Senza palco, senza sfogo: Finiremotuttiafarcimale il disco più viscerale dei COLLA rischia di perdersi
I COLLA tornano con il disco Finiremotuttiafarcimale che è, prima di tutto, un impatto fisico: ruvido, viscerale, quasi scomodo da attraversare fino in fondo. Non cerca levigature né compromessi, anzi sembra voler restare volutamente spigoloso, come se ogni traccia fosse registrata con ancora addosso l’attrito del momento in cui è stata scritta.
Musicalmente, l’album insiste su chitarre abrasive e ritmiche tese, con strutture che raramente concedono respiro. È un suono che vive di urgenza e pressione, più che di apertura: tutto è compresso, trattenuto, pronto a esplodere ma senza mai davvero farlo del tutto. Ed è proprio questa tensione costante a renderlo così riconoscibile.
Ascolta il disco Finiremotuttiafarcimale
I testi seguono la stessa linea: diretti, senza filtri, attraversati da una rabbia che non è mai sterile ma sempre radicata in qualcosa di reale. I COLLA raccontano un disagio che non ha bisogno di essere spiegato, perché si percepisce in ogni parola, in ogni scelta sonora.
Eppure, proprio qui sta anche il limite più evidente del disco. Un lavoro così fisico, così legato all’impatto immediato e alla dimensione corporea del suono, rischia di perdere parte della sua forza se resta confinato all’ascolto in cuffia. Senza un tour, senza un contesto live che amplifichi questa energia e la renda condivisa, molte di queste canzoni rischiano di rimanere sospese, come se mancasse loro un pezzo fondamentale.
Perché questo Finiremotuttiafarcimale è un disco che sembra fatto per essere sudato, urlato, vissuto sotto palco. E senza quell’occasione, senza la possibilità di vedere i COLLA trasformare queste tracce in qualcosa di ancora più immediato e collettivo, il rischio è che un lavoro così intenso finisca per scivolare via più in fretta di quanto meriterebbe.
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