Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Il nuovo libro di Ciammarughi

Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Trent’anni con i Grandi Pianisti è il nuovo libro di Luca Ciammarughi edito per Zecchini Editore in cui troviamo i pianisti degli ultimi decenni…

Ciammarughi copertina libro Da Benedetti Michelangeli alla Argerich

Da Benedetti Michelangeli alla Argerich, di Luca Ciammarughi

Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Trent’anni con i Grandi Pianisti di Luca Ciammarughi. La funzione di  questo libro è soprattutto quella di evidenziare la straordinaria ricchezza musicale e il fascino degli ultimi tre decenni.

“Non ci sono più i pianisti di una volta”: quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da chi rimpiange una sorta di gigantesca Golden Age del pianoforte che va da Liszt e Chopin fino a Horowitz e Benedetti Michelangeli?

Eppure, musicisti e interpreti che oggi mitizziamo furono a loro volta contestati o addirittura sbeffeggiati. Questo libro ha l’obiettivo di definire un quadro dei pianisti classici della nostra epoca, con spirito critico ma senza insensati disfattismi. L’autore ha l’ambizione di delineare una storia contemporanea dell’interpretazione pianistica: ben sapendo però quanto sia difficile individuare ciò che lascerà un segno e ciò che invece rimarrà inesorabilmente confinato a un’epoca o a mode passeggere. Questa è però solo una storia fra le tante possibili.

A narrarla, è un giovane, Luca Ciammarughi, egli stesso pianista, conduttore radiofonico e critico musicale, profondamente innamorato della musica e del pianoforte. Sapendo che la Storia con la S maiuscola si è sgretolata in tante storie, il suo punto di vista non può che essere soggettivo, personale. Ma è un punto di vista che si nutre di tre decenni passati a suonare, sviscerare partiture, collezionare registrazioni, intervistare pianisti, ascoltarli e osservarli, talvolta persino voltar loro le pagine in concerto, cercando di instaurare un dialogo per comprendere più a fondo il rapporto fra la loro arte e la loro vita.

Prendendo come punto di partenza e di arrivo due emblemi di una concezione sublime del pianoforte, Michelangeli e la Argerich, (approfondisci leggendo l’articolo Martha Argerich. L’enfant et les sortilèges) il percorso si snoda fra celebrità come Zimerman, Sokolov, Pollini, Brendel, Ashkenazy, Argerich, Lupu, Perahia, Pletnev, Kissin e geniali outsider come Berman, Egorov, Heidsieck, Fiorentino, Freire, Engerer, Barda, Gelber, Lonquich, Angelich, Sultanov e molti altri.

Senza disprezzare il mainstream, l’autore ha svolto per anni un percorso indipendente, fondato sulla ricerca di personalità artistiche capaci di andare oltre una tecnocratica correttezza e di rivivificare quel mistero ineffabile che chiamiamo ispirazione.

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