INTERVISTA | Elephantides: fluttuando dentro questo tempo nostro

Dopo un’anticipazione di cui abbiamo sentito parlare intervistando Sergio Tentella a proposito delle sue derive personali, eccoci nel pieno di questo nuovo lavoro pubblicato da Betulla Records del duo irregolare, imprevedibile e sicuramente privo di forme matematicamente irrisolvibili, ELEPHANTIDES

Al secolo gli Elephantides dunque sono Sergio Tentella e Daniele Sciolla in bilico tra suoni acustici e pattern modulati di elettronica e istinto. Si intitola Floating Tempo questo nuovo lavoro che sfida appunto abitudini, tonalità, sfida il bello per come siamo soliti impacchettarlo per la pubblica piazza. Suoni che costruiscono vertigini e fluttuazioni lisergiche, ma anche matrici e reticolati numerici dentro ricami percussivi e tanto altro tra le pieghe un disco strumentale che, come accade nel video di “See”, singolo che da tempo anticipava l’uscita del disco, c’è solo la fantasia a frenare le combinazioni possibili da dare al ritmo e al tempo. Proviamo ad addentrarci un poco di più…

Partiamo dai nomi che sono sempre grandi fonti di curiosità per noi. Come nasce Elephantides?
Il nome è uscito praticamente subito. Eravamo in una delle prime session di composizione, appena ci siamo messi ad ascoltare quello che stava uscendo fuori abbiamo collegato i loop psichedelici e le variazioni ritmiche sperimentali alle scene degli elefanti rosa di Dumbo.

L’elefante cosa rappresenta per voi? Spessissimo vediamo animali correlati all’estetica degli artisti in scena. Da maschere a simboli, dal maiale dei Pink Floyd alle scimmie che ballano… per voi?
Rappresenta grandezza, volume, quantità di moto. È vero che la balenottera azzurra è ancora più grande, ma BalenotterazzurraTides non suonava bene.

Tempi e controtempi… anche tempi particolarmente sghembi… cos’è per voi il “tempo” dentro le metriche musicali?
Per noi il tempo è fondamentale quanto una melodia. In ogni brano c’è un “tema” ritmico che viene elaborato e su cui costruiamo tutto il resto. Le metriche all’interno di un dato bpm ci danno la possibilità di rallentare o di velocizzare sovrapponendo le diverse velocità: quello che ci affascina è spesso ricavare velocità parallele suonando un tempo dentro un’altro.

Avete l’impressione che tutta questa perfezione ritmica di oggi uccida un poco l’espressione musicale in se?
Si sperimenta poco al riguardo e ci si accontenta troppo spesso di soluzioni usate e stra abusate. Per noi è fondamentale: innanzitutto ci risulta spontaneo suonare a tempi diversi che si incastrano, anche se poi per esser fatto necessita di molto studio. Specie nei live: il setup è piuttosto complesso per permettere alle macchine di interagire con la nostra spontaneità ritmica.

Nel video di “See”, realizzato durante il periodo di lockdown, avete celebrato a pieno il concetto di questo modo di fare musica… anzi di fare ricerca musicale… vero?
Il video di “See” senza dubbio descrive una gran parte del lavoro che facciamo a distanza considerando che viviamo in due città relativamente lontane e diverse: Roma e Dronero.
Il concetto portante del video di “See” è lo stesso dell’intero disco “FLOATING TEMPO”: smontare, e rimontare in modo inusuale i pezzi, intrecciando i fili e ricercando forme nuove. Non a caso vediamo un piede che suona una cassa, che continua in un dito che suona una nota di un synth ecc…

Il disco, diretta conseguenza della matematica… ho ascoltato “Floating Tempo” pensando ai numeri e agli incastri dissonanti che però sono mera illusione delle orecchie…
Si, dietro ogni tecnicismo, beat displacement, cambio improvviso di tempo si nasconde un valore quantificabile.
Diciamo che inizia tutto suonando e quindi con la spontaneità non codificata, istintiva e senza numeri. La matematica in un secondo momento ci permette di spiegarci meglio e andare oltre, comprendendo potenzialità e possibilità di un’idea, permettendo l’interazione uomo/macchina a livelli più profondi.

Social e Contatti

  • Facebook: https://www.facebook.com/ElephanTides
  • Instagram: https://www.instagram.com/_elephantides/

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