DEDO: il suo è un “Cuore Elettroacustico”

Dedo pubblica Cuore Elettroacustico: musica acustica ed elettronica che si affiancano nello stesso disco, due lati della faccia di ognuno di noi. Ecco la recensione per il Blog della Musica…

Dedo, Cuore elettroacustico

Dedo, Cuore elettroacustico

Chi… o meglio che cosa è DEDO difficile dirlo. Un disco plastificato per il grande commercio, un disco che par dire di voler fare il doppio gioco già dalla copertina e dal titolo. Qualcosa di vero (acustico) che si affianca a qualcosa di artificiale (elettrico), due lati della faccia di ognuno di noi, due lati della nostra vita quotidiana, due volti come quelli di Joker. Bene. E dentro queste 10 tracce di nuova scrittura il doppio gioco si mette a nudo e si maschera allo stesso tempo.

Di certo la musica che spazia dal pop al rockabilly fumoso si lascia confinare dentro strutture digitali, ritmiche sintetizzate e qualche bella sezione di fiati a restituire un granello di soul e di funk ad un disco propriamente italiano. La doppia faccia dei testi trasuda intelligenza e conoscenza del mestiere oratorio: DEDO mi affascina quando parla della vita di tutti i giorni, di questa società, di questa santa televisione che ci sta facendo smettere di pensare e di capire e che piano piano tutti uguali ci rende.

Geniale il brano Piango alla TV o addirittura ancora Resta sul divano. Che dire della frecciatina che lancia a questi dannati social con Taggami il nervo dell’amore. Doppia faccia perchè sotto sotto DEDO lancia un moto di rivoluzione, il suo ovviamente, ci dice come fare per essere davvero e per reagire al torpore e all’omologazione. DEDO alla fine, se ascoltiamo bene invece che fermarci ai colori accesi della sua ironia letteraria, ce lo dice davvero da che parte guardare il mondo… eppure non ha il coraggio di abbandonare totalmente i clichet e le cose famose che tutti riconosciamo… e dunque eccolo a condire il tutto con citazioni, sbeffeggiamenti musicali, richiami e assonanze – che tutti possano dire “Ma questo sembra…”!!!

dedo concerto

Dedo in uno dei suoi concerti

In questo disco ci troviamo Max Gazzè, di cui DEDO è un fedele collaboratore, e ci troviamo FASO, due grandi bassisti che appaiono come tali in due rispettivi brani ben distinti… ed è quindi conseguenza lineare ritrovare proprio quelle timbriche e quel certo modo di fare musica un po’ ovunque nel disco.

Però bisogna fare attenzione perchè ho proprio l’impressione che DEDO abbia confezionato il tutto in modo facile e volutamente comprensibile seguendo un dialogo che possa stringere contatti con i più ma tra le righe, una volta abbassate le barriere del pregiudizio, inserisce note di grandissimo gusto, passaggi testuali e melodici che – spero – facciano distaccare l’ascolto e la curiosità verso analisi e sensazioni di ben altra misura. Un po’ come dire: ok camminando camminando vi sto insegnando a ballare e probabilmente non ve ne state accorgendo. Poi alla fine caccia un video che… a noi sembra proprio sia un vero capolavoro. Un gran disco insomma… ma da porci bene l’orecchio e lo spirito altrimenti ve lo perdete nella cesta dei tanti!!!

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