Daniela Mastrandrea: Liberi di essere EP | Recensione

Copertina dell'EP di Daniela Mastrandrea, Liberi di essere

La creatività di Daniela Mastrandrea è inarrestabile. Continua a inventare, comporre e registrare. Gilberto Ongaro vi racconta l’EP Liberi di essere

La compositrice Daniela Mastrandrea l’avevo conosciuta con un brano per coro e orchestra.

Questa volta torna al proprio strumento solista, il pianoforte, per quattro brani molto intimi contenuti nell’Ep Liberi di essere.

Si sente un effluvio di Beethoven all’inizio del primo pezzo, il Prologo, con i suoi arpeggi lunari, e le sue progressioni drammatiche, per poi virare in una direzione minimale più contemporanea.

Madri è l’episodio più toccante, proprio perché non deborda. Cerca di contenere un’emozione troppo forte, e la attenua, confinandola in una melodia delicata e sobria; sono come lacrime trattenute per dignità. Sembrerebbe perfetta per un’anime sentimentale, ma di quelli seri, con storie profonde e raccontate con la gentilezza di Miyazaki.

Ascolta l’Ep Liberi di essere di Daniela Mastrandrea

Dialoghi di solitudine è un contrappunto. Ci sono due melodie distanti, una della mano destra e l’altra della sinistra, che cercano di avvicinarsi ma poi si allontanano, più volte, senza riuscire ad incontrarsi, se non ad un certo punto dove, fondendosi, diventano un accordo, un accordo che fa compagnia a due solitudini.

Ed infine, Liberi di essere torna nella morbidezza del secondo brano, e la melodia scivola spesso e volentieri in alcuni cromatismi che le danno un tocco di romanticismo, e una malinconia nel cercare la soluzione in tonalità maggiore, dove il tema sembra sfuggire all’ultimo momento da una dissonanza, come un moto di volontà, di liberazione.

I brani sono facili da ascoltare; però per coglierli bisogna ascoltarli con attenzione, perché qui le note sono come parole, che compongono frasi di senso compiuto, e quindi Daniela Mastrandrea ci sta parlando tramite il pianoforte, esprime queste emozioni incastrate, con un desiderio spasmodico, nascosto nell’apparente tranquillità. Un desiderio di librarsi in aria, come il palloncino della copertina.

Social, streaming e contatti