media che oggi hanno fagocitato musica e radio, chitarre, amplificatori e sala prove… il resto si fotta pure… questo è il leitmotiv di tutto.

Casablanca è stato un esperimento oppure una conquista? In altre parole, ci sarà un futuro discografico oltre che live?
Ce lo auguriamo, non è un esperimento, le idee erano troppo chiare. Ci piace la parola conquista, sa di sudore.

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