INTERVISTA | Christian Frosio: “Mille direzioni” per perdersi dentro…

Ma che bell’ascolto di gustoso pop d’autore che troviamo dentro il primo grande disco di Christian Frosio dal titolo Mille direzioni. Lo abbiamo intervistato per Blog della Musica

Un titolo, quello del disco di Christian Frosio, che di suo ci apre verso un lungo scenario di personale devozione al viaggio, che sia estetico che sia introspettivo. E questo suono che richiama alla mente (anzi quasi pretende all’orecchio) le belle orchestrazioni “sanremesi” è un morbido tratteggiare a pastello degli scorci lontani dove soltanto una delicata sensibilità artista sa arrivare.

Christian Frosio, che ci regala anche il video ufficiale del quarto singolo estratto che è Distante, dimostra tutto questo anche nella scelta e nella scrittura delle immagini… tutta farina di un sacco che ricerca nella tradizione del pop italiano una chiave di lettura poetica per dare musica a questa vita.

Un nuovo video per questo disco che la critica sta apprezzando molto. Sei felice? Come lo stai vivendo il raccolto?
Lo sto vivendo con serenità, perchè in ogni apprezzamento vedo un riconoscimento a tutto il lavoro svolto e alla passione che ho messo nella realizzazione del disco. Ci sono voluti due anni di lavorazione per raggiungere un livello di cui vado molto fiero. Sai al disco d’esordio è facile incappare in errori e ho cercato di farmi trovare pronto. Parlo più che altro dell’aspetto di arrangiamento e di produzione del disco a livello del suono, al di là della scrittura delle canzoni..

Sempre moltissima aria, grandi paesaggi e dettagli precisi nei tuoi video. Anche qui la firma è tua. Cosa ricerchi in ogni video? Come la vivi questa fase della produzione?
Innanzitutto devo ringraziare Alice Bulloni che ha curato le riprese e il montaggio e che ha partecipato insieme a me alla direzione del video.
Nei video quello che cerco di esprimere è il messaggio simbolico che appartiene alla musica, strettamente legato all’aspetto emozionale del brano, evitando quindi di essere didascalico rispetto al testo che parla già di per sé. Il video vuole essere un viaggio immaginifico ed emozionale che va a braccetto con la canzone. I paesaggi sono ciò che mi circonda ogni giorno, i luoghi dove vivo, le valli bergamasche. L’ampiezza dei paesaggi si lega alla voglia di lasciare il giusto spazio all’immaginazione, un valore profondo contenuto nelle mie canzoni. Per la fase produttiva, è molto stimolante a livello di scrittura, ideazione e durante il lavoro di riprese. Più difficile la parte organizzativa (contattare le persone, cercare le location etc..) che comunque è una parte fondamentale per poter raggiungere il risultato prefissato.

“Mille direzioni”: questo titolo e il suono molto “orchestrale” del tuo pop d’autore mi lascia inevitabilmente pensare agli spazi aperti. Non è così?
È una musica che cerca ariosità e che vuole essere orchestrale in funzione della dinamica dei brani, un aspetto su cui ho lavorato molto attraverso un gioco di aggiunte e variazioni negli arrangiamenti. La dinamica è ciò che si lega all’intensità del trasporto. Anche i testi cercano la loro ariosità, lasciando spazi di apertura di significati.

Eppure questo disco ha anche momenti “angusti” melodicamente parlando, di pochi spazi ma comunque di arredi piccoli e interessanti. Un brano come “La nostra casa” ad esempio… cosa cercavi in quella scrittura?
Credo, se ho compreso bene quello che dici, che questo derivi dal fatto che costruisco le mie melodie a partire dall’elemento armonico, andando ad evidenziarne gli aspetti e giocando quindi intorno ad alcune note “particolari”.
Per la “La Nostra Casa” questo aspetto forse è più evidente. Quello che cercavo, inconsciamente, era una dimensione di sospensione appartenente al sogno che nel caso di questa canzone significava per me rifugio e salvezza. E questo aspetto di sospensione, nel linguaggio musicale è comunicato dall’aspetto armonico.

Posso dirti che la copertina di questo disco somiglia poco al suono che custodisce il cd? Come la vedi?
Mi fanno piacere le tue parole. Ti posso dire che con la copertina ho cercato di raccontare l’estetica che si cela dietro le canzoni, e quello che sono io, più che il suono del disco che forse richiamava qualcosa di luminoso, un po’ come il sole che filtra spesso tra le immagini dei miei video. Quindi in questo senso do ragione alla tua sensibilità.
Così, parlando di me, con l’armonia dei colori complementari arancio e blu ho voluto esprimere la convivenza dei contrasti; con il cuore un donarsi e con le sue ramificazioni un’unione tra il vissuto di solitudine e quello esperenziale di relazione su cui si fonda la scrittura delle canzoni.

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