Perché la Christian Music in Italia non decolla?

La christian music in Italia sta iniziando adesso a muovere i suoi primi passi. Mentre all’estero la musica cristiana si è ritagliata grandi spazi tra il pubblico, in italia la musica cristiana stenta a decollare… quali potrebbero esserne le cause? Proviamo a scoprirle insieme

Abbiamo già parlato di Christian Music in questo Blog. E ancora ne parleremo perchè è un genere musicale che ha molte cose da dire. E poi è il genere musicale che, citando Michele Pavanello cantante di christian music in Italia, mi ha “sconvolto la vita”. Quando scopri questa musica, specie se sei un credente, rimani folgorato, perché gli artisti suonano e cantano testi in cui ritornellano messaggi cristiani in cui credi e ti riconosci e non ti senti più solo.

Nell’articolo Christian Music, questa sconosciuta abbiamo parlato del fatto che in Italia questo tipo di musica è ancora poco diffuso, anche se in questi ultimi anni sto notando un certo movimento da parte dei giovani. Adesso cercheremo di vedere, analizzando l’attuale situazione, il perchè la Christian Music in Italia non riesce a spiccare il volo.

Christian Music e Musica Liturgica: le differenze

La Christian Music solitamente si identifica con gli Evangelici più che con i Cattolici, e mentre per gli Evangelici la musica più è coinvolgente meglio è, per i cattolici non è così perché durante i riti liturgici abbisognano di un tipo di musica diversa che deve corrispondere a canoni e regole imposte dalla Santa Sede (e scritte decine di anni fa).

Intanto per iniziare i testi dei canti devono essere liturgici. Ma cosa significa esattamente? Non basta citare un salmo o parlare di Dio? No. Il testo deve parlare “con” Dio, deve contenere delle verità di fede e deve essere preferibilmente al plurale per non dimenticarci che siamo una comunità e non singole persone, e soprattutto la forma deve adattarsi alle varie parti della celebrazione. Un brano per l’inizio dovrà invitare le persone a disporsi all’ascolto, un brano Eucaristico invece dovrà essere Cristocentrico. Mentre le parti fisse della Liturgia che possono essere cantate devono rispettare il testo originale (quello recitato per capirci) senza variazioni di sorta. In una celebrazione quando si canta o si suona non bisogna mai dimenticare che noi “siamo a servizio del rito e dobbiamo esprimere la fede della Comunità, non la nostra”.

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La musica che accompagna i canti poi deve essere suonata in modo adeguato. Senza troppi fronzoli o strumentazioni complesse (no batterie, chitarre elettriche, ecc…) anche se secondo me qualche piccola deroga ogni tanto possiamo concedercela magari in una liturgia particolare, sempre con le dovute accortezze e che non diventi però un’abitudine. Insomma mettiamoci un po’ di buon senso e sono certa che non succederà nessuno scandalo.

Ecco quindi che un cattolico che vuol fare della christian music, musica cristiana, intesa come musica religiosa (non liturgica) non potrà farla durante le celebrazioni come fanno gli Evangelici, ad esempio, ma è costretto a ricavarsi degli spazi al di fuori di esse. E questo forse è uno dei motivi che fanno sì che la christian music in Italia non decolli. Insomma i musicisti di stampo cattolico per essere bravi dovrebbero saper comporre in due modi: per la liturgia e per la catechesi o evangelizzazione. Poi c’è da dire che il cattolico, a differenza di altre religioni, difficilmente secondo me si mette in macchina ad ascoltare un cd di christian music perché si vergogna a farsi vedere in giro che ascolta brani religiosi… E invece la christian music dovrebbe diventare una musica di fede che mette al centro non Dio, ma la relazione tra l’uomo e Dio, insomma l’esperienza personale di fede. La musica cristiana può essere ascoltata da tutti e chiunque in essa vi può trovare conforto o ispirazione. Ed è qui che la Christian Music ha tutta la sua potenzialità, da noi, in Italia, ancora inesplorata.

Per sopperire a questa mancanza, nelle chiese purtroppo si vede e si sente di tutto: dalle canzoni di Vasco con i testi cambiati e diventati religiosi, da complessi in chiesa (chitarra, basso, batteria, tastiere, ecc) quando in realtà non sarebbe permesso, dall’uso di basi musicali, all’uso di tastiere programmate con arrangiamenti alquanto tristi al mitico Padre Nostro su melodia di The Sound of Silence di Simon & Garfunkel, tanto amato da alcuni quanto odiato da tanti altri (me compresa).

Quindi perché la Christian Music in Italia non decolla?

La Chiesa Cattolica dovrebbe secondo il mio parere dare la possibilità ai giovani di creare più eventi musicali al di fuori delle celebrazioni liturgiche in modo che essi possano dare il giusto sfogo alla loro voglia di rock o di pop pur rimandendo nell’ambito della religiosità e spiegando il perché a Messa certe cose non si possono suonare. Invece molto spesso i ragazzi che animano le liturgie si sentono rispondere solo dei “no” alle loro proposte musicali, ma senza motivazioni precise.

Giovani, però, se volete che qualcosa cambi all’interno della Chiesa, non siate passivi, ma propositivi. Siate voi i primi a tentare di creare eventi e concerti di christian music o a capire quali possono essere le celebrazioni dove poter inserire un brano di musica cristiana. Io sono straconvinta che la christian music in Italia possa avvicinare moltissimi giovani (ma non solo) alla chiesa e, se questi giovani sono ben preparati musicalmente, non sentiranno più la mancanza del rock durante le celebrazioni perchè in ogni caso hanno a disposizione altri momenti in cui dedicarsi ad esso e sono certa che rivaluteranno e comprenderanno meglio il modo di suonare tradizionale. Come è successo a me.

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