Come diventare un producer: le competenze

Studio e ascolto critico sono la base per diventare un produttore di musica. Per svolgere al meglio questa professione il producer Davide Parola ha creato per Blog della Musica due tutorial nei quali spiega nel dettaglio i materiali e le competenze necessarie per diventare dei bravi produttori musicali

Davide Parola a mani giunte nel suo studio di registrazione

Il producer Davide Parola

Dopo aver visto i materiali che servono per allestire uno studio di registrazione, parliamo oggi di quali sono le competenze necessarie per diventare un produttore di musica.

Ce le spiega il producer Davide Parola, romano, chitarrista, compositore e arrangiatore. La sua professione principale è occuparsi della produzione musicale.

Vediamo quindi quali sono le competenze che servono per diventare un produttore di musica e come acquisirle con impegno, studio e buona volontà.

  1. La grammatica della musica: le scale, le tonalità, la metrica
  2. Suonare uno strumento: subito mentre studio la grammatica
  3. l’Armonia: come si crea un accordo, come si collegano
  4. La composizione: come si scrive una frase musicale
  5. Studiare le librerie che ti serviranno per il tuo genere musicale.
  6. La Fonia
  7. Fuori categoria: l’Ascolto

Puoi leggere la prima parte dell’articolo: Come diventare un producer: che cosa serve?

La grammatica della musica

Che penseresti di uno scrittore che non sa leggere? non credo che gli daresti molto credito.

Ecco è uguale anche nel nostro campo, se uno vuole fare musica deve conoscere i rudimenti di base.

DEVI saper leggere e scrivere la musica, devi conoscere le scale, il circolo delle quinte, delle quarte, cosa fa un’alterazione? Cos’è una cadenza?

Devi studiare tutto quel materiale che serve a formare in te la comprensione di un nuovo linguaggio. Si perché la musica è come l’italiano o la matematica: è un linguaggio.

In sostanza devi studiare:

  • il solfeggio parlato: almeno nelle due chiavi di violino e basso
  • Il solfeggio cantato.

Se non conosci la lingua niente, non può dialogare… vai a gesti, inoltre se non conosci la lingua arriva uno bravo a parlare e ti imbambola, rimani affascinato e ti fai fregare. Ma su questo ci torno alla fine dell’articolo…

Libri di Teoria e Solfeggio

Libri di Teoria e Solfeggio

Quali sono i libri su cui studiare il Solfeggio?

Ci sono una marea di trattati di teoria e solfeggio: il Nerina Poltronieri, il Bona, il Pozzoli, tanto per citarne alcuni.

Ti prendi uno di questi e te lo studi, altrimenti vai su youtube e ti segui un videocorso, sul mio canale ad esempio alcune cose le trovi.

Mentre studi la grammatica musicale, devi iniziare a studiare anche uno strumento, subito, non aspettare di studiare tutto, ti fai vecchio e muori prima. Quindi vediamo cosa studiare…

Per diventare un produttore di musica è essenziale saper suonare uno strumento

Quale strumento suonare e a che livello?

Ti dico da subito che ti conviene imparare a suonare il pianoforte, più bravo diventi meglio è.

Perché?

  • Primo, perché tutti i suoni che si utilizzano oggi per produrre musica o li programmi a mano (con il mouse) o li suoni con una Master Keyboard e già solo questo ci dovrebbe bastare.
  • Secondo, perché il pianoforte ti permette di suonare contemporaneamente armonia (con la mano sinistra) e melodia (con la destra): con una mano fai gli accordi con l’altra la melodia e questo, ti assicuro, è di grande supporto.
  • Terzo, perché per quanto difficile è anche abbastanza immediato, metti il dito su un tasto e quello suona. Sulla chitarra all’inizio non suona un cavolo, parliamo del violino? I primi sei mesi sembri un gatto che miagola…
mano su un pianoforte

E’ importante importante saper suonare il pianoforte per diventare un produttore di musica

Quindi per iniziare studia il pianoforte, punta a suonare prima di tutto la musica che ti piace, così capisci pure come la scrivono, che accordi usano, come si muovono le melodie.

Cerca di capire quali ritmi adoperano di più, perché la musica moderna sta tutta lì, nel ritmo.

Vedi se riesci a beccare il ritmo giusto e a risuonarlo, fatti un dizionario.

Poi mi ringrazierai perché queste cose che ti sto dicendo gratis a me sono costate anni di studio e di fatica. Quindi se vuoi davvero diventare un produttore di musica, non darle per scontate.

Più suoni queste cose, più le interiorizzi e ti poi ti verranno in automatico, non è che si può razionalizzare tutto, nella musica molto viene dall’intuito. Ma questa non deve essere una scusa per non studiare… altrimenti rimani un mediocre.

L’intuito è la capacità della coscienza di mettere insieme le cose che conosci, alcune delle cose che magari neanche sai di sapere, e a trovarti la soluzione geniale che nessuno si aspettava.

Quindi: più cose sai meglio è!

Lo studio dell’Armonia Moderna

Di questo ne ho parlato già diverse volte. Cos’è l’armonia? È quella scienza che studia il modo di mettere insieme più suoni, che poi creano un accordo e di come collegare questi accordi tra di loro e poi a tante altre cose molto interessanti.

Che tipo di armonia studiare? quella moderna; poi molto dipenderà dal genere che vuoi fare, è chiaro.

Però se fai pop, rock, EDM, Indie, e simili ti consiglio di studiare:

  • l’armonizzazione delle scale maggiori e di quelle minori;
  • Capire la funzione di tonica, sottodominante e dominante;
  • Come si scrive una successione armonica con le sostituzioni;
  • Cosa sono le cadenze;
  • Come si fa una modulazione;

Imparate queste cose sei pronto, poi se ti interessa affinerai il tiro ma questo è il bagaglio con cui davvero puoi fare tutto.

Devi pensare che scrivere musica è come respirare, la musica deve avere i suoi respiri. Un momento può essere affannato, poi calmo, poi spezzato… oppure un bello sbadiglio.

Se la musica la pensi così vedrai che ti verrà più semplice scrivere.

Queste cose che ti ho elencato servono proprio a questo, a dare i giusti respiri, a capire quando mettere in tensione chi ascolta o quando farlo rilassare.

Chiaramente lo studio va fatto sullo strumento, non teorico la teoria pura te la dai in faccia e corri in tondo. Deve essere sempre tutto pratico.

Stai leggendo la prima pagina del libro? Vai davanti al piano e suona.

Mano a mano che impari cerca di riconoscere queste cose nella musica che ami e poi all’inizio la imiti, fai come gli artisti che segui, e via via troverai il tuo linguaggio.

Ma se non studi scimmiotterai sempre quello che fanno gli altri diventandone un clone, e tutti preferiscono sempre l’originale.

Che libri di armonia comprare?

Qui è difficile dare consigli perché di libri che non si perdono in chiacchiere inutili io non ne ho davvero trovati e me ne sono studiati una marea.

Quindi ti consiglio vivamente di andare da un maestro e spiegarli che vuoi studiare armonia moderna, specificandogli anche il genere a cui andrai poi ad applicarla.

Una volta capite le basi si passa allo studio stilistico subito, non dopo dieci anni.

La composizione

Per quanto riguarda la composizione io nello specifico la intendo come il saper scrivere una bella melodia, perché la musica è melodia, l’armonia è di supporto ma il pensiero musicale lo sviluppi con la melodia. No melodia, no party!

Quindi devi imparare cosa sono

  • Un motivo: particella più piccola
  • Una semifrase
  • Una frase, un periodo
  • Le diverse forme classiche e moderne

Da qui poi si sviluppa tutto un modo di scrivere davvero interessantissimo e assai vario. Ad esempio un periodo può essere femminile o maschile. Negativo o positivo. Può essere ternario o binario. E poi tutto questo prende una struttura e vita propria se inserito in un discorso formale.

Ad esempio la forma canzone: AABA. A rappresenta una melodia e B un’altra melodia.

Insomma ci sono una marea di combinazioni possibili… certo che se non studi, per te niente da fare, fai sempre le stesse cose e poi si perde d’interesse.

Che libri per la composizione comprare?

Allora qui ci sono veramente dei bei libri, i tre che preferisco sono questi:

  • Gordon Delmaont: Tecniche di melodia moderne
  • Deither De la Motte: La melodia
  • Vilmos Leskò: Le forme della musica strumentale

Questi libri sono di un livello un pochino avanzato, quindi prima di approcciarli devi studiare le cose che ti ho detto in precedenza, e ci vuole tempo.

Non pensare di bruciare le tappe, fai solo confusione e ti confondi le idee.

Non importa quanti anni hai e che vuoi fare, ti devi dominare e incanalare la passione in uno studio disciplinato se vuoi diventare un fuoriclasse… altrimenti lascia stare subito e non perdere tempo.

Questo però non vuol dire che intanto tu non debba iniziare a scrivere musica. Subito devi iniziare a scrivere! Appena sai suonare due note al piano, inizia a scrivere e sperimenta, anche così si impara molto.

Devi fare entrambe le cose. Se studi solo diventi un teorico scollato dalla realtà, se scrivi solo musica senza evolverti ti ripeti, diventi ridondante… e se non ti accorgi che sei ridonante sono problemi seri, vuol dire che non hai una visione chiara di te stesso come musicista ed è una cosa tragica.

Quindi: studio della teoria + strumento + iniziare a sperimentare la scrittura.

Conoscere le librerie sonore per diventare un buon produttore di musica

Una schermata del VST Orchestral Tools

VST Orchestral Tools

Molta della musica prodotta oggi, soprattutto quella moderna si sviluppa in-the-box ossia al computer. Vuol dire che la maggior parte dei suoni che senti sono finti, sono campionamenti.

Io, nel mio lavoro, suono sempre basso e chitarre vere.

Poi per la batteria ho il controller, come per il piano, ma li suono, suonarli è molto diverso dal programmarli. Gli dà tutto un altro respiro.

Per il resto poi uso i campionamenti, se devo mettere i fiati, gli archi o qualunque altro suono percussivo è tutto campionato.

Quindi devi farti una tua biblioteca di suoni, è inutile averne un miliardo (che poi costano pure cari), e non saperli usare. Ti servono i suoni per il genere musicale che produrrai, se produci più di un genere è chiaro che te ne servono di più.

Ti studi bene quelle 8/9 librerie e usi quelle, bene.

Poi con il tempo ne puoi prendere altre ma prima impara ad usare bene quelle che hai, anche quelle interne alla tua DAW.

Tipo Logic ha buoni suoni che per iniziare sono già più che sufficienti

Quali VST usare per cominciare?

Io adopero alcune librerie dell’Orchestral Tools, della Lass, della Spectrasonic e di Haevyocity.

La Fonia: saper mixare

Per concludere questa panoramica sulle competenze ti voglio parlare dei principi generali della fonia. Cioè devi sapere fare mix, un mix che suoni bene.

Perché se fai il produttore di musica le persone si aspettano da te un lavoro finito: scritto, realizzato, missato e masterizzato.

Non una cosa a metà. Anche qui non ti consiglio dei libri, ma ti consiglio di seguire un corso di fonia per imparare ad usare eq, compressori, riverberi etc, etc.

Sempre meglio dal vivo che online, se sei di Roma senti Silvio Relandini che ha una struttura didattica che fa le fiamme, sia per la fonia che per tutto il resto.

Dal vivo sei guidato negli ascolti, impari a capire la differenza da una cosa che suona bene a una che suona male, una guida con un orecchio formato, già costruito è fondamentale.

E’ importante tutto questo perché all’inizio del percorso sei sordo, non capisci un cavolo, non senti le cose che ti dicono… poi via, via l’udito ti inizia a funzionare… ma se fai da solo chi ti guida? Fai prima con un buon maestro.

L’Ascolto critico è importantissimo per diventare un produttore musicale

Cuffie AKG

L’importanza dell’ascolto

Ora come promesso ti dico il fuori categoria. Devi ascoltare musica, di tutti i generi. Un brano dall’inizio alla fine, senza preconcetti. Tutta la musica, hai sempre qualcosa da imparare, ascoltando.

Ma come ascoltare? Con critica. E’ necessario fare un ascolto critico, non basta sentire.

Fatti delle domande: che fa il basso? come si muove la batteria? e gli archi? come li ha scritti questo autore?

Lo stesso brano lo devi ascoltare all’infinito, capirne tutte le sfaccettature… questo vuol dire ascoltare musica. Classica, rock, pop, funk, rap, soundtrack…

Senza stare a dire quella è meglio di quell’altra… non c’è meglio, se la musica nasce da un’ispirazione sincera ed è ben fatta, è sempre bella.

Il problema è che oggi nessuno più ha voglia di ascoltare nulla, tutti vogliono dire la loro… ma che vuoi dire oggi che non abbiano già detto gli altri?

Sei banale, scontato; se non ascolti quello che è stato fatto prima di te, poi ti pensi bravo, pensi di aver scoperto l’acqua calda… poi vedi invece che già lo aveva fatto Bach nel ‘700 e abbassi la cresta. Capisci che sei una mezza tacca perchè quell’Autore a 11 anni già aveva scritto una sinfonia.

L’importanza dello studio e della preparazione ti salva dalle fregature

Quindi io non ti dico di non produrre musica, la mia osservazione va oltre questo.

Io ti consiglio di essere cosciente di quello che fai, l’autocoscienza artistica la conquisti studiando e ascoltando musica di tutti i generi, affinando la tua sensibilità artistica, perchè se ti credi bravo senza motivo vedi che poi arrivano quelli che fiutano l’odore dei polli…

I cacciatori di polli… lo sai chi sono? Le etichette discografiche moderne.

Il discografico che viene da te, ti dice che sei bravo, che la tua musica è unica e che lui crede nel tuo prodotto.

Gli devi solo sganciare 2000 euro e lui ti manda su tutte le piattaforme di streaming e in tutte le radio locali. Radio Galluzzo, Radio Sezze, Radio Niente… sai che investimento!

E tu come un pollo, che credi di essere bravo perché non hai ascoltato e studiato chi prima di te aveva già fatto tutto, gli credi, gli dai i soldi e poi rimani deluso perché non ti si fila nessuno e quello se la ride mentre è a cenare con i soldi che gli hai dato tu…

Conclusioni

Per concludere, io ti dico queste cose per sostenerti e cercare di migliorare la situazione generale della musica anche se so che mi attiro le antipatie di tanti, anche di quelli che vorrei aiutare… ma non me ne frega niente.

Se stiamo tutti a vendere i corsi miracolosi, le tecniche che ti fanno diventare un produttore di musica in 10 giorni e nessuno invece dice le cose come stanno, la situazione non cambierà mai.

Quindi mi raccomando studia, che studiare vuol dire sognare, ascolta musica e produci musica di qualità, fai sempre il confronto con chi ti ha preceduto e vedi se puoi dire la tua in un modo inaspettato. Nuovo, non unico, ma personale. Unico vuol dire che ti senti sopra ad una pedana, personale invece fa di te una persona aperta al dialogo con gli altri musicisti, pronta a migliorare il proprio modo di fare.

Se ti può tornare utile io ho scritto un paio di manuali gratuiti, di livello un po’ avanzato, che però ti spiegano l’approccio giusto alla musica moderna. Li puoi scaricare dai link in fondo all’articolo.

E ora un saluto ai lettori di Blog della Musica per la fiducia che mi avete concesso arrivando a leggere questo articolo fino alla fine.

Davide Parola
Producer, compositore, musicista

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Guarda il video integrale della seconda parte di “Come diventare un producer” di Davide Parola

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