INTERVISTA | Emy Bernecoli: una violinista appassionata di Respighi…

Emy Bernecoli, violinista e concertista italiana, intervistata dopo il concerto con il pianista Elia Andrea Corazza a ItalienMusiziert, la rassegna di musica da camera di Stoccarda diretta dal M° Francesco Maggio…

Diamo il benvenuto a Emy Bernecoli! Violinista, concertista, ci parli di lei e di come si è avvicinata alla musica…
Ho sentito il violino per la prima volta in una registrazione, senza sapere cosa fosse. Mi sono innamorata del suono prima che dello strumento. Nel negozio di strumenti musicali vicino a casa lo avevo visto in vetrina e in un attimo ho collegato che fosse lui! Quando sei bambino non sai, ma senti.

E quale percorso musicale l’ha poi portata a diventare una importante concertista?
Mia madre mi iscrisse ovviamente molto presto al Conservatorio di musica della mia città dove poi mi sono diplomata. Ho poi scelto alcune accademie italiane per specializzarmi in diversi settori: l’Accademia Romano Romanini di Brescia per il violino con Domenico Nordio, l’Accademia Musicale di Firenze con Alessandro Specchi per la musica da camera con il pianoforte e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Rocco Filippini per la musica da camera più in generale. Nel mentre poi frequentavo masterclas estive dove ho conosciuto altri maestri che mi hanno regalato consigli preziosi. La musica da camera ha sempre assorbito la mia attenzione intensamente, perché condividere e comunicare da vicino la musica per me è sempre stato un aspetto fondamentale.

All’attività di concertista si aggiungono quelle di ricercatrice e revisore… Ci può spiegare più nel dettaglio?
Mi piacciono da sempre le biblioteche e ho sempre sognato di trovare dei manoscritti preziosi.
Ed è stato davvero così! Ho cercato con dedizione in diverse biblioteche italiane dove erano presenti dei fondi e lasciti importanti e poco alla volta ho trovato dei tesori che stranamente erano stati messi da parte o dimenticati. Dal 2013 ho iniziato a pubblicare una selezione degli inediti ritrovati con diversi editori italiani come Suvini Zerboni, Ut Orpheus e Armelin Musica, Curci ed internazionali come Schott. Le ultime due sono il Minuetto per archi in edizione critica e ricostruzione per Armelin e la Sarabanda per violino e pianoforte per le edizioni Schott, entrambe di Ottorino Respighi che ho curato con Elia Andrea Corazza.

Molte sono quindi le sue ricerche su Respighi. Che cosa la affascina di più di questo compositore?
Mi sono avvicinata all’autore per caso ancora ai tempi degli studi in Conservatorio. Anzi diciamo meglio: l’autore si è avvicinato a me! Dovevo comprare una sonata di Vivaldi per violino e basso e in negozio mi diedero la versione curata proprio da Respighi. (A 12 anni non me ne ero certo resa conto dell’importanza). Poi 10 anni dopo nell’anno del mio diploma all’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, decisi fuori da ogni canone e disubbidendo ad ogni voluntas altrui di portare la Sonata in si minore di Ottorino Respighi. Fu un successo! L’avevo sentita in un cd che mi regalarono due anni prima in una favolosa incisione di Ruggiero Ricci: non riuscivo a liberarmi dal pensiero fisso che un giorno anche io avrei voluto possedere la bellezza di quelle pagine. Anche in questo caso il sogno si è avverato con una incisione per l’etichetta Naxos completa di tutte le opere per violino e pianoforte del compositore bolognese, ivi compresi gli inediti ritrovati nel frattempo.

Ho subíto il fascino del compositore fin dal primo ascolto. Costretta a generalizzare direi che la bellezza dei temi del Respighi con la loro sempre velata malinconia, risuonano perfettamente con quella parte di me nel profondo dove l’acqua non si muove.

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ItalienMusiziert: Emy Bernecoli con Elia Andrea Corazza a Stoccarda

Il Festival Italien Musiziert l’ha invitata quest’anno, insieme al pianista Elia Andrea Corazza, sul palco di Stoccarda. Com’è stato?
Ho ancora addosso la gioia di quei giorni nella bellissima città! Gli organizzatori, musicisti anche loro, sono diventati amici cari e la sala del concerto all’interno del Museo degli strumenti musicali era davvero suggestiva solo a partire dal pianoforte usato per il concerto: un doppio Pleyel! Il concerto è stato applaudito calorosamente dal pubblico che ci ha chiesto due bis: ovviamente non potevano che essere inedite pagine respighiane. Il programma era impaginato completamente con musiche italiane a partire dal sopracitato Vivaldi fino ad autori come Casella e Rota ed una composizione originale di Corazza. L’evento è stato creato in collaborazione con l’IIC di Stoccarda e il CIDIM  (Comitato Nazionale Italiano Musica) con il quale stiamo portando il concerto ‘Colore Italiano’ in molti luoghi del mondo come Addis Abebah, Istanbul, Madrid e Washington.

Ci può parlare della sua attività discografica?
Ad oggi ho inciso tre cd con Naxos su alcuni autori del ‘900 italiano: Giorgio Federico Ghedini, Riccardo Pick-Mangiagalli e Ottorino Respighi. L’inesorabile mondo delle recensioni li ha accolti molto bene e di questo sono davvero felice. La mole di lavoro è stata davvero immensa, basti pensare che moltissimi pezzi erano solo manoscritti e quindi assolutamente non pronti alla lettura. Ci sono voluti mesi di lavoro e l’incisione è stata la fatica meno impegnativa.
I miei prossimi progetti riguardano la musica elettronica. Ho in programma qualche cosa di completamente diverso ma che mi affascina moltissimo. Con Elia Corazza siamo usciti l’anno scorso con il singolo Whimsy che ha anticipato il nostro progetto che prevede l’interazione tra il classico e l’elettronico. Il violino non è elettronico ma tutto il resto si! Uscirà tra pochi mesi.

Come sempre, chiediamo ora qualche consiglio per i giovani artisti che vogliano emergere attraverso il loro talento. Quale monito si sentirebbe pronta a dare loro, alla luce della sua esperienza?
Più che un monito un’esortazione e insieme una preghiera: non farsi abbagliare dai veloci e falsi successi. Avere la consapevolezza che il tempo è lo cosa più preziosa che abbiamo: impiegarla al meglio, anche solo pensando senza lo strumento in mano vale più di 100 ore di accanimento senza un progetto. Dall’altra parte sapere che una cosa di qualità nasce dalla consapevolezza che il tempo è assolutamente necessario ovvero “ci vuole tempo!” e che quella vera (la qualità) si vede solo sulla lunga distanza.

Ringraziamo Emy Bernecoli per aver dedicato un po’ del suo tempo al Blog della Musica.

Info: https://www.facebook.com/EmyBernecoli | http://www.emybernecoli.com

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