Cristiano Gallian e il Lounge Room Studio

Cristiano Gallian, chitarrista rodigino e produttore discografico. Turnista in molti studi di registrazione e in gruppi musicali importanti. Nell’intervista ci parla del suo Lounge Room Studio…

Cristiano Gallian, chtarrista, suona con moltissimi musicisti e collabora in qualità di turnista con vari progetti. Ha vinto concorsi e tenuto concerti e stages in Italia e all’estero. Ha al suo attivo due dischi solisti e da qualche anno ha aperto uno studio di registrazione a Rovigo. Vediamo più da vicino cosa fa…

Cristiano, sei chitarrista, suoni con diversi musicisti e gruppi, giri il mondo con la tua musica, come mai ti è venuta l’idea di fondare uno studio di registrazione?
Collaborando come turnista con vari studi di registrazione, è maturato in me il desiderio di avere una struttura “autonoma” dove poter produrre musica e dar vita a progetti senza limitazioni di alcun tipo, dovute ad orari e tempi.

E così hai fondato il Lounge Room Studio di cui sei titolare e dove collabori con vari musicisti. Spiegaci un po’ di cosa si tratta.
Esattamente. L’idea di LRS (Lounge Room Studio) è partita nel 2007… Fin dall’inizio infatti, volevo qualcosa di diverso da un semplice studio di registrazione: una realtà dove si lavora “a progetto” su un artista e non ad ore, dove professionalità e “ambiente familiare” (Lounge Room appunto, il “salotto”) potessero coestistere e svilupparsi.
Come dicevo, LRS ha una struttura particolare: ho cercato di creare nel tempo un vero e proprio Team stabile di collaboratori, che si prendano cura dei vari aspetti di una produzione. All’interno di questa “dinamica”, io mi pongo come un “coordinatore” dei vari aspetti, e mi occupo ovviamente di arrangiamento e produzione audio, lasciando agli altri svolgere “parallelamente” il proprio lavoro. Questo ci permette di essere dinamici, lavorare sulla qualità ed al tempo stesso contenere i costi.
E non ultimo, di avere sempre “idee nuove” in circolo, in quanto per me il continuo confronto col Team di produzione è una delle cose più stimolanti di questo mestiere.
Attualmente il gruppo è composto da: Marco Pollice (tastiere), Nick Muneratti (basso), Vito Perrini (percussioni e web management), Marco Baxa (chitarre/ composizione), Enrico Neri (Progetti Grafici), Teresa S. Wapeekang (Fotografia), Jacopo Muneratti (assistente di studio/ social media).

Tra gli artisti prodotti dal LRS troviamo Marco Bosello, Gloria Bettini, Giovanna Segafredo, Chiara Beltrame… chi altri? Come ti sei trovato a lavorare con loro?
Anche Marco Baxa ed Enrico Neri che poi sono diventati parte integrante di LRS. Ogni artista è diverso e non confrontabile con altri: con ognuno è stata un’esperienza stimolante e di crescita reciproca: a volte non immediata, a volte più semplice ma che mai mi ha lasciato indifferente.
É un processo di fiducia e maturazione comune: chi produce deve capire il DNA dell’artista, al tempo stesso l’artista deve fidarsi dell’esperienza e della visione “tecnica” del produttore.
É un percorso sempre nuovo, affascinante mai scontato.
Sono profondamente convinto che la musica, specialmente se si punta a fare un lavoro di qualità, ha bisogno di tempo per essere espressa al meglio. LRS cerca di fare, se vuoi, un lavoro “controcorrente”: ci prendiamo senza timori, il tempo necessario per ogni “step”.
Se ci accorgiamo, per esempio, che un mix ha bisogno di qualche ora di lavorazione in più lo facciamo, cosi pure se un progetto grafico non ci convince fino in fondo ci lavoriamo su, idem se a non entusiasmarci è la struttura di una canzone o un testo, ne parliamo con l’autore ci prendiamo i tempi necessari. E tutto questo non lavorando “ad ore” ma fissando a monte “budget” con l’artista, ed un tempo indicativo di produzione/pubblicazione.
Entriamo spesso nella fase “creativa” di “composizione/arrangiamento”, questo è un DNA importantissimo che un comune studio di registrazione non svolge.

LRS fa anche da etichetta, esattamente cosa significa?
Da quest’anno LRS è un etichetta Indie, e possiamo contare su una distribuzione digitale capillare nei maggiori Store (Spotify, iTunes, Amazon, Google Play, Tidal, Youtube Music Key, Deezer, Betas Musica ecc.) sia su duplicazione fisica per chi lo desiderasse, grazie ad un’ottima convenzione con una stamperia locale. Se vediamo che una produzione è interessante, e c’e’ la giusta qualità a monte, siamo ben felici di proporre una co-produzione e a volte, anche una produzione completa.

Negli ultimi anni il modo di fare musica è cambiato, è difficile stare al passo con i tempi?
Si, stare al passo con la musica e la cultura che cambiano richiede dedizione ed energia. Soprattutto è importante non farsi prendere dalla “pigrizia artistica”, che è una tentazione forte ad ogni età. Per fare questo, cercare di mantenersi sempre aggiornati, ed avere idee efficaci è basilare il confronto: io ritengo che l’investimento più grande che può fare un’azienda siano il “capitale umano” ed i “rapporti”. Oggi per esempio, non è più possibile produrre musica professionalmente come lo si faceva fino a qualche anno fa: i tempi sono più brevi, più piccoli i budget, i canali di fruizione completamente diversi. I musicisti si muovo meno (per una registrazione) ed a viaggiare sono soprattutto i “files”. Ma io sono convinto che questo sia un bene, perché ha aperto possibilità impensabili fino ad un decennio fa: collaborare con artisti che si trovano dall’altra parte del mondo non è più un sogno ma una realtà. Abbiamo avuto in questi anni collaborazioni con l’Argentina, l’India ed U.K e molte altre sono in cantiere.

Nel mio piccolo Blog della Musica vedo artisti anche bravi, che scrivono belle cose, ma che poi si autoregistrano o si affidano al “fai da te” con risultati discutibili… Con un computer in mano tutti ci sentiamo in grado di fare il lavoro di persone che studiano una vita o che hanno attrezzature di valore. Registrare musica di buona qualità ha sicuramente i suoi costi, ma alla fine premia? Ne vale la pena?
Assolutamente si! Perchè non è solo una questione di “registrarsi”, ma di “saper produrre” di “pensare” in modo professionale. Oggi, tutti possono acquistare un portatile, una scheda audio e volendo un paio di monitor/cuffie. Ma da qui a produrre un disco o un singolo “serio” di acqua sotto i ponti ne passa! Ci vogliono infatti le giuste competenze, che sono un mix di studio, formazione ed esperienza: la realizzazione di un pezzo che “suoni” parte prima della registrazione stessa… inizia da come il brano viene composto/arrangiato. Poi, se questo “step” è ok, si passa alla produzione vera e propria: si scelgono i microfoni, i pre, gli ambienti, la tecnica di registrazione. Poi si apre la fase delicata del mix per finire col mastering (passaggio delicatissimo!) E contemporaneamente, bisogna pensare ad un progetto grafico efficace che rappresenti artista e brano al meglio, iniziare ad interessare i social media, la distribuzione online ecc.
È avere un Team professionale che lavora dietro/dentro alla musica a fare la differenza, non un computer o un microfono.

Anche il modo di “distribuire” la musica è cambiato. Una volta c’erano i dischi in vinile, poi i cd, gli mp3… e adesso?
Adesso è interessante vedere cosa accade nel web, ad esempio in app come Spotify, o la neonata Tidal che permette uno streaming audio di altissima qualità. Credo si stia andando verso una fruizione della musica su più livelli: sono convinto che il cd non scomparirà, ma verrà eventualmente usato come “supporto” per i concerti live. È indubbiamente l’idea rivoluzionaria di avere una libreria audio “online” e “worldwide” a farla da padrone in questo momento. Questo ha comunque aperto la possibilità agli artisti, ed alle piccole etichette di poter diffondere le loro produzioni a livello mondiali senza dover passare per la “grossa distribuzione”.
Una rivoluzione straordinaria, e a mio avviso, assolutamente positiva.

Un gruppo, una band, che ha scritto degli inediti e vuole iniziare a proporsi sul mercato con una certa professionalità, che iter deve seguire? Dalla scelta della sala di registrazione, all’etichetta, al promoter, all’ufficio stampa…. daresti un consiglio a chi si sta affacciando ora in questo mondo?
Il primo consiglio che mi sento di dare è di confrontarsi con professionisti, sin dalla fase di composizione/stesura dei propri brani. A mio avviso, registrazione, arrangiamento, produzione e distribuzione vengono dopo. Troppe volte, sento girare su internet brani che a mio avviso (personale) non reggono: armonie povere, suoni poco curati, ritornelli più brutti delle strofe, parole banali. Non è sempre cosi ovviamente, ma ultimamente accade spesso. Ecco il consiglio più grande che potrei dare in questo senso non è “commerciale” ma “artistico”: cercare una formazione musicale solida, ed il confronto continuo con chi ha più esperienza, anche se questo significa spesso sentirsi dire cose che non piacciono! Ma è li che si cresce davvero… se potessi condensare tutto questo in un’espressione controcorrente direi: “meno Talent show e video su youtube, più studio e più ricerca”. Poi, se il talento c’e’…le cose pian piano arrivano. Ma non bisogna avere fretta. E bisogna aver il coraggio di cercare “la qualità”, i contenuti, non solo la visibilità o i “mi piace” sul proprio profilo FB.

Quali sono le novità nel rinato LRS e quali i prossimi progetti?
Stiamo lavorando a due album che vedranno la luce tra la fine del 2015 e l’inizio del prossimo anno: si tratta di due cantautori veneti diversi e molto personali, Carlo Cavallin ed Elena Forafò.
Al tempo stesso entro Giugno pubblicheremo il video del concerto di presentazione di Rivedere le Stelle (al quale stiamo lavorando da Novembre) l’ultimo disco di Marco Baxa, che comprenderà anche un Making Of ed un “dietro le quinte” molto interessante!
Oltre a questo stiamo ultimando una serie di singoli prodotti dallo studio, che verranno “affidati” alle voci di vari artisti e pubblicati entro l’anno.
Come ultimo “step”, da Gennaio stiamo aprendo e “Rimasterizzando” tanti progetti nei nostri archivi (dal 2007 in poi) insomma il programma è davvero pieno e non c’é tempo per annoiarsi!

Ultima domanda Cristiano, a quando un tuo nuovo disco?
Dopo i due dischi acustici per sola chitarra Blue Butterfly e Contemporary Colors, sto lavorando al terzo progetto che questa volta sará “full band”!
A bordo ci saranno tanti amici musicisti con cui collaboro ormai da anni, e sicuramente un importante ospite internazionale.
Si punta a far uscire il tutto per Febbraio 2016… ma per ora, non posso dire di più!

Per chi volesse restare aggiornato sulle ultime novità: www.loungeroomstudio.com – www.cristianogallian.com

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