INTERVISTA | ELEVIOLE? contro l’omologazione adulta

Eleonora Tosca torna in scena con un disco davvero bello e riposante per il cuore e per lo spirito. Si intitola Dove non si tocca ed è firmato come sempre dal suo moniker Eleviole?

Dove non si tocca di Eleviole? assieme alla copertina dai contorni infantili, segna a chiare lettere la direzione artistica di Eleonora Tosca. Musica d’autore di grande sensibilità, musica di rifiniture artigiane dal sapore pop leggero e sognante, francese nella dimensione del dettaglio e della voce, world e con un pizzico di futuro nella ricerca di arrangiamenti spesso anche vestiti di elettronica. “Dove non si tocca” è anche un road movie in cui la Tosca ci narra dei brani e dei suoi personaggi in un suggestivo documentario in cui la vediamo in viaggio in bicicletta da Oporto a Finisterre. Per restare invece più didascalici, la rete ci regala il video ufficiale del singolo “Tanti auguri”: insomma ne abbiamo di carne al fuoco per accomodarci nella piccola casetta di legno di Eleviole?, alias Eleonora Tosca.

In genere noi publichiamo la nostra intervista dopo aver mandato in onda il video clip di riferimento. Ma questa volta con te abbiamo scelto di far vedere questo piccolo road movie. Una straordinaria idea, complimenti… ce la racconti? Capisco che l’avrai fatto mille volte ma non possiamo esimerci anche noi…
L’idea nasce perché io sono amante delle esperienze performative, cerco sempre, anche nei videoclip, di fare qualcosa di vero, di “street”. In questo caso questo viaggio mi ha proprio chiamata. È stato come ripercorrere la scrittura di tutto il disco, parola dopo parola. Un’esperienza incredibile e quasi totalmente improvvisata. Cerca di essere un manifesto per le artiste non omologabili nei soliti cliché, per chi cerca in qualche modo l’essenza, e uno stimolo per tutti, tutti possiamo essere eroi normali.

Ci siamo lasciati incuriosire dai titoli. Partiamo dal tuo moniker: Eleviole? – da dove nasce? Ci leggo un legame inconscio alla fanciullezza…
È un gioco di parole con il mio nome, e un ricordo lontano dei pomeriggi passati a giocare in cortile a Milano, ogni tanto tra il cemento vedevo sbucare le violette, forti e fragilissime.

E poi veniamo al titolo del disco: Dove non si tocca. Cioè un tornare alla libertà che avevamo da bambini?
Sia uno stimolo a spingersi da adulti fuori dalla comfort zone, sia un richiamo alla libertà di nuotare dove non si tocca. E perché no, il ricordo anche della disobbedienza a un divieto.

Perché secondo te da adulti non riusciamo più ad essere ingenuamente innamorati delle cose di questa vita?
Perché banalmente le perdiamo di vista, oberati dal lavoro, schiacciati dalla smania di possedere cose. Io penso di essere molto fortunata in questo, è molto raro che desideri un oggetto. Voglio essere più libera possibile.

Bellissima la copertina, che somiglia molto al suono piccolo e intimo di tanti arrangiamenti di questo disco… hai proprio voluto proteggere le tue piccole cose, non è così?
Assolutamente. In copertina c’è il mio gatto Vittorio, destinatario di uno dei brani, che guarda il mondo dall’alto. Piccole cose, pulite, curate e pure.

Quindi, per chiudere: uscire in società significa in qualche modo perdere di personalità?
Bisogna cercare di essere sempre, più possibile fedeli a se stessi. Altrimenti anche un’ esperienza bellissima come scrivere canzoni diventa un’attività da mestieranti.

Info: https://www.facebook.com/Eleviole/

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