INTERVISTA | Errico Canta Male, il nuovo disco è “Elèison”

Già anticipato dal singolo “Rocce“, è uscito su tutte le piattaforme digitali il nuovo disco di Errico Canta Male dal titolo Elèison. L’abbiamo incontrato per saperne di più…

Quello di Errico Canta Male è l’alter ego musicale di Angelo Mossi, che dopo aver militato nella scena indipendente di Torino, torna con una nuova creatura musicale anni dopo il suo primo EP, contenente il brano Vanchiglia, una canzone diventata nota negli ambienti politici antagonisti. 

Elèison è una parola Greca che vuol dire pressappoco “pietà”.
La traduzione è incerta, e anche nel rito latino la parola era lasciata in greco, per mancanza di parole adatte. Errico ritorna così con un disco che tocca tematiche più personali ed intime: un mondo subacque e ipnotico, l’elaborazione di un trauma in formato musica, partendo dal titolo che è una parola greca che vuol dire pressappoco “pietà”. La traduzione è incerta, e anche nel rito cattolico latino la parola era lasciata in greco, per mancanza di parole adatte. 

In questa intervista abbiamo parlato con lui delle sue origini Salentine, della sua musica, del suo nome, di empatia e molto altro.

Che ruolo ha Torino nella tua formazione musicale e nella tua influenza? E che cosa è rimasto del Salento, e delle tue origini?

Direi che è stata ed è sempre fondamentale. Il Salento per me è un luogo che smuove emozioni profonde. Mi sento in egual misura connesso e un corpo alieno quando vado lì. E’ anche molto doloroso, a volte.

E con quale quartiere di Torino senti di essere più in empatia?

A questa domanda mi rifiuto di rispondere che poi qualcuno si offende.

Ascolta il disco di Errico Canta Male dal titolo Elèison

    E che cos’hanno in comune The Pogues e Fabrizio De Andrè, due delle tue influenze musicali che ci hai segnalato?

    Uno degli autori di Fabrizio de André ovvero Maurizio Bubola (quello che scritto Sally, Fiume Sand Creek, Andrea e tante altre) ha pubblicamente detto durante un suo concerto a Torino che si è molto ispirato ai Pogues. Mauro Pagani ha detto in un’intervista che Faber fosse molto vicino stilisticamente a livello di scrittura al mondo anglofono e, secondo me, è chiarissima questa cosa. I punti di contatto sono parecchi.

    Come si sono fermati, all’epoca, gli Hangover Piss, la tua prima band? E che cosa hai imparato da queste prime esperienze collettive?

    Si sono fermati troppo tardi, soprattutto per colpa mia. Ho imparato che l’orgoglio e la gelosia sono la cose peggiori che ti possono muovere.

    La musica occupa ogni aspetto della tua vita? È mai cambiato qualcosa durante il tuo percorso?

    Assolutamente no. Vorrei occupasse più posto ma la verità è che buona parte della settimana è dedicata allo stupidissimo lavoro salariato.

    Errico Canta Male e Angelo Mossi hanno influenze musicali diverse?

    No è solo uno pseudonimo, siamo la stessa persona

    E del movimento NO TAV che cosa ci puoi raccontare?

    Il movimento no tav penso che abbia una storia ormai pluridecennale e che si racconti benissimo da solo. Quello che posso dirti è che se non fosse per la Valle di Susa che resiste io non sarei lo stesso. La Valle mi ha insegnato la caparbietà, la voglia di cambiare, la capacità di sapere resistere sempre, con grande dignità. Se non conoscete il movimento vi consiglio “un viaggio che non promettiamo breve” di Wu Ming.

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