Creare Musica con Linux: i migliori programmi gratuiti

Abbiamo già parlato in questo Blog di come sia possibile fare musica utilizzando solo l’Ipad e le sue applicazioni musicali. Oggi vediamo come è possibile fare musica con i programmi gratuiti che esistono per Linux

Si è già parlato nel post Fare musica con Ipad: quali sono le migliori applicazioni di come fare musica con l’i-Pad. Ma si può fare musica anche in altri ambiti informatici! Tra i sistemi operativi per PC, al netto di Microsoft Windows e l’Osx della Apple, Linux è forse conosciuto di nome ma poco usato dall’utente medio a causa di reconditi pregiudizi dovuti al fatto che erano necessarie competenze informatiche per potersi destreggiare con questo sistema operativo. Oggi Linux ha raggiunto un grado di semplicità d’uso paraganoabile ai più noti Windows e OSx. Linux è un sistema operativo distribuito sotto licenza GNU e questo implica, detto in parole brevissime, che esso è gratuito e distribuibile liberamente.

Tra le varie distribuzioni oggi presenti, a mio avviso, la distro UBUNTU è la migliore per chi si avvicina a questo sistema operativo, unendo potenza e stabilità alla semplicità d’uso. E’ d’obbligo precisare che l’installazione di una distribuzione Linux su un PC con già installato Windows, richiede qualche accorgimento. Se avete un amico che mastica di informatica potrebbe essere utile affidarsi a lui per queste prime operazioni. Passato questo “travaglio” informatico, adesso si possono godere i frutti di tanto patire: musica!

Creare Musica con Linux

Il panorama Linux offre una serie di programmi gratuiti validissimi, al limite del professionale, per poter fare musica: dalla notazione musicale al montaggio audio-video. Ecco di seguito una breve, e quindi non esaustiva panoramica dei principali programmi per fare musica (e affini). Iniziamo con Musescore. Musescore è un programma free di notazione musicale dalle prestazioni elevate. Il programma non ha limitazioni di parti in una composizione, permette di estrarre le singoli parti ed è dotato di una completa libreria di simboli e notazioni musicali spaziando dalle note di abbellimento, ai trilli, ai tempi completamente configurabili (quindi si possono impostare anche tempi composti), a tutti i segni di dinamica, ritornelli, notazioni per violino, per la musica d’avanguardia e, per farla breve, tutto quello che serve, per la scrittura professionale di una composizione. Il programma esporta le partiture anche in vari formati come PDF, xml, wav, mid, ogg e ovviamente esegue la partitura scritta grazie alla sua libreria interna di soundfonts.

Se siamo poi appassionati di effetti, e vogliamo del riverbero, Zita rev fa proprio al caso nostro. Per inciso: questo programma è adesso già incluso anche nell’ultima versione di Musescore. Non può mancare sicuramente un equalizzatore per fare musica, e allora il prezioso JAMin è quello che ci serve: versatile e potente. E se abbiamo bisogno di una workstation audio che nulla ha da invidiare a prodotti professionali allora stiamo pensando a Ardour: Digital Audio Workstation. Provare per credere. Se poi vogliamo gestire una libreria Soundfonts da interfacciare con uno strumento midi, ma non solo, allora stiamo pensando a Linux Sampler. Tra i lettori di file audio vale la pena citare Audacity il quale ha anche una vasta gamma di strumenti per modificare la traccia audio con diversi effetti: riverbero, riduzione del rumore, equalizzazione, echo, phase, fade in , fade out, e un’altra cinquatina di filtri e opzioni varie. Tutti i programmi qui citati possono “dialogare” tra di loro per creare una potente postazione multimediale. Il “legante” è il driver audio Jack (magari argomento di un prossimo articolo), che permette di ascoltare la musica da Musescore equalizzata con JAMin, oppure di registrarla con Audacity, per avere un file audio da modificare con i filtri, e esportarla in formato mp3, per esempio. Si potrebbe pure ascoltare il pezzo composto con Musescore, usando i soundfonts gestiti da Linux Sampler. E mi fermo qui. A questo punto va citata brevemente la costellazione di tutti i piccoli programmini che emulano tastiere, percussioni, organi, chitarre, metronomi, applicazioni con esercizi musicali, ecc.

E siamo così al termine di questa brevissima carrellata, sperando di avere suscitato una scintilla di curiosità verso questo mondo. Ah! dimenticavo: alcuni dei programmi free qui citati, sono anche disponibili per Windows o Mac. Se vi interessano… a voi il piacere di scoprirlo da soli!

A cura di Alberto Casella

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1 Comment

  1. Daniele Reply

    Più che Ubuntu “classico” ( ne esistono varie versioni che si differenziano per l’ambiente desktop e quindi per il consumo di ram e cpu) direi che è meglio scaricare ed installare direttamente Ubuntu Studio, in quanto il sistema è già “settato” per avere una bassa latenza dei segnali, in modo da non trovarsi con la cpu infognata a cercare di sbrogliare la matassa con quindi ritardo nell’esecuzione dei pezzi o nell’applicazione degli effetti e dei suoni. L’ambiente desktop è semplice e ampiamente configurabile a piacimento ed è xfce (http://www.xfce.org) .Con appositi set di temi scaricabili on line, lo si può trasformare completamente in un Mac, ma chiaramente solo nell’aspetto. Esistono comunque altre distribuzioni linux dedicate al sound & video processing e sono basate su Fedora ( un’altro caposaldo dei sistemi linux). Per farvi un’idea del panorama , basta dare un’occhiata al sito http://distrowatch.com/ , che riporta ogni nuova uscita di qualsiasi sistema open source. Per scaricare Ubuntu Studio, basta recarsi al sito : http://www.ubuntu-it.org/derivate/ubuntu-studio.

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