Danilo di Florio

Una fredda sera d’inverno, nella piazza del paese, Danilo di Florio chiede a un suo amico di insegnargli a suonare la chitarra. Il giorno dopo passa da lui e gli lascia, oltre alla sua chitarra (una vecchia Eko classica, col manico riparato a colla dal falegname) anche un metodo, su un vecchio block-notes disegna la tastiera con gli accordi della più celebre delle ballate, La canzone del sole.Poi, inserendo frecce su e giù per indicare le pennate, prosegue: “ripasso appena l’avrai imparata…”. Danilo si mette a suonare, e nel suo sorriso rivede quello della sorella quando gli insegna ad andare in bicicletta. Dal quel giorno il tempo continua a scorrere, la bici ora è senza pedali e quella sera, affatto giocosa, segna l’inizio, un buon inizio, un buon incontro.

Danilo di Florio nasce a Roma il 30 Luglio del 1977, la madre è casalinga e il padre insegnante in pensione, anche lui praticante della musica, suona per lungo tempo l’organo in chiesa, e senza farne mai parola esplicita con lui, gli trasmette la stessa passione. “Vivo a Paglieta da sempre, un piccolo paese nella provincia di Chieti. La passione per la chitarra mi richiama in maniera sempre più prepotente e assidua, strimpello notte e giorno, mi chiudo in camera, infilo i dischi e, a volume elevato, suono Lucio Battisti, poi De Gregori, Bennato, Dalla, Carboni, senza interruzione.  Mi sento vivo, elettrizzato, carico, pieno di senso e così decido di lasciare, pur senza tanta facilità, il lavoro appena iniziato da due anni, mi tiene troppo lontano dalla mia passione.

Mi iscrivo a Chieti alla facoltà di Lettere e Filosofia e negli anni dell’università inizio a scrivere canzoni. Ricordo bene quando ad un altro dei miei amici racconto di avvertire interiormente la presenza di suoni ai quali non so dare ratio, ma gli prometto che in breve tempo avrei tentato di accostar parole. Per mantenermi gli studi faccio il metalmeccanico, poi il cameriere, maschere che mi regalano il primo pianoforte, un Clavinova Yamaha elettronico, usato…Un teatro a ingresso libero per gli occhi smarriti di mio padre e spazientiti di mia madre così capisco che la mia vita non potrà mai essere senza musica.

Nel 2001, insieme a un mio compagno tastierista, iniziamo i lavori per costruire la prima stanza dove suonare e cantare: in fondo al vecchio garage di mio zio c’è una buia cantina, senza porta, piena di polvere e calcinacci, diventerà presto il mio studio di registrazione. Do vita così a una lunga e incessante produzione personale, mai edita. Suono in parrocchia, il mio primo palcoscenico, il mio primo pubblico.”

Nel 2004 partecipa a “È TEMPO DI MUSICA ITALIANA – IV° Edizione” di Bomba (CH), classificandosi al quarto posto con i brani Se passi da queste parti e Commesso viaggiatore.
Nel 2005 prende parte nuovamente allo stesso concorso classificandosi stavolta al secondo posto con i brani Fermo ad aspettare e La mano dell’attore.
Nel 2012 è ospite alla quinta edizione della rassegna musicale per artisti emergenti “PAGLIETA LIVE CONTEST”, con i brani Estraneo, Fino a Maggio e Viaggi organizzati.
Nel 2013, nella stessa rassegna è invece in gara, con i brani Se fosse un altro mondo, I vestiti di Marlene e Pause.

A seguito dell’incontro con Music Force nel 2015, esce il primo lavoro discografico di Danilo di Florio “Scateniamoci”, un contenitore di 10 brani che ha scritto nel corso della sua vita.

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