INTERVISTA | Il Collettivo Ginsberg: analogicamente ispirati

Analogicamente ispirati: direi che questo nuovo disco del Collettivo Ginsberg ci piace e non poco. Si intitola Tropico e di riferimenti ce ne sono già tanti… Ecco l’intervista al Blog della Musica

…E condotti per mano lungo l’ascolto di questi 10 inediti ci si può certamente divertire a rintracciare riferimenti e sensazioni, impressioni di un gusto notevole e qualcosa di già sentito che però ha tutta l’aria di avere forza e personalità proprie. Il Collettivo Ginsberg mescola le sue carte e fa di un giro di mambo la regina di un disco di bella canzone d’autore… e non è di certo il mambo l’unico protagonista della giornata.

Mambo, indie, jazz, swing… e poi cos’altro ancora? Oppure cosa secondo voi è sbagliato dei generi indicati?
“Nulla è giusto e nulla è sbagliato”, così mi autocito e mi sento realizzato! Scherzi a parte, realmente, è tutto molto semplice, facciamo quel diavolo che ci pare con la nostra musica, senza distizione di genere, ci sentiamo assolutamente liberi artisticamente di potercela spassare passando da un ponte ad un altro, saltare qua e là. Molto probabilmente il prossimo disco sarà composto per un’orchestra classica di 46 elementi, o per quattro calcolatori digitali, un po’ di elettronica … nella vita non si sa mai dove si va a finire!
Credo che abbiamo musicalmente poco a che fare con il classic rock, l’indie, l’alternative, se non per l’approccio, in questo momento mi sento (e sento la band) molto più vicina ad un concetto di world music, però – ripeto – chissà in futuro, nel disco scorso di world music ce n’era ben poca! Chiaramente non tutto ci riesce alla perfezione, ma cerchiamo sempre – e prima di ogni altra cosa – di mettere del nostro quando suoniamo il mambo, uno swing, del punk ecc.
Non m’interessa la gloria terrena (cioè, non è che se arriva non le apro! Intendiamoci!), come compositore e musicista (la parola artista mi sembra sempre troppo abusata oggigiorno, uno caga in un pentolino in mezzo ad una stanza ed è un artista, mah) vorrei lasciare ai posteri dei bei dischi, sinceri, che esprimano l’urgenza creativa del momento, dischi che raccontino il percorso artistico di un singolo, di una band, di un collettivo di musicisti che si prestano per un progetto. Questo è.

Citiamo la produzione: è davvero un disco tutto analogico?
Il disco è stato registrato nell’estate 2015 presso L’Amor Mio Non Muore – Sala d’Incisione, lo studio full analog che Alberto Bazzoli (tastiere) e Roberto Villa (sax in Tropico) ed io abbiamo aperto proprio in quell’estate! In realtà era tutto ancora work in progress però i macchinari c’erano (studer 8 tracce), i microfoni pure, noi e il produttore artistico (Marco Bertoni) eravamo carichi e soprattutto senza impegni, e via, si fa un disco!
Tecnicamente abbiamo registrato in analogico tutte le tracce tranne le voci; si è partiti con la presa diretta di tastiere, basso, batteria e chitarra ritmica, per poi passare alle sovraincisioni dei fiati (sax, trombone), delle percussioni, vibrafono, chitarra dobro, e chitarra solista. Per esigenze di produzione il tutto è stato passato da nastro a computer, siamo andati a Bologna nello studio di Bertoni dove abbiamo registrato le mie voci e i cori, mixato e masterizzato il tutto.

Ma poi c’è un bellissimo libro che si intitola “L’Amor Mio Non Muore”. Un manifesto di rivoluzione culturale… come la vostra musica?
Nel 2016 la gente non ha voglia di fare la rivoluzione, né credo che – per lo meno qui in Italia – ci saranno mai album rivoluzionari né musiche da potersi definire tali. Scordiamoci i grandi profeti musicali del passato, qui ora si vive più di reality che di realtà. I meccanismi di selezione, promozione, produzione, fruizione sono cambiati drasticamente. Quanti ne conosci che abbiamo realmente la voglia di sedersi davanti ad un giradischi ed ascoltare un disco dall’inizio alla fine? Pensiamo di poter fare la rivoluzione a suon di streaming gratis, skip al prossimo brano e playlist per l’aperitivo? Tropico non è un disco rivoluzionario, non è stato pensato per esserlo e non credo nemmeno lo diventerà: è solo un disco che cerca di tenere molto alta l’asticella della qualità della musica.

Perchè proprio Primavera Mambo tra i singoli di lancio?
Ci piaceva l’idea di partire con un brano bello ritmato e carico, un po’ strano perché alla fine è un mambo atipico, essendo stato anche il primo brano ad essere lavorato in fase di pre-produzione ci sembrava adatto per introdurre il mondo sonoro del disco.
Il secondo singolo in uscita sarà Con due monete.

E questo video? Si tratta di un filmato reale o sbaglio?
Il video è assolutamente reale e la storia è molto semplice: volevo dei ballerini su Primavera Mambo e non avendo soldi per pagarli e per girare un video con una coreografia ecc ecc, ho passato non so quante giornate su youtube a cercare dei filmati di ballerini. Sono scivolato per caso su quel filmato e ho provato a metterci la musica sotto, così a caso per vedere come poteva e se poteva combaciare! Bum, perfetto! Gran botta di culo! Giuro che il filmato originale non è stato né velocizzato né rallentato, non ho fatto nulla se non metterci il brano sotto e fare un po’ di montaggio! Ho proiettato il filmato nella tv e ho ripreso la tv che proiettava il filmato, poi ho messo tutto nel computer e via! Cut-up, that’s the way ah ah ah ah, i like it ah ah ah ah! Poi così, per non saper né leggere né scrivere, ho comunque messo tutti i reali crediti del filmato anche nel nostro, si sa mai che ci facciano causa per una cavolata del genere!

Chiudiamo tornando da dove siamo partiti: tra tutti questi generi citati e suonati, il Collettivo Ginsberg dunque chi è in definitiva (musicalmente parlando)?
Noi siamo tutto e il contrario di tutto!

Info: https://www.facebook.com/collettivoginsbergofficial/?fref=ts

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