Enrico Deregibus: Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni

Tanto da capire. Francesco De Gregori I testi. La storia delle canzoni. Esce per Giunti editore, a cura di Enrico Deregibus, la raccolta integrale dei testi del cantautore

Enrico Deregibus: Francesco De Gregori I testi. La storia delle canzoni

Enrico Deregibus: Francesco De Gregori I testi. La storia delle canzoni

Giunti Editore ha pubblicato il volume Francesco De Gregori I testi. La storia delle canzoni curato da Enrico Deregibus.

La storia delle canzoni. La storia di chi le scrive e quella di chi le ascolta. Immaginatevi Francesco De Gregori per strada, con le buste della spesa. Un ammiratore gli si avvicina, ostentando familiarità. Come se la conoscenza — vera o presunta — dell’opera legittimasse quella personale.

Lo chiama per nome, gli chiede il significato di una vecchia canzone. “Scusami però non so di cosa stai parlando”, risponde Francesco, “Guarda che non sono io” (dall’album Sulla strada, 2012).

In questo libro, invece, è proprio lui. Almeno metaforicamente. Non che gli si possa attribuire la paternità dell’ottimo volume curato da Enrico Deregibus per Giunti. Ma siamo comunque di fronte alla prima raccolta integrale dei testi di De Gregori avallata dallo stesso cantautore.

Ora, ciò non garantisce all’ammiratore di cui sopra lo svelamento del significato (verrebbe da dire “con la S maiuscola”). Ma quanto meno gli certifica l’autenticità del significante.

Francesco controlla e ratifica tutti i versi. Operazione non banale, se si pensa che l’edizione dei testi per musica non gode ancora del rigore filologico di quelli poetici. Certo, ormai da decenni si dà per buona la versione eventualmente stampata sulle copertine dei dischi, peraltro sempre più immateriali. Ma ciò non mette a riparo da equivoci e tradimenti, come quelli delle pagine web sulle quali i “santi” diventano “salti” (si cerchi su Google Le strade di lei, 1973). Un necessario imprimatur tra sacro e profano, dunque.

Sarebbe già questo motivo sufficiente di apprezzamento per quest’opera, di cui la prima cosa che colpisce è l’imponenza. Settecento pagine per un libro di popular music sono una encomiabile anomalia. A riempirle, oltre ai versi di Francesco, i commenti del curatore, già biografo del primo, il quale sottolinea che le sue non sono analisi poetiche.

Se il critico letterario può storcere il naso, vedendo disattesa l’aspettativa di un’edizione critica come quella dedicata a Guccini da Gabriella Fenocchio (Bompiani 2018), quello musicale rimarca l’umiltà e la consapevolezza di Deregibus, ribadendo con lui che i testi delle canzoni, senza musica, non sono canzoni.

Piuttosto, alla inscindibile triade “testo-musica-interpretazione” il sottoscritto aggiungerebbe anche il ruolo della produzione discografica e della ricezione.

Nel libro sono incluse “tutte le canzoni incise in album ufficiali a nome De Gregori, tranne una…” (no, niente spoiler qui). Mancano le cover e, per ragioni di diritti d’autore, alcune sue traduzioni (ci sono, per fortuna, quelle da Bob Dylan).

Nei commenti ritroviamo la genesi dei brani, le loro fonti, le loro ispirazioni. Ma anche la loro eredità, che passa attraverso le tante reinterpretazioni di altri artisti, menzionate in calce. C’è spazio per gli aneddoti e soprattutto per le dichiarazioni, pur di seconda mano, dello stesso De Gregori.

Le note bibliografiche sono accurate e avvalorano la serietà dell’opera. Altrettanto accurato è il copyright delle canzoni, mentre è interessante l’indice degli incipit, i primi versi di ognuna delle oltre duecento canzoni qui raccolte.

Tra le pagine chiare e le pagine scure rileggiamo i primi testi con Lo Cascio e Venditti, incontrando la Signora Aquilone, Little Snoring Willy — unico episodio anglofono del catalogo degregoriano — e poi Alice, più dada che ermetista, figlia dello stream of consciousness di Joyce e del surrealismo di Fellini e Antonioni. Dopo cinquant’anni, la sua inconsapevolezza (“Alice non lo sa…”) è ancora la nostra.

Scopriamo che Hilde oggi gestisce un supermercato e contiamo le parole (ventotto) de I musicanti. Quello sì, vero ermetismo. E Pablo è vivo, senza neanche doverlo immaginare con odierni “colleghi” sotto i medesimi “padroni”, tra i cortili nei quali nuove “mascelle” parlano e nessun bambino gioca più.

a cura di Francesco Brusco

Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni

ISBN-13: 978-8809904224
Copertina flessibile: 720 pagine
Peso articolo: 1.09 kg
Editore: Giunti Editore (30 settembre 2020)
Lingua: Italiano

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