INTERVISTA | Corrado Rojac e la musica di Giuseppe Greggiati

Il fisarmonicista Corrado Rojac nell’intervista di Blog della Musica ci parla dell’armonica a mantice e dei suoi dischi con le musiche di Giuseppe Greggiati editi da Limen Music di Milano

Cominciamo la nostra intervista: chi è Corrado Rojac e cos’è un’armonica a mantice? C’è differenza con la fisarmonica?
Non è semplice descrivere sé stessi, in ogni caso penso di poter parlare di me soprattutto come fisarmonicista. Attualmente docente di fisarmonica al Conservatorio di Trieste, sono uno dei primi docenti di tale strumento in Italia (ho iniziato a insegnare nel 1994). La mia attività ha contribuito alla conoscenza della fisarmonica da concerto nell’ambito di prestigiose realtà musicali, quali l’Accademia Chigiana di Siena, o la Harvard University di Boston, dove ho presentato nuove musiche per questo strumento, alcune a me dedicate.

L’armonica a mantice è uno strumento brevettato a Vienna nel 1829, denominato Accordion, di cui l’appellativo “armonica a mantice” è la traduzione italiana che dobbiamo a Giuseppe Greggiati, un musicista dell’Ottocento di cui parleremo in seguito.

La fisarmonica da concerto è l’evoluzione dell’armonica a mantice, l’evoluzione fantasticata dallo stesso Greggiati che, anticipo, è uno dei primi appassionati di tale strumento della nostra penisola.

La differenza, in due parole, tra l’odierna fisarmonica da concerto e l’armonica a mantice ottocentesca, è nella completezza dello strumento: si pensi alle quattro ottave d’estensione dell’armonica a mantice o alle sette ottave della fisarmonica da concerto. D’altronde, l’attuale fisarmonica è grande più o meno quattro volte lo strumento dell’Ottocento usato da Greggiati. Potrei continuare, tanto è grande la differenza, ma mi fermo qui. Aggiungo solo che entrambi gli strumenti sono però simili nella struttura: un manuale sinistro, un manuale destro e un mantice tra i due.

Da dove nasce la tua passione per la fisarmonica?
Ho iniziato lo studio della fisarmonica a sette anni, a Trieste, mia città natale, quando alla scuola elementare che frequentavo aprirono un corso pomeridiano di fisarmonica. Iniziai a presentarmi ai concorsi di esecuzione musicale, a confrontarmi con il mondo della musica, sin dalla tenera età, e l’entusiasmo diventò ben presto una vera e propria passione.

Copertina del CD di Corrado Rojac con le musiche di Greggiati

Il primo CD di Corrado Rojac con le musiche di Greggiati

Dopo il primo cofanetto dedicato alla musica per fisarmonica di Giuseppe Greggiati (1793-1866), arriva un’altra produzione (Limen Music) dedicata allo stesso autore, puoi raccontare ai nostri lettori di cosa si tratta?
Ho voluto dedicare alla musica per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati alcuni anni di studio, perché la scoperta delle musiche di Greggiati apre nell’ambiente fisarmonicistico una prospettiva sconosciuta: quella della filologia. Confrontarsi con un repertorio ottocentesco, di cui non si aveva conoscenza, significa indagarne diversi aspetti, tra cui l’aspetto esecutivo.

La ricostruzione dello strumento dell’epoca, grazie alla sua descrizione fornitaci nei minimi dettagli da Giuseppe Greggiati, ci restituisce il suono delle fisarmoniche o, meglio, armoniche dell’Ottocento. E con esso la loro dimensione musicale. Greggiati scrive per armonica a mantice, regalandoci il primo repertorio per questo strumento, ed esso andava assolutamente divulgato, sulla copia dello strumento dell’epoca, da cui la mia prima incisione di musiche per armonica a mantice, il primo cofanetto.

Copertina del cd di Rojac e la soprano Stelia Doz

Rojac e la soprano Stelia Doz nel nuovo disco di Limen Music

La scoperta di un ulteriore repertorio per voce e armonica a mantice dello stesso autore è anch’essa di assoluta importanza. Ecco il perché di un’altra incisione, di un altro cofanetto cd-dvd, questa volta dedicato alla dimensione cameristica dell’armonica a mantice di Giuseppe Greggiati. In entrambi i casi si tratta di un repertorio interessante, ispirato soprattutto dal belcanto italiano, quindi da Rossini, ma anche da Donizetti e Bellini.

Tutto ciò nasce da un contatto avuto con la Biblioteca Comunale di Ostiglia, in provincia di Mantova, che gestisce il “Fondo Greggiati” e i manoscritti del musicista ostigliese, a cui va tutta la mia gratitudine.

Approfondisci e leggi di più su Giuseppe Greggiati e il Fondo Musicale di Ostiglia (Mn)

Si tratta di un lavoro di ricerca molto complesso come mai hai scelto di dedicare larga parte del tuo operato proprio a Greggiati?
Effettivamente lo studio dell’armonica a mantice, strumento molto diverso dalla fisarmonica da concerto che suono abitualmente, ha richiesto un notevole investimento di energie, al punto da ridurre, temporaneamente, la mia attività nella musica contemporanea. Ma si tratta di un avvenimento molto importante, per la storia della fisarmonica. Dico fisarmonica, e qui apro una parentesi, perché Greggiati, nel suo Metodo per armonica a mantice, manoscritto che contiene le sue musiche più belle, immagina uno sviluppo dell’armonica a mantice che porta proprio verso l’odierna fisarmonica. Egli immaginava, in futuro, uno strumento che potesse suonare “legato”, uno strumento dalle armonie più ricche, dalla qualità sonora migliore: in due parole, una fisarmonica. Stavo dicendo: si tratta di un avvenimento molto importante, che proietta l’inizio del repertorio da concerto del nostro strumento verso il 1840: la storia dello strumento fisarmonica è da riscrivere, se si pensa che su alcuni manuali si parla delle prime composizioni per fisarmonica datandole 1927.

Guardando il panorama musicale italiano cosa ne pensi? Tutto da buttare o tutto riciclare?
Il panorama musicale italiano è ricchissimo, accanto ai musicisti più famosi vi sono numerosissimi giovani che si dedicano alla musica – ho l’impressione però che si debba fare di più affinché il grande pubblico sia in grado di apprezzare quanto si stia facendo, in due parole, possa distinguere tra buona e cattiva musica. Dobbiamo introdurre la musica anche nelle scuole primarie, sistematicamente, diversamente da quanto già si stia facendo, per creare una formazione musicale più intensa, e quindi una diversa sensibilità, in generale, verso l’arte dei suoni.

Che musica ascolta Corrado Rojac?
Musica classica, dai classici, cioè da Frescobaldi, Monteverdi, Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, per capirci, sino a Boulez, Berio, Stockhausen, Ligeti, Feldman, Donatoni, Lachenmann, Fedele, Andre, Solbiati, Giuliano.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Vorrei avere il tempo per dedicarmi ancora più profondamente allo studio della fisarmonica da concerto, ma anche alla composizione. Attualmente presiedo un’associazione che si occupa di musica contemporanea, e vorrei essere meno impegnato nella burocrazia, necessaria per gestire l’associazione. Potrei così dedicarmi di più allo scrivere musica, forse.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a Blog della Musica
Grazie a voi.

A cura di Anna Nani
Cantautrice e Giornalista

Info: https://www.facebook.com/Corrado-Rojac-125130887644876/

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