Come arrangiare un brano musicale nel tuo home-studio

Spesso ti chiedi come potresti arrangiare un brano che hai scritto? Davide Parola in questo articolo spiega passo, passo quali sono gli step da seguire per arrangiare un brano musicale partendo da zero…

Se sei una cantautrice o semplicemente un appassionato di musica e vuoi sapere come arrangiare un brano, sei capitato nel posto giusto. Ho scritto questo articolo per chiarire i passaggi principali che compiono i professionisti del settore. Ecco cosa ti spiegherò:

  1. Come arrangiare un brano: hai il brano perfetto?
  2. La voce guida.
  3. Il genere musicale.
  4. La struttura.
  5. Come arrangiare un brano: la sezione ritmica.
  6. Il basso
  7. Come arrangiare un brano: Ricapitoliamo

Come arrangiare un brano: hai il brano perfetto?

Un bell’arrangiamento nasce da una bella canzone, ma, come sai, il bello è soggettivo. Prima di realizzare un arrangiamento, rifletti sulla scelta del brano.

Rispondi a queste domande:

  • Hai una canzone che ami?
  • Il testo manda un messaggio chiaro?
  • Rispecchia il tuo modo di essere?

Come andiamo? Se hai collezionato tre sì, puoi proseguire.

Parliamo della musica:

  • La musica rispecchia bene il senso del testo?
  • Hai fatto attenzione a rimanere in un range vocale a te accessibile?
  • Sei sicuro che sia originale?

Se anche qui hai collezionato tre sì, sei pronto per la fase successiva.

Come arrangiare un brano musicale: la voce guida.

microfono studio

Nell’arrangiare un brano è importante registrare la voce guida

Stabilito che abbiamo il brano giusto, passiamo a compiere il primo passo: registrare una voce guida.

La voce guida è un po’ come una cartina stradale, che ti aiuta a percorre la strada giusta per arrivare tranquillamente alla meta finale: realizzare un bell’arrangiamento.

Sì, certo. Ma come si fa?

  • Per prima cosa, decidi il tempo metronomico.
  • Studia la canzone al tempo stabilito.
  • Quando sei sicuro, registra il tutto a click con la tua attrezzatura.

Mentre registri, puoi accompagnarti con una chitarra o con il piano: cantare con uno strumento di supporto ti permette di registrare un’esecuzione con maggiore tranquillità.

Ricordati che questa traccia ti serve come guida, quindi il mio consiglio è di non perderci troppo tempo. Una volta risolta la problematica dell’esecuzione a click, registra e inizia a lavorare al tuo arrangiamento. Andiamo, dunque, al prossimo passo.

Come arrangiare un brano: il genere musicale

Registrata la voce guida? Sei soddisfatto? Questa è già un’ottima cartina tornasole.

Se non sei convinto, se il brano non ti piace, ti si dovrebbe accendere una lampadina di allarme. Prova a rileggere la sezione Hai il brano perfetto?.

Se invece fila tutto liscio, puoi proseguire.

Ora devi stabilire il mood del brano.

Ascolta bene la voce guida: cosa ti ispira?

Magari vorresti che suonasse come un bel rock seduto, oppure qualcosa di più poetico, magari una ballad. Ascolta la canzone qualche volta, vedrai che lei stessa ti suggerirà da quale vestito vorrebbe essere accarezzata.

Questa è una fase cruciale perchè in qualche modo stiamo buttando giù le fondamenta del tuo arrangiamento. Non avere fretta, goditi il momento.

Ti do un consiglio. Non cercare di imitare qualcuno che ti piace. Tira fuori la tua voce, il tuo modo di fare musica. Stai tranquillo che apprezzeranno in molti. Essere te stesso, te stessa,  implica avere una certa dose di coraggio, ma allo stesso tempo vuol dire essere originale. Ci sei solo tu come te. Ti torna?

Procediamo.

Come arrangiare un brano musicale: La struttura.

Ci sei? Ora devi stare attentissimo, perchè questo è il momento cruciale per arrangiare un brano musicale. Devi decidere la struttura dell’arrangiamento. La struttura dipende un po’ dalla tua canzone, un po’ da come decidi di arrangiare il brano.

Per prima cosa analizza la voce guida e fatti queste domande:

  • Ho già deciso una intro?
  • Ci sono delle strofe? Quante?
  • Ci sono dei ritornelli? Quanti?
  • Ho in mente un finale?

Com’è andata? Hai delle risposte chiare e definite?

Ti do due dritte. Un brano, per essere comprensibile, deve rispondere a due principi: unità e varietà.

In sostanza, devi creare una struttura che ripeta la stessa linea melodica, ma con le giuste variazioni. Questa caratteristica possiamo assegnarla alle strofe.

Poi ti serve un elemento completamente nuovo, che invece possiamo definire come ritornello.

Se hai questi elementi, devi decidere in che sequenza metterli.

La forma classica di base è :

  • AABAB (strofa – strofa – ritornello – strofa – ritornello).

Se la tua voce guida ha già questa forma o qualcosa di simile, sei già un pezzo avanti.

C’è ancora qualcosa da fare. Devi valutare se inserire:

  • Una introduzione
  • Uno special (un assolo, ad esempio)
  • Un finale

Per ogni sezione che inserisci, devi decidere quante battute durerà e quali accordi usare.

Segna tutto con dei marker all’interno del tuo software di registrazione.

Cerca di essere preciso: più accurato sarai e più facile sarà finalizzare il lavoro.

Come arrangiare un brano: la sezione ritmica.

batteria rossa

Arrangiare un brano: La batteria e la sezione ritmica

Ora inizia il lavoro vero è proprio. Hai una voce guida che ti convince, hai deciso il genere, hai creato una struttura come si deve: non ti resta che che iniziare ad aggiungere gli strumenti fondamentali.

Dobbiamo decidere cosa far fare alla sezione ritmica. Per sezione ritmica si indicano in genere batteria, basso ed eventualmente le percussioni.

Partiamo dalla batteria. Diciamo che hai deciso di vestire il tuo brano di un bel rock, devi scrivere una parte di batteria che rispecchi il genere.

Come fare? Hai diverse opzioni:

  1. Usare un’enciclopedia di ritmi (ne esistono diverse in commercio).
  2. Ascoltare cosa fa la batteria nei brani rock che ami e prendere ispirazione.
  3. Usare i ritmi preconfezionati che trovi nei vst di batteria organizzati per genere,

Ti commento un punto alla volta, così da fornirti delle spiegazioni dettagliate.

Usare una enciclopedia di ritmi

In commercio esistono diversi testi che raccolgono i principali ritmi per basso e batteria, ma non solo: ce ne sono alcuni dedicati al piano o alla chitarra. Ne trovi di di tutti i tipi.

Per esempio, io adopero l’ENCICLOPEDIA DEI RITMI per basso e batteria di Cristiano Micalizzi. È essenziale, ben scritta e ricca di variazioni.

Sulla base di quello che trovi nel testo, poi puoi sviluppare un ritmo più personale, ma almeno così hai un punto di partenza.

Ispirati ai grandi brani del rock

Questo ammetto di farlo spesso. Un genere musicale vive e si definisce in base ai suoi autori. Ormai i tratti distintivi del Rock classico son ben conosciuti. Ascolta le batterie dei Guns N’ Roses, dei Rolling Stones, degli AC/DC: insomma, ce ne sono in quantità.

Ascolta con attenzione diversi gruppi e cerca di trovare i punti di contatto.

  • Che ritmo porta la batteria nei brani veloci?
  • E nei brani lenti?

Fatti un’idea sempre più chiara di come si muove un batterista rock e fidati della tua capacità d’analisi.

È chiaro che devi avere idea di come programmare una batteria dentro cubase, pro tools, logic o affini.

Se non hai proprio idea di che cosa io stia parlando, non disperare. Sul mio canale you tube e sul mio sito www.davideparola.it pubblicherò un mini-corso di produzione musicale, in cui chiarirò tutti i concetti trattati in questo articolo.

Usare i ritmi preconfezionati che trovi nei vst di batteria

Ebbene sì, l’ho detto. Non è una vergogna. Ogni cosa ha una sua utilità e non va disdegnata.

Se non conosci la batteria non vuol dire che tu debba precluderti la gioia di fare musica.

Certo, sarebbe meglio studiare musica, comprendere come si struttura una batteria e qual è il ruolo di un batterista in una band.

Per studiare tutte queste cose, però, ci vuole tempo, quindi mentre studi puoi comunque provare: poi aggiusterai meglio il tiro.

In commercio esistono diverse Librerie che raccolgono ottimi campionamenti di batteria. All’interno di questi player sono raccolti e organizzati per genere diversi ritmi interessanti.

In sostanza non devi far altro che prendere quello che ti interessa e inserirlo nel tuo programma di registrazione musicale. Certo, va inserito per bene, ma non preoccuparti: con un pò di pratica imparerai. Intanto sperimenta.

Un consiglio veloce

Rispetta la struttura che hai deciso.

Nell’introduzione crea un ambiente ritmico affine a quello delle strofe, ma non identico.

Nei ritornelli cresci, usa i piatti. Serve più volume.

E nel finale?

Beh, nel finale dipende : puoi impazzire e spaccare tutto oppure puoi decidere di far calare drasticamente i toni. Sono scelte, che non sono né giuste né sbagliate: sono solo scelte. Basta che siano in linea e coerenti con il resto del brano. Mi sono spiegato?

Ti indico qui di seguito alcune delle migliori librerie di batteria in commercio:

  • Superior Drummer 3
  • Addictive Drums 2
  • BFD 3 della FXpansion

Queste sono le migliori, ma ne trovi altre comunque buone e, volendo, più economiche. Considera, inoltre, che nella tua Daw di certo avrai una libreria di batteria già utilizzabile e compresa nel prezzo.

Come arrangiare un brano musicale: il basso

Il Basso: come arrangiare un brano

Il Basso è importante nell’arrangiamento di un brano

Hai suonato o programmato la batteria? Sei a metà dell’opera. La batteria definisce un po’ tutto quello che faranno gli altri strumenti nel tuo arrangiamento musicale.

Passiamo al basso. Devi sapere che il basso ha una duplice funzione:

  • Ritmica
  • Melodica

Analizziamole separatamente.

La parte ritmica

Grazie alla sua natura, il basso ha una fortissima componente percussiva e questa caratteristica dipende dall’estensione dello strumento.

Per tradurre tutto in chiave pratica quando suoni o programmi un giro di basso, puoi tranquillamente far coincidere le note principali con i colpi di cassa della batteria.

Prova e poi mi saprai dire se funziona o meno.

Chiaramente non è l’unico modo di utilizzare questo strumento ma è di certo quello più frequente.

La parte melodica

Bene, fin qui tutto regolare. Ora, però, devi decidere che note suonare.

Nel pop, nel rock e in generale nei generi più commerciali, il basso spesso si limita a suonare le toniche: puoi allargarti alle quinte, ma non oserei oltre, specialmente se sei ai primi passi.

Quindi ti consiglio di muoverti così:

  • Scrivi su un foglio quanti e quali accordi vuoi usare nella canzone
  • Inizia a suonare o programmare solo le toniche sulla tua voce guida
  • Sistema tutto, facendo coincidere le note principali con i colpi di cassa

Tieni a mente che la misura fa da spartiacque. Non eccedere in nessuna cosa, cerca l’equilibrio tra la linea di batteria e quella di basso e prova a farla suonare meglio possibile.

Il tessuto armonico dovrebbe essere già chiaro, questi due strumenti da soli dovrebbero già sostenere bene la voce guida.

Ad ogni modo, se non ‘suona bene’ non ti preoccupare: sei ai primi passi e questo lavoro si impara facendo molta pratica e analizzando tanta musica. Vai avanti, non ti demoralizzare.

Come arrangiare un brano: Ricapitoliamo

Facciamo il punto della situazione. Mentre ti scrivo dovresti:

  • Essere sicuro che il tuo brano spacchi
  • Avere una voce guida che ti farà un po’ da “mappa del tesoro”
  • Essere riuscito a definire bene il genere: rock, blues, pop etc…
  • Avere definito una struttura che risponda al principio di Unità e Varietà
  • Aver programmato e/o suonato tutta la parte ritmica: batteria e basso

Se tutti i punti sono soddisfatti sei davvero a buon punto e ti faccio i miei complimenti.

Ora lascia riposare il tutto. Come dice il saggio: “troppo di una cosa buona è male” e dal mio punto di vista, il saggio ha proprio ragione.

Con l’esperienza ho notato che lasciar “respirare” quello che si è fatto ti permette di non perdere di oggettività.

Ci vediamo sabato prossimo con la seconda e ultima parte dell’articolo qui sul Blog della Musica.

di Davide Parola
Produttore musicale e compositore
http://www.davideparola.it

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Davide Parola lavora in questo campo da quando aveva 16 anni, puoi leggere la sua biografia e vedere alcuni dei suoi lavori sulla pagina “chi sono” del suo sito web

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