Avete voglia di spettacolo? Breve guida di come funziona uno spettacolo teatrale

Tutto quello che non vedete sul palcoscenico, per scoprire come funziona uno spettacolo teatrale e una piccola apologia del teatro.

Chi non va mai a teatro, è solito dirsi: “A teatro non ci va nessuno”. Eppure la Siae, nel suo annuario del 2019, registrava 443,1 milioni di euro di entrate, da parte dell’Attività Teatrale, per il solo guadagno al botteghino. Siamo dunque sicuri che siano così poche, le persone frequentanti?

  1. Quanta gente invisibile
  2. Come funziona uno spettacolo teatrale: I tecnici
  3. I Costumi
  4. La scenografia
  5. I Musicisti
  6. L’Amministrazione
  7. La Regia
  8. Dialogo Come anima della Cultura
  9. I teatri in Italia
  10. Conclusioni

Quanta gente invisibile

I Bauli in Piazza Duomo a Milano

I Bauli in Piazza Duomo a Milano

Vi manca lo spettacolo dal vivo? A noi tantissimo. Noi qui ci occupiamo nello specifico di musica, che sia lirica, sinfonica, jazz o leggera, ma questa riflessione vale anche per il teatro di prosa, la danza e il cinema. Quando Tiziano Ferro, in collegamento a “Che Tempo Che Fa”, lamentava il blocco degli spettacoli causa pandemia, molti lo hanno attaccato come un ricco viziato. Forse non si era espresso in maniera comprensibile da tutti; Fazio ha provato a metterci una pezza, invocando i “lavoratori dello spettacolo”, ma non è bastato a fermare l’ennesima tempesta di insulti via web. Invece, quando poi abbiamo visto la protesta dei “bauli in piazza” del 10 ottobre 2020, coi tanti bauli neri depositati in Piazza Duomo a Milano, molti sono caduti dalle nuvole: davvero c’è tutta questa gente che lavora nello spettacolo?

Approfondiremo dunque le figure che girano attorno al palco, per capire come funziona uno spettacolo teatrale per davvero. Per chi è nel settore, le prossime righe saranno parecchio scontate. Questa è una piccola guida per gli altri, con lo sguardo rivolto all’opera lirica, per rendersi conto di chi fa cosa, quando si organizza uno spettacolo, per far esibire quegli artisti “che tanto ci fanno divertire”.

Il tecnico delle luci, per capire come funziona uno spettacolo Teatrale

Il tecnico delle luci

Come funziona uno spettacolo teatrale: i Tecnici

MACCHINISTI: spostano le scenografie, quelle giganti che vedete sullo sfondo di uno spettacolo. Tirano i pesi, si muovono nei ballatoi (i piccoli corridoi volanti in alto) e normalmente non li vedete.

ATTREZZISTI: responsabili degli oggetti di scena. Ad esempio candelabri, lettere, spade, bicchieri. Quando c’è una scena di brindisi, una mano invisibile dà i calici ai cantanti. E in fretta tolgono tutto nei cambi scena.

ELETTRICISTI: beh sapete cosa fanno. Solo che, in questo caso, si interfacciano con l’addetto alle luci.

ADDETTO ALLE LUCI: o come fa figo dire light designer, che però rende di più. Le luci non sono solo un orpello decorativo. Danno il giusto colore emotivo ad ogni scena, o rabbuiano il palco, quando l’attenzione va indirizzata a un solo personaggio (col cosiddetto “occhio di bue”). Anche il light designer ha una partitura da seguire, come i musicisti e come il FONICO, impegnato a seguire i volumi sia dell’orchestra che dei cantanti, in tempo reale

I Costumi

SARTORIA: Tutti i costumi sono realizzati a mano da sarte/i specializzate/i, che spesso devono lavorare in fretta e furia, quando ad esempio un cantante si ammala e viene sostituito all’ultimo da un altro, che ha una taglia completamente diversa. Oppure, nel corso di una messinscena, si strappa un tessuto.

TRUCCO E PARRUCCO: per quel cerone che molti personaggi richiedono, magari nobili del Settecento, ci vogliono anche due o tre ore. E i cantanti non devono tardare agli appuntamenti.

La Scenografia

IL DIRETTORE DELL’ALLESTIMENTO fa lavorare la propria squadra anche mesi prima della messa in scena, per realizzare affreschi, architetture mobili e tutto ciò che occorre per rendere l’ambientazione delle storie realistica (o metafisica, a seconda delle volontà del regista). Diciamolo qui, che i lavoratori dello spettacolo devono essere particolarmente attenti per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, perché nessuno cada dai ballatoi (i corridoi in alto sulle pareti, o trasversali al di sopra del palco) e nessun riflettore finisca sugli artisti, o sugli spettatori.

I Musicisti

Musicisti a teatro

Musicisti a teatro

ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO: l’orchestra, ovviamente coordinata dal direttore (responsabile della resa artistica), è fondamentale che abbia un tempo sufficiente a svolgere le prove. Il coro pure, col suo direttore, e se c’è anche il coro dalle voci bianche. Stesso discorso se è prevista una compagnia di danza. Ognuno di questi soggetti reclama più tempo possibile per sé, sullo stesso palco. Chi li mette in riga?

Il DIRETTORE DI PRODUZIONE, che calendarizza i turni per tutti. Dev’essere stressante, la gestione di masse artistiche così ampie, ognuna con le proprie istanze.

CANTANTI: Mentre orchestre e coro sono lavoratori stabili dei teatri, con contratto a tempo indeterminato, gli altri sono maestranze, collaboratori. Anche i cantanti funzionano così: si scritturano per singole opere, e vengono proposti da agenti, in un regime di mercato. Questo spiega la differenza di cachet delle voci, e lo stipendio degli orchestrali fissi.

L’Amministrazione

Non approfondiremo qui, ma accanto al lato artistico, c’è tutto il mondo amministrativo (buste paghe, ufficio personale, marketing…). Dietro uno spettacolo teatrale c’è una programmazione di stagione, e tutta una macchina burocratica che deve concordare i contratti di tutti.

Al di sopra di direzione artistica e direzione amministrativa, c’è il/la SOVRINTENDENTE: responsabile civile e penale di tutto quel che accade. Quando ci sono gli acrobati che volteggiano sulle campane di Notre Dame De Paris, probabilmente suda freddo!

La Regia

Tornando a chi scritturare, chi dirige la messinscena? La REGIA. Negli ultimi anni, i registi non si limitano a rispettare la filologia delle trame delle opere, ma cercano di mettere una propria firma stilistica. Esemplare il “Macbeth” di Verdi, realizzato dal regista Graham Vick, il quale, invece di creare un’ambientazione di corte, come ci si aspetterebbe, nel 1997 realizzò un gigantesco cubo, poggiato su un angolo, che occupava tutto il palco. E i personaggi, coro e protagonisti, indossavano tutine monocromo. Queste scelte dividono il pubblico, tra conservatori nauseati e progressisti entusiasti.

Dialogo come anima della Cultura

Ma il dialogo, anche acceso tra queste parti, è l’anima di quello che chiamiamo “valore culturale” dello spettacolo. Se suscitano indignazione e/o approvazione, significa che qualcuno sta sfidando i valori di alcuni, accarezzando quelli di altri, innescando riflessioni che in un modo o nell’altro, elevano lo spirito degli spettatori. In assenza di spettacoli invece, c’è l’inaridimento del pensiero. Non c’è né conferma di una tradizione, né un movimento di rottura innovativo. Non c’è niente.

Vista dall'alto dell'esterno del Teatro Petruzzelli di Bari

Teatro Petruzzelli di Bari

I Teatri in Italia

Che dite, adesso che abbiamo visto come funziona uno spettacolo teatrale, non vi è venuta (o tornata) la voglia, appena si potrà, di scoprire uno dei magnifici teatri italiani? Ce ne sono tantissimi sparsi nel territorio: partendo dalle fondazioni lirico-sinfoniche, ricordiamo il Petruzzelli di Bari, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Arena di Verona, la Fenice di Venezia, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Massimo di Palermo, e ovviamente alla Scala di Milano. In questi luoghi potete avere lo spettacolo “classico”, quello emblematico, del teatro all’italiana per il melodramma.

Ma esistono anche 29 teatri di tradizione, che presentano architetture particolari, come lo Sferisterio di Macerata, il Teatro Sociale di Rovigo (leggi la sua storia qui), l’Ente De Carolis di Sassari, l’Haydn di Bolzano e Trento.

Per non parlare degli svariati festival stagionali, come il Rossini Opera Festival di Pesaro, l’Umbria Jazz Festival, per arrivare infine ai piccoli teatri comunali come quello di Bologna, e quelli chiusi da ripristinare a suon di petizioni.

Conclusioni

C’è un mondo intero che aspetta solo di riaprire, per accogliervi e stupirvi. La prossima volta che mettete piede in uno di questi luoghi magici, mentre vi godete lo spettacolo, pensate a come funziona uno spettacolo teatrale, ora che lo sapete. Immaginate tutte queste persone, mentre stanno nascoste dietro ai cantanti, pensate al fermento che sta dietro le quinte, chi sta alzando sacchi, chi sta cucendo toppe, chi sta illuminando il viso del soprano e del tenore, solo per regalarvi quei minuti di massima emozione.

Come funziona uno spettacolo teatrale: Fonti e Immagini

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